ABBIAMO BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO
giovedì 8 dicembre 2011
Stanchi di aspettare la convocazione del Consiglio comunale
Stanchi di aspettare la convocazione del Consiglio comunale che deve esprimersi in maniera chiara con apposito provevdimento dell'Assemblea civica,sulla vicenda del gasdotto della Snam e della centrale di compressione così come richiesto peraltro dal Ministero dell'Ambiente fin dallo scorso 30 agosto i rappresnetanti dei Comitati cittadini per l'Ambiente hanno deciso oggi di inoltrare un esposto al Prefetto dell'Aquila perchè intervenga contro l'inerzia del Comune di Sulmona. Un comportamento che appare abbastanza assurdo sopratutto se si tiene conto delle decisioni già assunte dal Consiglio regionale abruzzese all'unanimità e dalla comptente Commissione parlamentare. Ecco il testo della lettera inviata al Prefetto Maria Giovanna Iurato
'' Sig. Prefetto,Con lettera datata 30/08/2011, prot. n. 0017274, a firma del Dirigente dott.ssa Concetta Cecere il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto al Comune di Sulmona di rilasciare il parere di sua competenza in merito alla autorizzazione alla costruzione dell'opera denominata "Centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam esistente", opera che la società Snam intende realizzare proprio a Sulmona in località Case Pente. "In particolare - é scritto nella lettera del Ministero- si chiede al Comune di Sulmona di esprimersi con delibera di Consiglio Comunale, ai sensi dell'art. 42 del D.Lgs. 18.8.2000 n.267". Il Ministero aggiunge ancora che procederà, nel prosieguo, ad adottare i successivi atti propedeutici all'emanazione del provvedimento autorizzativo finale. E' doveroso osservare che la centrale di compressione e spinta e le quattro linee di collegamento, secondo il progetto Snam, insistono su un'area destinata dal PRG del Comune di Sulmona a verde agricolo, dove di conseguenza non è consentito insediare impianti di natura industriale quale quello della Snam. Esiste pertanto una evidente incompatibilità dell'opera sotto il profilo urbanistico, nonché vincoli di altra natura.
I Comitati, contrari alla realizzazione dell'opera, hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e ad altri 15 Enti coinvolti nel procedimento autorizzativo due lettere. La prima protocollata presso il Comune di Sulmona in data 13.10.11 e la seconda protocollata, sempre presso il Comune di Sulmona in data 15/11/2011. Inoltre, in data 2.11.11, è stata protocollata presso il Comune di Sulmona una lettera dei Comitati avente per oggetto: "Centrale di compressione e spinta della Snam Rete Gas: richiesta convocazione del Consiglio Comunale”.
La lettera era indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco, ai componenti la Giunta municipale, ai Capigruppo consiliari e a tutti i Consiglieri Comunali di Sulmona. Con questa lettera, constatato che erano inutilmente trascorsi due mesi dalla richiesta del Ministero, i Comitati sollecitavano la convocazione, in tempi rapidi, del Consiglio Comunale sul progetto Snam. A nessuna di queste lettere veniva dato, dal Comune di Sulmona, il benché minimo riscontro. Nel frattempo, in data 18.11.11, dal settore urbanistico del Comune di Sulmona veniva inviata alla Snam e al Ministero una lettera di "richiesta integrazioni", in merito ad un aspetto marginale e quindi ininfluente rispetto alla attestazione della incompatibilità dell'opera, che risulta del tutto evidente anche se la Snam non dovesse fornire, o ritardare, il chiarimento richiesto; per cui non si comprende quale è la finalità di questa lettera. Considerato che il mancato parere di merito da parte del Comune di Sulmona può essere interpretato dal Ministero dello Sviluppo Economico come un tacito assenso all'opera, con grave nocumento per i legittimi diritti ed interessi della nostra comunità, i sottoscritti, a nome dei Comitati cittadini per l'ambiente, chiedono alla S.V. di esercitare i poteri che la legge Le assegna al fine di: 1) Indurre il Comune di Sulmona alla immediata convocazione del Consiglio Comunale; 2) Accertare ogni possibile responsabilità , anche sul piano legale, sia a livello politico che della struttura amministrativa comunale, in merito a comportamenti omissivi o dilatori che dovessero essere riscontrati nei fatti sopra rappresentati. Seguono le firme''
martedì 6 dicembre 2011
Gasdotto “Rete Adriatica”:PERCHE' SULLA DORSALE APPENNINICA?

COMUNICATO STAMPA
Oggi, 5 dicembre, a Bazzano, l'Aquila, si riparla del Gasdotto Brindisi-Minerbio.
L'iniziativa è promossa e coordinata dalle Donne Democratiche de l'Aquila ed ha per titolo: Gasdotto “Rete Adriatica”:PERCHE' SULLA DORSALE APPENNINICA?
Partecipano ai lavori rappresentanti del Partito Democratico impegnati a tutti i livelli istituzionali: l'On.le Lolli, l'Ass. Moroni, il Vice Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo d'Amico, il Presidente Comunità Montana Peligna Carrara. La discussione sarà animata da rappresentanti del Comitato No Tubo ed il Comitato Cittadini per l'ambiente.
A coordinare i lavori sarà Gilda Panella delle Donne Democratiche de l'Aquila.
L'importante iniziativa vede, come risulta evidente, il Partito Democratico abruzzese in prima linea nel cercare risposte all'interrogativo su cui da anni si pretende chiarezza.
Anche in Umbria la questione è stata posta con forza ad ogni livello, politico, istituzionale e sociale.
Purtroppo nella nostra regione registriamo un atteggiamento diverso da parte di autorevoli rappresentanti del centro sinistra e del governo regionale.
Mi chiedo come sia possibile che in Abruzzo il Partito Democratico abbia la forza per pretendere un serio approfondimento sulla scelta del tracciato, mentre qui da noi non si riesce a stimolare lo stesso partito a manifestare una minima volontà di aprire un confronto ed un percorso di verifica sull'impatto che il progetto può produrre sull'ambiente e sull'economia delle comunità e dei territori appenninici interessati.
Invitiamo ancora una volta e con forza la politica regionale umbra, ad iniziare dal Partito Democratico, a non eludere la domanda del perché il gasdotto debba passare proprio lungo il tracciato che appare agli occhi dei più il meno opportuno ed appropriato.
Il Vice Presidente del Consiglio
Orfeo Goracci
mercoledì 9 novembre 2011
Cmunicato stampa
E' evidente che la decisione scaturita il 2 novembre dalla Seconda Commissione Consiliare della Regione Umbria, sul tracciato del Gasdotto Brindisi Minerbio, ha lasciato tutti sconcertati, delusi ed amareggiati.
Dalle parole dell’Assessore Rometti infatti, traspare l’intenzione di non chiedere la revisione del progetto, ma solo qualche piccolo aggiustamento sul tracciato. Dopo le mozioni votate all'Unanimità in Regione Abruzzo e alla Commissione Ambiente della Camera, sembrava naturale che anche in Umbria, Cuore Verde d'Italia, si procedesse sulla stessa strada, ovvero chiedere di istituire immediatamente un tavolo per rivedere il tracciato del Gasdotto Brindisi Minerbio e progettarne uno alternativo, meno impattante per i territori a più alta valenza ambientale e paesaggistica del nostro paese e soprattutto a maggiore rischio sismico. Invece il nostro assessore Rometti e la Commissione, hanno deciso di non decidere e rimandare il tutto alla conferenza Stato-Regioni, dove esprimerà la posizione della Regione Umbria.
