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sabato 26 maggio 2012

MINISTRO CLINI, FERMI IL MEGAGASDOTTO E LA CENTRALE IN AREA SISMICA!


Il Comitato Interregionale No Tubo ha inviato una lettera urgente al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini affinché intervenga immediatamente sul problema del megagasdotto e della centrale Snam sospendendo il decreto emanato dal Ministero nel marzo 2011.
" Sig. Ministro, riteniamo giustamente fondate le Sue preoccupazioni in merito ad alcuni progetti del settore energetico che dovrebbero essere realizzati nelle aree dell'Emilia-Romagna colpite dal sisma dei giorni scorsi - scrivono i Comitati - , ma altrettanto fondate sono le preoccupazioni delle popolazioni e degli Amministratori pubblici dell'Appennino per il progetto della Snam relativo al grande gasdotto "Rete Adriatica" e alla centrale di compressione di Sulmona che dovrebbero essere realizzati in territori che sono tra quelli a più elevato rischio sismico dell'intera penisola".
All'indomani del sisma dell'Emilia-Romagna il Ministro Clini ha dichiarato che vanno riconsiderati taluni progetti in questa parte dell'Italia, che   finora non si pensava potesse essere oggetto di terremoti di così forte intensità. Tra questi progetti c'é quello del deposito di stoccaggio gas, con annessa centrale di compressione,  previsto a Rivara, Comune di San Felice sul Panaro (Modena), uno dei più colpiti dal sisma e a pochi km. dall'epicentro . 

Contro questo progetto sono schierati da tempo i Sindaci della zona e la Regione che ora, come ha affermato il Sindaco di San Felice, auspicano che venga messa "una pietra tombale sul Rivara Storage della Erg". Spontanea, infatti , la domanda : "che cosa sarebbe sarebbe successo se ci fosse stato il deposito attivo"?
Proprio in relazione al progetto di stoccaggio gas di Rivara il Ministro dell'Ambiente, Clini, ospite della trasmissione “L'Aria che Tira” su la 7 ha dichiarato : " è evidente che l'evento sismico mette in campo un elemento che va valutato con grande attenzione. E' un progetto che va riconsiderato e su questo ho già dato indicazione ieri alla commissione VIA di avviare una fase ulteriore di accertamento".

"E' una follia - scrivono i Comitati al Ministro - costruire il megagasdotto della Snam, inizialmente previsto lungo la fascia costiera, nelle aree di massima sismicità, le stesse del cratere sismico di L'Aquila e provincia, colpite dal devastante terremoto del 6 aprile 2009, e le stesse del sisma che ha interessato l'Umbria e le Marche nel 1997. Questi territori vanno risollevati e messi in sicurezza, non gravati di ulteriori pesantissimi rischi. Anche la centrale di compressione, che la Snam vuole costruire a Sulmona, molto più potente di quella prevista a Rivara, é in zona sismica di primo grado. 

La Commissione VIA nazionale, pur perfettamente a conoscenza dell'alto rischio sismico dei territori interessati dal progetto Snam e, pur consapevole della mancanza degli studi sismici di dettaglio, ha assurdamente dato il proprio parere favorevole all'opera e ciò in aperto contrasto con il fondamentale principio di precauzione. 
Le motivazioni di opposizione all’opera, sostenute  da cittadini ed Enti Locali, sono state ampiamente recepite dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che, il 26 ottobre dello scorso anno, ha approvato alla unanimità una risoluzione che – proprio in ragione degli enormi pericoli derivanti dal rischio sismico, oltre che per la elevata qualità ambientale dei territori coinvolti – impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato e ad individuare, attraverso un tavolo nazionale, una soluzione alternativa comunque al di fuori della dorsale appenninica. Ma, nonostante la decisione assunta dal massimo organo elettivo del nostro Stato democratico, l’iter autorizzativo dell’opera non solo va avanti ma sta facendo registrare una notevole accelerazione, addirittura attraverso l’arbitraria separazione in due distinte procedure, una per la centrale e l’altra per il metanodotto; separazione che è stata inspiegabilmente avallata da funzionari del Suo Ministero.
Perciò - concludono i Comitati nella lettera al Ministro -  

Le rivolgiamo un  appello affinché sospenda il decreto di compatibilità ambientale, disponga i necessari approfondimenti sull’opera e metta in atto le opportune iniziative per dare immediata e piena attuazione a quanto deciso dalla Camera dei Deputati”.