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mercoledì 16 maggio 2007

IL BLOG DEL "NO TUBO"


il NO TUBO è un comitato che unisce cittadini di Apecchio, Mercatello sul Metauro e Borgo Pace che si battono contro il progetto della SNAM rete gas e British gas, che vorrebbero far transitare un super metanodotto attraverso il crinale appenninico. Tale opera, se realizzata, provocherebbe nel nostro Appennino un disastro senza precedenti.

Dimensioni dell'opera: una pista di servizio (sterro) largo 40 metri, per una lunghezza di 1200 km circa, realizzato allo scopo di collegare il famigerato rigassificatore di Brindisi a Milano. Il tubo da 48 pollici (c.ca 140 cm di diametro) contiene gas sotto pressione.

Nell'area appenninica pesarese, stante l'orografia e la geomorfologia, riteniamo impraticabili le tesi di SNAM, che afferma di possedere le tecniche per rimettere "tutto a posto". Se tali tecniche esistono, riteniamo che non siano universalmente applicabili. Peraltro, su pendenze considerevoli, terreni fragili, aree rocciose, frane attive non censite, copertura forestale continua e presenza di corsi d'acqua, con numerose valli strette e infiniti crinali, riteniamo che non sarà possibile limitarsi all'uso della sola pista di servizio, dovendo portare in loco macchinari giganteschi e costosi. Dovranno essere costruite invece larghe strade e piste, in aree dove oggi al massimo vi sono sentieri escursionistici e talvolta neppure quelli. Con risultati sconvolgenti. Perchè si cancellino le tracce di quest'opera occorreranno decenni; in certi casi i danni saranno irreversibili.

L'immagine delle nostre aree interne ne uscirà svilita e tutti gli sforzi pubblici e privati, gli investimenti fatti negli ultimi vent'anni per lanciare il turismo e creare un'immagine, saranno vanificati.


E tutto questo a fronte di quali vantaggi? Non ci risulta che il proponente possa fare opere diverse da quelle direttamente collegate all'opera. Come ad esempio asfaltare strade, realizzare acquedotti , o realizzare altre opere rurali o cittadine che possono solleticare le fantasie di qualche amministratore. Opere che, in ogni caso, non compenserebbero mai la perdita subita.
E' facile ipotizzare che i beni immobili situati nelle aree attraversate, trattandosi di zone a cresecente vocazione turistica, ne risulterebbero svalutati.

Il comitato ha quindi intrapreso una lunga lotta contro questo progetto, ritenendo che un'opera come questa dovrebbe passare in mare, oppure accanto alle corsie delle autostrade (magari quelle in costruzione) per unificare l'impatto ambientale e ridurlo: Inoltre, l'opera, se realizzata in pianura sarebbe di più facile realizzazione, con costi cinque volte inferiori. E l'impatto sarebbe molto minore e più facilmente riassorbibile.

Altre e più dettagliate informazioni verranno inserite prossimamente.