Ci chiediamo: quale è la pozizione della GIUNTA REGIONALE E DELLA COMMISSIONE?
Perché a noi cittadini ed abitanti dell’Umbria, interessati da questa infrastruttura che pesa profondamente sul nostro futuro, non è dato saperlo
Come può Rometti parlare del piano paesaggistico regionale e affermare che "…la tutela e la valorizzazione del paesaggio sono fattori determinanti per le politiche di governo del territorio, costituendo anche una leva per lo sviluppo economico…" quando contemporaneamente si appresta a consentire la costruzione di un “ecomostro” sui crinali appenninici in grado di generare un danno paesaggistico talmente grande che i suoi/nostri stessi funzionari regionali, negli atti istruttori (Determina Dirigenziale N.3792 del 06 Maggio 2005), dicono “….... l’alterazione paesaggistica prodotta dall’opera, nonostante le misure di graduale ripristino ambientale previste dal progetto, rimarrà visibile per un tempo considerevole e costituirà un segno pregiudizievole per la salvaguardia dei caratteri paesaggistici del territorio Umbro.”
Perchè i nostri amministratori disattendono i pareri dei propri tecnici?
Quale è la superiore "ragione politica"?
Eppure, grande era stato l'eco nazionale del voto alla Commissione Ambiente della Camera, dove la perseveranza di alcuni Onorevoli (Verini, Lolli, Mariani, Vannucci) facenti parte dello stesso partito che governa la Regione Umbria, aveva permesso di ottenere un voto unanime, convincendo anche il Centrodestra della bontà delle ragioni della nostra lotta, ad una mozione che chiede al Governo di istituire un tavolo per la revisione del progetto.
Con il voto alla Camera e con quello al Consiglio Regionale Abruzzese ogni ostacolo politico e tecnico era stato rimosso, non c’erano più alibi e anche i nostri pavidi amministratori avevano (ed hanno) la strada spianata. Vorremmo a questo punto comprendere (ed è nostro preciso diritto) le ragioni che hanno spinto la Seconda Commissione ambiente della Regione Umbria a decidere di non decidere, a non difendere il proprio territorio, i propri cittadini e i loro interessi. Se non ci sono ostacoli politici, quali "ostacoli" intravede il consigliere Bottini (ex assessore all'ambiente) per essere diventato un sostenitore “militante” del“progetto” e di chi lo propone?
Cosa c’è davvero in gioco che i cittadini umbri non devono sapere?
Il nostro tono è polemico, perché siamo delusi da un atteggiamento della politica regionale che davvero non comprendiamo, ma nonostante tutto riteniamo che vi sia in molti Consiglieri una chiara coscienza di tutta la situazione e che questi Consiglieri si rendano ben conto che le richieste di noi cittadini sono legittime e supportate da una logica stringente.
Quello che non solo noi chiediamo, ma insieme con noi lo chiedono il Parlamento, la Regione Abruzzo, Istituzioni locali come la Provincia di Perugia, di Pesaro Urbino e tanti comuni tra i quali Gubbio, Pietralunga e Città di Castello è un tavolo di confronto finalizzato ad una discussione seria, partecipata che porti ad una revisione del progetto. Ci aspettiamo perciò che, dopo l'atteggiamento pilatesco della Commissione, la questione possa trovare un ulteriore momento di confronto in aula e siamo certi che i Gruppi Consiliari, i singoli Consiglieri, potranno alla luce del sole assumere decisioni trasparenti e lineari, coerenti con la tutela di alcuni tra i beni più preziosi della nostra Umbria".
Distinti Saluti
p. Gruppo d'Intervento Giuridico onlus dott. Stefano Deliperi
Via Cocco Ortu, 32 - 09128 Cagliari
p. Comitato No Tubo Matteo Ottaviani
Via Kennedy 7 61042 Apecchio
martedì 8 novembre 2011
Ricciuti: il gasdotto è pericoloso
SULMONA. La risoluzione approvata dalla commissione ambiente della Camera contro il tracciato del metanodotto Snam è stata accolta positivamente dal consigliere regionale Luca Ricciuti. Unico esponente del Pdl firmatario dello stesso provvedimento approvato pochi giorni fa dal consiglio regionale e presidente della II commissione Territorio, Ricciuti condivide un certo allarme sul rischio sismico e la contaminazione ambientale del progetto. «Oltre al percorso del gasdotto, l'ubicazione della centrale a Sulmona è una vera e propria follia», interviene Ricciuti, «ci sono altri posti in altre regioni d'Italia dove l'impatto ambientale, storico e sull'economia locale sarebbe di gran lunga minore. Perciò la Snam pensi a spostare anche l'impianto di spinta, oltre al gasdotto». La risoluzione approvata dalla commissione ambiente della Camera dei deputati impone al Governo la modifica del percorso del metanodotto Brindisi-Minerbio, con il troncone Sulmona-Foligno da 167 chilometri, che prevede la relativa centrale da costruire - secondo i piani della multinazionale - nei pressi del cimitero sulmonese. «Si tratta di un documento determinante», spiega Ricciuti, «che va nella stessa direzione di quello approvato in consiglio regionale, su proposta mia, oltre che dei gruppi di minoranza. Ora si rimette in discussione tutto». Secondo il consigliere la palla passerebbe ora al Ministero dello sviluppo economico. «Ora più che concentrarci sulla conferenza dei servizi in Regione», continua Ricciuti, «risulta fondamentale quella da farsi al ministero dello sviluppo economico che chiederemo si svolga subito. Si tratta di un provvedimento risolutivo che dà ragione a quanti si opponevano al progetto».
domenica 30 ottobre 2011
venerdì 28 ottobre 2011
mercoledì 26 ottobre 2011
IL VOTO UNANIME IN COMMISSIONE AMBIENTE SUL TAVOLO TECNICO UN RISULTATO DI GRANDE VALORE
Lo dichiarano i parlamentari del Pd Raffaella Mariani, Giovanni Lolli, Massimo Vannucci e Walter Verini, firmatari della stessa risoluzione."La nostra posizione - proseguono i parlamentari - nasceva dall'esigenza di mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti: le amministrazioni locali, i tecnici, la Snam, i Comitati, per confrontare tutti i problemi che presenta il tracciato proposto che, non solo a nostro parere, rischia di causare danni ambientali contenendo inoltre aspetti critici per la sismicità dei territori interessati".
"Il fatto che la Commissione Ambiente abbia votato la nostra risoluzione all'unanimità - proseguono i deputati del PD - significa che i suoi contenuti erano ragionevoli e costruttivi. Si apre ora - concludono Mariani, Lolli, Vannucci e Verini - una fase nuova, di confronto di merito e di ascolto sostanziale delle ragioni di chi non e' pregiudizialmente contro lo sviluppo della rete gas, ma nutre profonde ragioni di contrarietà verso il tracciato progettato.
I portavoce della rete interregionale No Tubo - che associa comitati marchigiani, umbri e abruzzesi - esprimono la loro soddisfazione per il risultato conseguito e parlano di esempio di democrazia, con i cittadini che finalmente ( e doverosamente) vengono ascoltati dalle istituzioni.
Ora sono le regioni a dover fare i loro passi. L'Abruzzo si è già mosso, con una risoluzione votata dal Consiglio Regionale in modo unanime, nella quale si chiede il ripensamento dell'intera opera e l'individuazione di soluzioni extrappenniniche e in zone non sismiche. A quando un'azione analoga delle Marche e dell'Umbria ?
giovedì 20 ottobre 2011
METANODOTTO SNAM. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): APPROVARE SUBITO MOZIONE IDV, UMBRIA SEGUA ESEMPIO DELLA REGIONE ABRUZZO
“Non tutta la maggioranza – spiegano Dottorini e Brutti - aveva aderito alla mozione presentata dall'Italia dei Valori e sottoscritta anche dai colleghi di Rifondazione comunista e questo ha fatto sì che la Regione Umbria, al contrario di Provincia di Perugia e numerosi comuni, si sia tenuta fuori da un opportuno contenzioso col governo nazionale. L'assessorato regionale all'Ambiente ha sempre rimandato un pronunciamento definitivo della Giunta in attesa di quanto sarebbe emerso in Conferenza Stato-Regioni, in base ai pareri espressi dalle altre regioni. Ci sembra che la risoluzione approvata ieri dal Consiglio regionale dell'Abruzzo sia un parere forte e chiaro del quale l'assessore Rometti farebbe bene a far tesoro. La prima cosa da fare è sbloccare l'iter della nostra mozione che dopo la discussione consiliare è stata rinviata in commissione”.
"Sono anni che ripetiamo che il tracciato del gasdotto "Rete Adriatica", così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverserebbero numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico – aggiungono Dottorini e Brutti - nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. A nostro avviso è ormai improcrastinabile che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".
Oliviero Dottorini
Capogruppo Italia dei Valori
COMUNICATO STAMPA
Il Consiglio Regionale d'Abruzzo nella seduta di ieri, 18 ottobre, ha approvato all'unanimità una risoluzione nella quale si afferma che non sussistono le condizioni per un un parere favorevole della Regione nell'ambito dell'intesa Stato-Regione sul progetto di realizzazione del metanodotto “Rete Adriatica” avanzato da SNAM Rete Gas. Contemporaneamente si impegna il Presidente Regionale, Chiodi, ad attivare un tavolo tra tutti i soggetti interessati per l'individuazione di un tracciato alternativo a quello progettato lungo la dorsale appenninica.
“Da l'Aquila giunge un'ottima notizia. Il Consiglio abruzzese, recependo le indicazioni di Amministrazioni provinciali e locali, di comitati, di parlamentari di ogni raggruppamento politico, ha compiuto un forte passo in avanti con un atto che stabilisce un punto di non ritorno: questo tracciato dovrà essere modificato.
Nella nostra Umbria, la politica regionale sembra un po' temporeggiare sulla questione.
A marzo di quest'anno abbiamo presentato, insieme ai Consiglieri Stufara, Dottorini, Brutti, un Mozione per impegnare la Giunta ad intraprendere ogni iniziativa utile alla revisione del progetto, secondo noi devastante per l'Umbria così come proposto, con l'individuazione di tracciato alternativo.
Nelle successive e più recenti sedi di confronto, l'Ass. Rometti ha rimandato alla Conferenza Stato-Regioni un definitivo pronunciamento della Giunta, anche alla luce di quelli che saranno i pronunciamenti delle altre Regioni interessate.
Il mandato che il Consiglio Regionale abruzzese ha dato al Presidente deve essere di stimolo per la Presidente Marini affinché, anche da parte dell'Umbria, venga rotto ogni indugio e venga richiesta la formulazione di un nuovo progetto che escluda il passaggio negli incontaminati ambienti dell'Appennino umbro-marchigiano che verrebbero fortemente intaccati, compromettendo una delle risorse strategiche, quella ambientale e naturalistica appunto, su cui sono orientate le politiche e gli investimenti regionali nel settore turistico.
Senza dimenticare il rischio sismico ed idrogeologico che interessa tutto il tratto umbro del tracciato”.
Il Vice Presidente del Consiglio Regionale
Orfeo Goracci
mercoledì 19 ottobre 2011
Il consiglio Regionale d’Abruzzo stoppa il Gasdotto: quando l’Umbria e le Marche?
Con questa risoluzione, il massimo organo della Regione Abruzzo, dopo aver sottolineato il carattere fortemente impattante del metanodotto Sulmona-Foligno di 168 km. e della centrale di compressione che la Snam intende realizzare a Sulmona, sancisce che "non sussistono le condizioni per la espressione di un parere favorevole della Regione nell'ambito della intesa Stato-Regione" e ciò, in particolare, per l'elevato rischio sismico e per la grande qualità ambientale dei territori che verrebbero attraversati dal metanodotto.
Di conseguenza il Consiglio Regionale "impegna il Presidente della Regione, dott. Gianni Chiodi, a mettere in atto le necessarie iniziative istituzionali nei confronti del Governo nazionale affinchè venga istituito un apposito tavolo tra tutti i soggetti interessati per la individuazione di un tracciato del metanodotto alternativo a quello della dorsale appenninica”.
A questo punto il Comitato No Tubo chiede alle altre due Regioni dell’Italia Centrale (Umbria e Marche), interessate dall’opera, di approvare una risoluzione dello stesso genere, poiché le caratteristiche e le emergenze territoriali sono le stesse per le quali in Abruzzo si è deciso di esprimere questa forte contrarietà al passaggio del gasdotto.
Questo per dare un seguito anche alle numerose osservazioni fatte dai cittadini ed associazioni, oltre alle iniziative di varie amministrazioni (Provincia di Perugia, Comunità Montana del Catria e del Nerone, provincia di Pesaro Urbino comune di Gubbio, comune di Pietralunga, comune di Città di Castello ecc) che con numerosi atti, tra cui per ultimo il Ricorso Straordinario al Capo dello Stato, hanno espresso una forte contrarietà al progetto.
Fra le ragioni per cui la costruzione del gasdotto suscita contrarietà, ultima in ordine di tempo ma non di importanza, è la CLAMOROSA DENUNCIA PUBBLICA DI CONFINDUSTRIA CERAMICA.
Questa per voce di Armando Cafiero, direttore generale di Confindustria Ceramica in un articolo del (Sole 24 Ore del 14.9.11) afferma che di gas, “in Italia, ce n'è in grande quantità ma il prezzo aumenta; le aziende del settore ceramico fanno registrare aumenti anche del 35-40% sul prezzo del gas.”
La spiegazione del perchè ciò avvenga arriva sempre da Confindustria Ceramica. "In Italia c'è pochissima liquidità sul mercato del gas - - ma non perchè non ne arrivi abbastanza. Le forniture correnti abbondano rispetto alla domanda, che è calata per le note difficoltà dell'industria.
La vera ragione è che la capacità d'importazione è sottoutilizzata dall'Eni, che la sfrutta solo al 60% e non consente ad altri di far passare il proprio gas nelle infrastrutture inutilizzate. La conservazione di quote di capacità non utilizzate evidentemente riduce la competizione e la liquidità del nostro mercato”.
La denuncia di Confindustria Ceramica demolisce le posizioni di chi sostiene che in Italia è necessario costruire nuovi metanodotti.
La questione ci riguarda molto da vicino perchè conferma ciò che da tempo affermiamo e cioè che la costruzione del mega gasdotto Brindisi-Minerbio di 687 km (del quale il Sulmona-Foligno di 168 km è un pezzo) non serve all'Italia nè tanto meno alle Marche e all'Umbria. Già oggi, infatti, le infrastrutture esistenti nel nostro Paese hanno una capacità di trasporto del gas di oltre 107 miliardi di metri cubi l'anno, una cifra che è di molto superiore al consumo interno, che lo scorso anno non ha raggiunto gli 83 miliardi di metri cubi.
Che il nuovo mega gasdotto serva per rafforzare il ruolo di "hub" dell' Eni lo riconosce la stessa Snam. Questo significa che l'Eni farà notevoli profitti rivendendo il gas ai Paesi europei, mentre tutti i danni e i rischi saranno scaricati sui territori attraversati: in questo caso sulle aree geologicamente instabili e altamente sismiche dell' interno, addirittura sul crinale dell'Appenninci.
Appare quindi del tutto evidente che le nostre Regione non hanno bisogno del nuovo gasdotto.
Insomma, non solo il gas abbonda, ma abbondano anche le ragioni perchè la Regione Umbria, assieme alle Marche si mettano all'opera per scongiurare definitivamente quello che si preannuncia come un disastro annunciato e progettato, con la profonda devastazione della dorsale appenninica. I comitati non abbasseranno la guardia, ma seguiranno molto da vicino e con grande attenzione l'evolversi dei fatti per scongiurare eventuali manovre miranti ad impedire che la risoluzione produca gli effetti che sono attesi.
venerdì 7 ottobre 2011
Escursione NO TUBO 6 ottobre




Domenica scorsa si è svolta una manifestazione / escursione nei territori Appenninici interessati dal passaggio del Gasdotto Brindisi Minerbio, organizzata dal CAI (Club Alpino Italiano) Sezione di Pesaro “Lino Liuti” e Sezione di Città di Castello.
L’iniziativa, che ha visto una folta partecipazione di escursionisti provenienti dal pesarese e da tutta l’Umbria, ha percorso un tratto di dorsale appenninica a cavallo tra le due regioni, prodiga di meravigliosi scorci panoramici e di vastissimi paesaggi.
Erano presenti anche attivisti della rete “No Tubo” e soci di diverse associazioni, tra cui Mountain Wilderness e WWF Umbria.
L’iniziativa voleva rimarcare l’appoggio del CAI (Tam – tutela ambiente montano) al vasto movimento che si oppone a questa “opera”, (ormai da molti definita “ecomostro”) che se realizzata avrebbe conseguenze durature e anche irreversibili sull’ecosistema, sul paesaggio e sulla stabilità idrogeologica del territorio e sulla circolazione delle acque.
Sono le dimensioni “dell’opera” davvero colossali e la delicatezza dei territori attraversati (il crinale dell’appennino e le valli più alte, dove spesso il territorio è ad uno stadio quasi primordiale, con la completa mancanza di vie di penetrazione, una vera wilderness nel cuore di uno dei paesi più densamente popolati del mondo) a destare perplessità e preoccupazioni.
Tutti si chiedono se davvero non esistano situazioni più adeguate ad un’opera industriale di queste proporzioni, piuttosto che le aree ecologicamente più integre che ancora ci rimangono.
Ed è proprio di questi giorni la notizia secondo la quale anche la Provincia di Pesaro Urbino ha dato mandato ai legali del Gruppo di Intervento Giuridico per il ricorso straordinario al Capo dello Stato. Un segno tangibile della volontà di un'altra Amministrazione di volersi schierare con i cittadini, a difesa dei valori del territorio.
Il ricorso si aggiunge a quelli presentati dalla Provincia di Perugia, dal Comune di Gubbio, dal Comune dell’Aquila, dal Comune di Sulmona e da molti comuni della Valle Peligna, nonchè dalle associazioni ambientaliste (WWF, Federnatura, Mountain Wilderness, LAC), appoggiati dai comitati di cittadini della rete interregionale No Tubo.
La battaglia continua.
venerdì 30 settembre 2011
Il due ottobre: non solo un’escursione


Il CAI (Club Alpino Italiano) di Pesaro ha organizzato per domenica 2 ottobre un’escursione tra le colline umbro-marchigiane. Il percorso vede la partenza in quel di Apecchio (Cà Chiusura), si snoda per Bocca Serriola, per ritornare, con un percorso ad anello, al punto di partenza. Le zone sono, dal punto di vista paesaggistico, particolarmente suggestive e sono comunque le “nostre zone”, il “nostro Appennino”. Sono sostanzialmente le zone che dovranno essere percorse dal gasdotto “Brindisi-Minerbio”, un tubo da mt 1,20 di diametro sotterrato a oltre 3 metri di profondità, una pressione di esercizio di 75 bar, una fascia di lavoro di 28 metri minimo e 40 metri di servitù.
Alcuni cittadini Apecchiesi, venuti nel 2004 a conoscenza del progetto, ne hanno capito immediatamente la portata devastante per la delicatezza dei territori montani incontaminati che attraversava ed hanno incominciato un lavoro informativo e di ostacolo all’opera.
Poi nel 2006, anche gli abitanti del nord dell’Umbria informati della questione “supergasdotto appenninico” si sono immediatamente attivati e legati al “Comitato No Tubo” di Apecchio, scoprendo così l’intero progetto e soprattutto che la Regione Umbria aveva già dato il V.I.A.per il tratto Foligno-Sestino che li interessava.
Ovviamente al lavoro del Comitato No Tubo si sono aggiunte diverse associazioni Ambientaliste e non come il WWF, Italia Nostra, Federnatura, Mountain Wilderness, Arcicaccia e Lipu.
Il CAI umbro e la TAM (Tutela Ambiente Montano) regionale hanno supportato le varie inziative che il comitato ha proposto in giro per l’Italia ed anche per questo motivo vogliamo spiegare le ragioni profonde del nostro “NO” al tracciato prescelto per questo gasdotto (denominato “Rete Adristica”), presentato nel 2004 e passato quasi sotto silenzio ( con il beneplacito di autorità ed enti locali) sino ad oggi. Domenica due Ottobre le sezioni di Città di Castello e di Foligno accompagneranno i soci di Pesaro in questa che non è solo e semplicemente una “passeggiata” per i boschi del nostro Appennino.
CAI di Città di Castello
TAM Regionale
Comitato No Tubo
mercoledì 21 settembre 2011
Regione Umbria/ in Commissione il tracciato del Gasdotto “Rete Adriatica”
L'incontro e' stato aperto da Antonio Caffarelli e Agostino Limonata (Snam), che si sono soffermati sugli effetti positivi dell'infrastruttura per l'economia e per la produzione energetica.
Secondo quanto da loro riferito il progetto avrebbe raccolto il parere positivo di 8 delle 10 regioni attraversato dall'opera, mentre due non si sarebbero espresse affatto. Le osservazioni di cittadini, associazioni ed enti locali sarebbero state ascoltate, portando anche a varianti e modifiche del progetto iniziale. Il 45 per cento del tracciato, inoltre, sarebbe stato realizzato nelle aree di rispetto di gasdotti gia' esistenti, per ridurre il consumo del territorio.
Caffarelli e Limonata hanno poi parlato di pericolosita' sismica del gasdotto "minima", dato che "le tubature sono state testate e studiate per resistere ai terremoti e gli eventi sismici piu' importanti non avrebbero mai danneggiato i gasdotti esistenti".
Nessuna delle affermazioni della societa' e' stata risparmiata da Aldo Cucchiarini e Stefano Luchetti del 'Comitato interregionale no tubo', che si oppone alla realizzazione del gasdotto sul tracciato prescelto dall'azienda. Il corridoio scelto, secondo loro, sarebbe il peggiore possibile, dato che attraverserebbe decine di fiumi e corsi d'acqua, comporterebbe un impatto ambientale notevole a causa degli scavi profondi e della necessita' di predisporre piste di accesso per i mezzi pesanti.
Sempre secondo il comitato, inoltre, verrebbero intaccate le zone piu' integre della regione, delle 'sorgenti di biodiversita'' e degli habitat importantissimi per la fauna selvatica. Il metanodotto sarebbe poi posato in zone a rischio idrogeologico e sismico, senza alcuna simulazione sugli effetti di una esplosione dovuta alla rottura del tubo.
Sugli aspetti negativi del tracciato si e' soffermato anche Francesco Biondi, del Club Alpino Italiano, secondo il quale "sarebbero stravolti corsi d'acqua e falde, il ripristino ambientale in alcune zone montane sarebbe difficilissimo, la trincea su cui poggerebbe il tubo andrebbe a captare tutte le acque meteoriche e ci sono ancora troppe incognite non chiarite".
Per il WWF e' intervenuta Antonella Pulci, rimarcando che la perdita di biodiversita' che potrebbe essere causata dal gasdotto si scontra con l'attivita' di promozione e valorizzazione dei parchi e e delle aree protette portata avanti dalla Regione Umbria.
Gasdotto - Goracci: "Pericoloso, devastante sul piano dell'impatto ambientale"
Goracci esprime l’auspicio che dopo questo “importante” passaggio istituzionale sia approvata, nel prossimo Consiglio Regionale, la mozione presentata sull'argomento dalla Federazione della Sinistra e dall'Italia dei Valori, “e che ciò dia ancora più forza alla Regione Umbria per portare avanti in sede di Conferenza Stato Regioni una posizione forte, che impedisca la realizzazione del progetto almeno nei modi, nelle forme e nei siti previsti”.
mercoledì 31 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
Fine agosto a Susa
venerdì 22 luglio 2011
METANODOTTO. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): CONSIGLIO REGIONALE DISCUTA NOSTRA MOZIONE E DICA NO A OPERA DI ENORME IMPATTO AMBIENTALE
"Rometti anziché fare annunci a mezzo stampa, venga a confrontare i suoi convincimenti in Consiglio regionale. Sbagliato ignorare le posizioni dei cittadini e delle amministrazioni locali"
“E' ora che l'assemblea legislativa della Regione dia un'indicazione precisa ed impegni la Giunta a intraprendere ogni azione affinché venga rivisto il progetto del gasdotto Snam “Rete Adriatica”. Per questo chiediamo che nella seduta del 25 luglio del Consiglio regionale venga posta in discussione la mozione presentata dal gruppo dell'Italia dei Valori per contrastare il progetto del governo e aderire al ricorso alla Commissione europea". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, segretario regionale Idv, primi firmatari della mozione contro la realizzazione del metanodotto Snam, commentano le notizie apprese dalla stampa in merito all'incontro che si è svolto ieri 21 luglio fra l'Assessore regionale all'ambiente, le associazioni ed i rappresentanti del “Comitato no tubo”.
"L'Assessore Rometti - proseguono Dottorini e Brutti - anziché annunciare a mezzo stampa l'indisponibilità della Regione ad aderire al ricorso pendente presso la Commissione europea, sarebbe opportuno confrontasse i suoi convincimenti con il Consiglio regionale. Il gasdotto Snam è un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. Il tracciato, così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera. Con la nostra mozione, sottoscritta anche dal gruppo del Prc, chiediamo che la Giunta regionale segua l'esempio della provincia di Perugia e del comune di Gubbio e presenti il ricorso alla Commissione europea affinché tutte le normative del caso siano rispettate nella progettazione di un'opera di grande impatto".
"Leggendo le carte del progetto - continuano Dottorini e Brutti - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. E' assurdo che di fronte ad un progetto di tale impatto e di tale portata l'Assessore possa immaginare di prendere decisioni senza coinvolgere il Consiglio regionale e soprattutto che ignori completamente le prese di posizione delle amministrazioni locali che, Provincia di Perugia in testa, stanno mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per fermare la realizzazione di questa opera”.
UMBRIA: IL 25/07 CONSIGLIO REGIONALE FARÀ CHIAREZZA SU GASDOTTO SNAM
Metanodotto snam: Rometti incontra associazioni e comitati
giovedì 21 luglio 2011
(Cittadino e Provincia) Perugia 19 luglio ’11 – Continua la lotta delle amministrazioni locali per fermare la corsa della Snam Rete Gas S.p.a alla rea
favorevole di compatibilità ambientale per il tratto “Foligno-Sestino”. Nel documento si evincono i motivi del ricorso che
più di una volta sono stati esposti nella molte riunioni tra i comitati anti gasdotto e i rappresentanti di enti locali: “parte del tracciato proposto attraversa, zone fortemente interessate da fenomeni sismici, numerose aree naturali protette come il parco nazionale dei Monti Sibillini, siti di importanza comunitaria e zone a protezione speciale; inoltre si ravvisano violazioni alla Vas e i cinque tratti, in cui si suddivide l’opera, dovrebbero essere assoggettate ad un unico procedimento di VIA”. Il “Metanodotto Rete Adriatica (Brindisi Minerbio)” dovrebbe attraversare Abruzzo (103 km), Lazio (10 km), Umbria (43 km), Marche (10 km), Emilia Romagna. L’opera non è cominciata ma è stato pubblicato recentemente dalla SNAM il progetto esecutivo. La SNAM Spa rete Gas (soc Eni) ha in mente la realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio, opera che nel tratto compreso tra
Foligno e Sestino (114 km in tutto) prevede il passaggio attraverso il territorio di numerosi comuni umbri e Marchigiani compresi nella fascia appenninica (Gubbio, Pietralunga, Città di Castello, Apecchio, Mercatello sul Metauro Borgo Pace e i comuni della Valnerina).
L’infrastruttura si snoda per 687 km circa, con un condotto di 1200 mm di diametro adagiato a 5 metri di profondità (con una pressione di 73 bar), una servitù di pertinenza di 40 metri (20 per lato), più l’inevitabile corollario logistico di piste di percorso e cantieri.
giovedì 14 luglio 2011
L’ECOMOSTRO SNAM TRA SUPERDIFENSORI E INAMMISSIBILI LATITANZE
A dare manforte alla Snam sono scesi in campo i due deputati del PDL Gibiino e Stradella i quali, con loro comunicati, spingono affinchè venga realizzata, in tempi rapidi, quella che ritengono una “infrastruttura importante e decisiva per lo sviluppo del Paese”.
I due deputati dimenticano però di dire che i consumi di gas in Italia sono in calo e che i metanodotti esistenti hanno già oggi una capacità di trasporto che è ben superiore al fabbisogno interno . E questo senza considerare i diversi rigassificatori in progetto.
Perché, allora, sconvolgere l’intero Appennino centrale per costruire il nuovo megagasdotto? L’on. Gibiino lo ammette : la Rete Adriatica “permetterà la realizzazione di capacità di esportazione dai punti di uscita del nord dell’Italia”, il che significa che il gas sarà rivenduto a Paesi terzi.
L’ecomostro, dunque, porterà enormi profitti nelle casse dell’ENI e dei suoi azionisti, mentre scaricherà sulle popolazioni dei territori attraversati tutti i danni e i rischi.
Riteniamo però che molto più titolati a rispondere ai due deputati PDL (uno piemontese e l’altro siciliano) siano altri due deputati PDL abruzzesi, anzi di Sulmona, Paola Pelino e Maurizio Scelli, che ben conoscono la vulnerabilità del nostro territorio e ai quali spetta il ruolo istituzionale di difenderne le ragioni.
Lo faranno? Troveranno il tempo di rispondere ai loro colleghi dopo non aver trovato quello per: partecipare alle audizioni? Noi siamo “inguaribili ottimisti”: ci auguriamo di sì, come auspichiamo che, anche attraverso il loro impegno, venga approvata la risoluzione che è stata presentata in Parlamento.
Chi, invece, non avrebbe comunque potuto emanare alcun comunicato è la Regione Abruzzo che continua a brillare per la sua “eloquente” latitanza: infatti, nessun suo rappresentante né tecnico, né politico si è presentato all’audizione.
A Questo punto è pienamente lecito chiedersi : ma la Regione da che parte sta? Difende i legittimi diritti delle popolazioni o gli interessi della Snam? Ricordiamo tutti quando, nel famoso incontro a Sulmona, Chiodi disse : “sarò io il vostro assessore”. Altro che “ nostro assessore”! Qui l’unico fatto incontrovertibile è una fuga totale dalle proprie responsabilità istituzionali e il totale disinteresse per il nostro territorio.
Le Amministrazioni locali hanno detto un chiaro NO e lo hanno ribadito nelle audizioni parlamentari.
Il Governo regionale dia notizie, faccia capire se vuole continuare ad essere totalmente subalterno a decisioni calate dall’alto, o se finalmente vuole esercitare le sue prerogative a tutela del proprio territorio.
Non si può governare una Regione comportandosi come uno struzzo. Se si mette la testa nella sabbia si fa solo il gioco della potente lobby del gas che punta a fare profitti sulla pelle dei cittadini.
Sulmona, 14 luglio 2011
Agenzia parlamentare 14 luglio
AUDIZIONE IERI A ROMA PER PROGETTO GASDOTTO SNAM BRINDISI – MINEBRIO
lunedì 11 luglio 2011
GRAZIE
vogliamo ringraziare tutti coloro che, con i mezzi a propria disposizione (ben consci delle difficoltà economiche del momento), hanno già sollecitamente contribuito economicamente per sostenere fattivamente la nuova battaglia legale contro i fautori e sostenitori del devastante megagasdotto Brindisi-Minerbio.
Ringraziamo anticipatamente anche tutti quelli che lo faranno nei prossimi giorni, poichè già da ora sono stati in tanti a contattarci per assicurare il loro appoggio.
Con i primi contributi pervenuti, è stato già versato un acconto al Gruppo d'Intervento giuridico che sta predisponendo il ricorso straordinario al Capo dello Stato per le tratte Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino.
Con il ricorso straordinario al Capo dello Stato (120 giorni per ricorrere)abbiamo pututo riaprire la questione anche per il tratto Sulmona-Foligno, in quanto i 60 giorni per il ricorso al TAR erano scaduti (ma è stato fatto dalle amministrazioni Abruzzesi: Comune di Sulmona, Comune di Pratola Peligna, Comune di Corfinio, Comune di Pacentro, Comunità Montana Peligna,WWF nazionale, Comune di l'Aquila).
Per dovere di cronaca vi informiamo che nessuna amministrazione Umbro-Marchigiana aveva fatto ricorso per il tratto Sulmona-Foligno (giustificata la provincia di Pesaro che non era interessata).
Dalle ultime informazioni ricevute sembra che il comune di Gubbio abbia deliberato di ricorrere con noi tramite il Gruppo d'Intervento Giuridico e sembrano intenzionate a seguire la stessa strada la provincia di Perugia e quella di Pesaro Urbino, che in questo modo possono riaprire la questione anche per la tratta Sulmona-Foligno,
Ricordiamo che il ricorso predisposto dal Grig (gruppo intervento giuridico) è stato firmato da Mountain Wilderness e da Federnatura poichè, essendo associazioni nazionali, avevano solo loro la possibilità di ricorrere al TAR del Lazio.
Vogliamo in questo modo ringraziare le due associazioni per il profondo impegno e l'appoggio che hanno dato sin dall'inizio alla battaglia, come pure il WWF che è sempre stato con noi e sta lavorando per ricorrere anche per il tratto Foligno-Sestino, dopo averlo fatto per il Sulmona Foligno come precedentemente citato.
Ringraziamo anche il CAI (gruppo regionale Umbria), Italia Nostra sezione di Fano e Pesaro e la Lupus in Fabula per il loro costante appoggio.
Chiediamo scusa a tutti coloro che a vario titolo collaborano con noi e non sono stati citati per ragioni di spazio.
Ovviamente approfittiamo dell'occasione per spingere tutti a cercare di diffondere la voce (passaparola, email, facebook) e cercare i contributi presso tutti coloro che a vario titolo e ragione amano i nostri Appennini e condividono la nostra fondata Battaglia.
La snam è forte ma noi lo siamo più di loro! e...non siamo soli. A Collalto in Veneto ci sono in questo momento dei contadini che stanno fermando i mezzi della snam con i propri trattori poichè vorrebbero passare distruggendo le coltivazioni e la vendemmia del Prosecco LINK QUI
Ricordiamo il conto intestato al Comitato No Tubo su cui fare nel caso il versamento.
Banca Etica
iban- IT94Y0501802800000000137319
bic- CCRTIT2T84A
Coloro che invieranno un contributo, sono pregati di scrivere nella causale l’indirizzo email affinché possiamo inviare l’estratto conto.
mercoledì 6 luglio 2011
UN PASSO AVANTI NELLA LOTTA CONTRO L’ECOMOSTRO DELLA SNAM
All’audizione – che è nata in seguito alla risoluzione (7-00518) che sul tema è stata presentata dai deputati del PD – hanno partecipato i parlamentari Tortoli (in qualità di Presidente), Stradella, Mariani, Verini, Lolli, Vannucci e Realacci. Seguiranno altre audizioni, dopo di che la proposta di risoluzione verrà sottoposta al voto in Commissione Ambiente.
I portavoce dei comitati e i presidenti delle due Comunità Montane, dopo aver spiegato ai parlamentari della Commissione le ragioni della lotta che da anni i cittadini stanno conducendo contro il devastante progetto della Snam, hanno chiesto la sospensione del procedimento autorizzativo e hanno dichiarato il loro accordo con quanto richiesto attraverso la risoluzione : l’istituzione di un tavolo a livello nazionale con tutti i soggetti interessati per valutare l’opportunità dell’opera e per pervenire ad un diverso tracciato che escluda la dorsale appenninica.
E’ stata evidenziato come sia assurda la scelta di dirottare la cosiddetta “Rete Adriatica” in aree – quali quelle della dorsale appenninica - che presentano criticità elevatissime sotto il profilo ambientale, dell’assetto idrogeologico e del rischio sismico. Il tracciato del metanodotto, infatti, sconvolgerebbe territori che costituiscono il polmone verde della penisola e che sono considerati strategici per la tutela della biodiversità nonché per la promozione di politiche di sviluppo ecosostenibile (progetto APE).
Contro ogni logica è, inoltre, la decisione di collocare una infrastruttura così impattante e pericolosa (metanodotto e centrale di compressione) proprio lungo le aree più altamente sismiche della penisola, in parallelo o intersecando tutte le principali faglie attive dell’Appennino centrale e mettendo così ancora più a rischio la pubblica incolumità.
Molto pesanti, infine, sarebbero le ricadute negative sul turismo e sulle attività economiche locali, già fortemente penalizzate. E’ evidente, perciò, che per il tracciato dell’opera non poteva esserci scelta più sbagliata e che l’insistere su tale scelta è frutto non certamente di ragioni tecniche ma di pregiudiziali logiche di carattere politico ed economico. Il livello di attenzione registrato e alcuni interventi dei parlamentari presenti testimoniano della fondatezza delle motivazioni addotte da cittadini ed istituzioni nel corso dell’audizione.
I comitati, pertanto, esprimono un giudizio positivo sull’iniziativa promossa dall’VIII° Commissione e si augurano che la risoluzione venga approvata alla unanimità dalla stessa Commissione Parlamentare.
martedì 5 luglio 2011
Continua la vertenza “No Tubo”.
Sono stati convocati anche amministratori di Regioni ed Enti Territoriali (province, comuni, comunità montane) interessate dal passaggio del metanodotto oggetto di tante polemiche al punto di essere ormai chiamato comunemente “il gasdotto dei terremoti”.
Ad affiancare i cittadini, c’è un gruppo oramai folto (e trasversale) di politici ed amministratori delle varie regioni interessate, di ogni livello istituzionale.
Tra i più sensibili l’On. Walter Verini, la cui incisiva azione ha elevato la vicenda a livello parlamentare. Dopo aver analizzato la mole (ormai notevole) degli atti e documenti inerenti la questione assieme ai colleghi M.Vannucci, Lolli ed altri, ha intrapreso un’attività stringente finalizzata al riesame del progetto, nella consapevolezza che il movimento di opposizione che si è creato è tutt’altro che estemporaneo ed dispone invece di concrete basi culturali.
Decisamente incisiva anche l’attività del Vicepresidente del Consiglio Regionale dell’Umbria Orfeo Goracci, che ha richiesto una convocazione straordinaria della Commissione Regionale Permanente direttamente sul tracciato del gasdotto, precisamente sul M. Splendore, al confine tra le province di Perugia e Pesaro Urbino.
Goracci chiede alla Commissione anche di recarsi sull’ Appennino Tosco Romagnolo a verificare gli effetti del passaggio di una struttura del genere sul territorio a distanza di decenni e vedere direttamente i famosi “ripristini ambientali” tanto pubblicizzati dalla SNAM.
Continua intanto l’azione legale amministrativa intrapresa dai comitati, associazioni e dalle amministrazioni pubbliche avverso i decreti via recentemente emessi dai ministeri competenti.
I Comitati hanno anche aperto una sottoscrizione pubblica popolare per la raccolta dei fondi necessari a sostenere le spese legali necessarie a sostenere il confronto con la SNAM retegas.
giovedì 30 giugno 2011
martedì 21 giugno 2011
Comunicato stampa
Le argomentazioni dall’assessore regionale Rometti e della giunta in risposta alle opposizioni sorte in merito al progetto di metanodotto Brindisi Minerbio hanno evidenziato una serie di criticità. Rometti e la giunta si riservano di esprimere la loro posizione in sede di conferenza Stato Regioni, ultimissimo step sulla questione, specificando che le altre regioni hanno già dato parere favorevole così come gli stessi apparati regionali. Rometti si perde poi in una descrizione dell’opera degna di un rappresentante della SNAM e sicuramente utile per se stesso, ma del tutto inutile per chi l’”opera” la conosce e la combatte da sette anni, anni nei quali Rometti era evidentemente “distratto”. Rometti si trincera dietro alle decisioni già assunte “dalle altre regioni”, forse senza sapere che anche le altre regioni si trincerano dietro al parere “delle altre regioni”. Nella fattispecie, l’assessore all’ambiente, che pure la materia la dovrebbe conoscere un po’ (se non altro per dovere), non ha mostrato invece né conoscenza, né competenza, né passione. Sarebbe bene che l’Assessore andasse a leggere il parere espresso dai servizi tecnici della sua regione: si parla, analiticamente, di una vera catastrofe, con danni estesi, irreversibili e pregiudizievoli dell’immagine stessa dell’ Umbria nel mondo. Il fatto poi che, in fondo a questa dettagliata e ben documentata esposizione ci sia scritto “e quindi il è parere favorevole” dimostra solo che chi ha firmato il documento non l’ha letto, oppure che la paura di mettersi contro i potenti delle multinazionali ha fatto sì che si compisse questo vero miracolo di coerenza. Le Regioni non possono permettersi di ignorare i cittadini e avere occhi e tempo solo e sempre per gli affari: le Amministrazioni appartengono ai cittadini, se lo ricordi bene chi pro --- tempore ne è chiamato alla rappresentanza. Sarà bene quindi che l’Assessore Rometti e la Giunta si rendano conto che gli eventi hanno già preso una piega e che questa vicenda rappresenta un ulteriore contrappasso dei tempi, con i cittadini che si organizzano in proprio, con o senza partiti e che non sono disponibili nè oggi nè domani a cedere il passo ai prepotenti di turno. Soprattutto, i cittadini sanno leggere, analizzare e capire; sanno distinguere tra loro i comportamenti di amministratori e amministrazioni e non sono disposti a farsi prendere in giro da nessuno.
p. Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
dott. Stefano Deliperi
p. Comitato No Tubo
Matteo Ottaviani
p. Mountain Wilderness Italia
Vice Presidente Maria Cristina Garofalo
lunedì 20 giugno 2011
METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): COINVOLGERE I CITTADINI NELLA SCELTA DEL MIGLIORE TRACCIATO POSSIBILE. A RISCHIO AMBIENTE E TURISMO
sabato 18 giugno 2011
venerdì 17 giugno 2011
METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): COINVOLGERE I CITTADINI NELLA SCELTA DEL MIGLIORE TRACCIATO POSSIBILE. A RISCHIO AMBIENTE E TURISMO
VERINI (PD): "IL TRACCIATO DEL GASDOTTO VA CAMBIATO E ALLONTANATO DA ZONE A RISCHIO SISMICO E DI GRANDE PREGIO AMBIENTALE. LA REGIONE TENGA CONTO DELL
"Sarò anch'io, domani mattina, all'appuntamento promosso sul Monte Splendore dai Comitati che si battono contro il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, che solleva enormi interrogativi legati alla tutela dell'ambiente, all'integrità del territorio, alla sismicità che caratterizza ampi tratti del tracciato stesso".
Lo annuncia il deputato umbro del PD, Walter Verini.
"Nella scorse settimane - prosegue il parlamentare - il gruppo del PD alla Camera ha presentato una risoluzione per chiedere la modifica del tracciato. La risoluzione, oltre che dal sottoscritto, è stata firmata dal parlamentare aquilano Lolli, dalla toscana Mariani, che è anche capogruppo PD in Commissione Ambiente, dal marchigiano Vannucci, a sottolineare l'impegno corale del partito nelle zone in cui il tracciato presenta fortissimi
aspetti di criticità"."Abbiamo ottenuto - aggiunge Verini - che la Commissione Ambiente promuova audizioni con tutti i soggetti interessati, a partire dai Comitati stessi, e ci batteremo perché si riesca a fissare quanto prima le audizioni".
"Noi non siamo - dice il parlamentare PD - contro il gas, che insieme alle rinnovabili può rappresentare una grande opportunità. Riteniamo però che il tracciato, in gran parte dei suoi tratti, sollevi gravissimi problemi e ci battiamo perché il tracciato venga modificato, guardando a ipotesi diverse e praticabili, che non riguardino pregiate zone appenniniche caratterizzate perdipiù da rischio sismico. E' quanto hanno chiesto interi consigli comunali, amche umbre, e sarebbe bene che anche la Regione Umbria, proprio perché è tra le più attente alla difesa dell'ambiente, dedicasse un supplemento di riflessione seria a questi aspetti".--
Walter Verini
Deputato PD dell'Umbria
COMUNICATO STAMPA
Perugia, 16 giugno 2011
Sabato 18 giugno prossimo parteciperò all'appuntamento organizzato dal comitato “No Tubo” al Monte Splendore, sul crinale dell'Appennino umbro-marchigiano.
Ci sarò per ribadire, insieme a quanti da anni si battono per impedire la realizzazione del progetto della Snam, che il passaggio del gasdotto “Rete Adriatica” lungo la dorsale appenninica, in ambienti naturali pressoché incontaminati, è una scelta devastante per l'ambiente, penalizzante per l'economia, rischiosa per le comunità interessate.
Da anni, ormai ed a diverso titolo, chiediamo in diverse forme e nelle diverse sedi che questo progetto venga sostanzialmente modificato. La mobilitazione delle amministrazioni e delle comunità abruzzesi hanno messo sotto la lente d'ingrandimento anche l'aspetto dei rischi collegati alla realizzazione di un'opera di queste dimensioni in territori ad alta sismicità.
Nella seduta del Consiglio Regionale di martedì 14 appena trascorso, a caldo, in sede di replica, ho definito “scioccante” la risposta alla mia interrogazione sul gasdotto data dall'Ass. all'Ambiente Rometti. Sempre a caldo, nella sorpresa del tono freddo e burocratico delle sue argomentazioni, ho detto a Rometti che nemmeno l'Amministratore Delegato della stessa SNAM avrebbe dato una risposta più secca, definitiva ed inappellabile, nemmeno il soggetto proponente sarebbe stato più liquidatorio nella valutazione delle tante e documentate riserve che sono state avanzate in questi anni da comitati, studiosi, amministratori, di destra e di sinistra, da comunità intere, da ultime, e successivamente al terremoto di due anni fa, quelle abruzzesi. Certamente avrebbe evitato di elencare tra le ricadute positive di questa opera l'indennizzo che potranno ricevere i proprietari dei terreni per la servitù di passaggio!
A distanza di giorni ed a mente fredda mi chiedo se anche la Presidente Marini ritenga di poter liquidare il progetto di Gasdotto “Rete Adriatica”, che attraversa per intero la regione Umbria, come una pratica qualsiasi. Ricordando, tra l'altro, che l'autorizzazione regionale venne rilasciata dal Dirigente del Settore competente, con pareri negativi di altri servizi della Regione Umbria, senza che il livello politico istituzionale si sia mai pronunciato nel merito, né allora né successivamente.
Ritengo quindi urgente e necessario, alla luce della posizione manifestata dall'Assessore con delega all'ambiente, che si debba procedere quanto prima a portare alla discussione in aula della mozione a suo tempo presentata dal sottoscritto, congiuntamente ai Consiglieri Stufara, Dottorini e Brutti, per consentire al Consiglio Regionale di esprimersi in materia ed alla Giunta di chiarire la propria posizione, anche in preparazione della Conferenza Stato-Regioni preannunciata dall' Ass.Rometti.
Il Consigliere
Orfeo Goracci
mercoledì 15 giugno 2011
GASDOTTO SNAM: “LA REGIONE UMBRIA HA DATO PARERE FAVOREVOLE CON RISERVA” - L'ASSESSORE ROMETTI RISPONDE A GORACCI CHE DEFINISCE L'OPERA
interrogazione di Orfeo Goracci (Prc-Fed.sin.) relativa alla compatibilità
ambientale del tratto Foligno-Sestino relativamente al passaggio del gasdotto
Snam, denominato 'Rete Adriatica'. Sull'auspicio di Goracci di un ricorso in
sede amministrativa della Regione, Rometti ha risposto che la Giunta
regionale “si è riservata di esprimere il proprio definitivo parere in
sede di Conferenza Stato-Regioni in raccordo e in presenza di quelle che
saranno le posizioni delle altre Regioni interessate al passaggio
dell'infrastruttura: Emilia Romagna, Marche e Toscana che tuttavia hanno già
espresso parere favorevole”. In sede di replica, Goracci, nel rimarcare la
totale inutilità dell'opera” ha definito “scioccante” la posizione
della Giunta.
(Acs) Perugia, 14 giugno 2011 - “La Giunta regionale, dopo aver esaminato
il progetto del Gasdotto Snam si è riservata, in sede di Conferenza
Stato-Regioni, ultimo passaggio per l'autorizzazione del progetto nella sua
completezza, di esprimere un proprio parere, anche in raccordo e in presenza
di quelle che saranno le posizioni delle altre Regioni, Emilia Romagna,
Marche e Toscana che tuttavia hanno già espresso parere favorevole”. Sono
le parole con cui l'assessore regionale Silvano Rometti ha risposto ad una
interrogazione di Orfeo Goracci (Prc-Fed.sin.) con la quale chiedeva
all'Esecutivo di Palazzo Donini gli intendimenti e le iniziative “che
intende intraprendere, compresa la possibilità di ricorso in sede
amministrativa per sospendere il procedimento almeno fino al pronunciamento
della Commissione europea”. Per Goracci, questo progetto del gasdotto,
denominato 'Rete adriatica', “massacra il territorio, soprattutto dell'Alta
Umbria ed è senza benefici. Oltretutto attraversa territori come quelli di
Abruzzo, Umbria e Marche che in questi ultimi decenni hanno manifestato gravi
problemi idrogeologici e sismici”.
Rometti ha spiegato che il metanodotto “è parte di un sistema ben più
complesso denominato 'Rete adriatica' ed è composto da cinque tronchi per
un’estensione di circa 700 chilometri. Gli obiettivi sono quelli di
aumentare i volumi di gas che l’Italia può trasmettere all’interno del
Paese dai punti di approvvigionamento del sud, diversificare i corridoi
attraverso cui il metano viene distribuito all’interno del nostro Paese e
dare una garanzia certa di approvvigionamento con una rete adeguata. Si
tratta di una condotta di 1 metro e 20 centimetri di diametro, completamente
interrata. Il corridoio (18 metri di larghezza) realizzato per la posa in
opera del metanodotto verrà rinaturalizzato attraverso convenzioni con ditte
che si impegnano a seguire la manutenzione della rinaturazione del tragitto.
I proprietari dei terreni avranno un indennizzo di circa 30 euro a metro
quadrato per la servitù di passaggio dell'opera. L’Umbria, dei cinque
tronchi previsti, è interessata da due: Sulmona-Foligno, a sud, che
attraversa il comune di Foligno e, di fatto i comuni della Valnerina e
Foligno–Sestino, che attraversa i comuni di Nocera Umbra, Gualdo Tadino,
Pietralunga e Città di Castello. L'istruttoria – ha rimarcato Rometti –
ha riguardato la precedente legislatura. La Regione, in un confronto continuo
con i Comuni interessati all’attraversamento, ha recepito le loro
osservazioni e ha chiesto alla Snam di aggiustare il percorso, di prevedere
interventi di mitigazione ambientale. Nel 2009, la Regione Umbria, con una
determinazione dirigenziale, ha espresso valutazione favorevole di
compatibilità ambientale tenendo conto di tutte le prescrizioni concordate
precedentemente con i Comuni”.
Particolarmente critico il commento, in replica, di Goracci che ha
sottolineato la sua insoddisfazione rispetto alla risposta, definita
“preoccupante” di Rometti. Ricordando all'assessore che “la Provincia
di Perugia e il Comune di Gubbio hanno attivato la procedura del ricorso”,
l'esponente di Rifondazione comunista ha ribadito “la totale inutilità
dell'opera” e rimarcato che “se questa deve essere la posizione del
'Cuore verde d’Italia', ci troviamo di fronte ad un dato scioccante che non
condivido e che cercherò di contrastare”. RED/as