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mercoledì 6 giugno 2012

Metanodotto Snam, Consiglio Regionale Abruzzo dice no all'intesa con il Governo

"Per la realizzazione di metanodotti e centrali di compressione connesse, ove essi ricadano in zone sismiche di primo grado o contrastino con il piano regionale sulla qualità dell'aria, la Regione Abruzzo negherà di norma l'intesa al Governo". Questa la nuova norma - approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale - proposta dai Comitati e dal Comune dell'Aquila e raccolta come primi firmatari dal Vice Presidente Giovanni d'Amico (PD) e dai Consiglieri Giuseppe Di Pangrazio (PD), Luca Ricciuti (PDL) e Maurizio Acerbo (RC).

In particolare, la norma prevede l'incompatibilita' nelle aree sismiche classificate di prima categoria di oleodotti e di gasdotti che abbianodiametro superiore o uguale a 800 millimetri e lunghezza superiore a 40 km e di impianti termoelettrici e di compressione a gas naturale a essi connessi.
Inoltre, specifica che, per queste opere e per quelle che contrastino con il piano regionale sulla qualità dell'aria, la Regione nega di norma l'intesa con lo Stato. In mancanza dell'intesa si procedera' all'istituzione di un collegio tecnico istituzionale per valutare nuovamente l'opera e una eventuale proposta alternativa della Regione (in base alle procedure di cui al comma 6 all'articolo 52 quinquies del DPR 8 giugno 2001 n. 327).

"L'approvazione della legge era urgente e necessaria - affermano iconsiglieri regionali - in quanto è prevista una norma del decreto sviluppo, in fase di approvazione da parte del Governo, che assoggetta le Regioni agli obiettivi nazionali. Le norme vigenti, invece, consentono alle Regioni di negare l'intesa e chiedere una verifica dei tracciati ricadenti
in zona sismica di primo grado. 
E' notizia recente che il Governo centrale, in seguito al recente sisma che ha colpito l'Emilia Romagna, ha deciso di revocare le autorizzazioni per il deposito di Rivara, per la realizzazione del quale la Regione Emilia aveva negato l'intesa. Con questa norma vogliamo
ribadire con forza che la tutela costituzionale delle popolazioni residenti in zona sismica rientra tra le funzioni fondamentali di competenza regionale".


http://www.corrierepeligno.it/



Ecco il comunicato stampa:



SNAM: ORA CHIODI DOVRA’ METTERE FINE AI GIOCHI SULLA NOSTRA PELLE

La legge anti-gasdotto, approvata ieri dal Consiglio Regionale, è un importante risultato del movimento che da oltre quattro anni si batte contro l’eco-mostro della Snam.
Essa è una risposta molto chiara al modo arrogante e prepotente con cui la multinazionale del gas, spalleggiata dal governo nazionale, tenta di imporre il suo progetto devastante ad un territorio che è compatto nel respingerlo.
Lo dimostra la unanimità dei consensi registrata sulla legge e che è frutto dell’impegno politico trasversale che ha sempre caratterizzato l’iniziativa dei comitati, convinti come siamo che prendersi cura del proprio territorio viene molto prima delle logiche di schieramento.
Dobbiamo dare atto che, senza la convinta adesione e l’impegno costante ed intelligente dei consiglieri regionali che da sempre ci sono stati vicini in questa battaglia, difficilmente avremmo ottenuto questo risultato.
Ora il governatore Chiodi dovrà smetterla con le sue ambiguità e non potrà più giocare sulla nostra pelle con la non applicazione delle risoluzioni: in otto mesi ci ha solo presi in giro! Ora dovrà applicare la legge della Regione Abruzzo che gli impone di negare l’intesa.
E il Governo nazionale non potrà usare due pesi e due misure; non può cioè bocciare il deposito di gas a Rivara, in Emilia, perché in zona sismica e nello stesso tempo premere per la costruzione della centrale di compressione a Sulmona e del mega gasdotto lungo la dorsale appenninica, cioè nelle aree più altamente sismiche della nostra penisola! 
Non ci sono cittadini di serie A e di serie B.
L’applicazione del principio di precauzione e la tutela dell’incolumità pubblica è un diritto di tutti e non può essere lasciato alla discrezione dei governanti di turno!
Fondamentale, nel caso di Rivara, è stata la negazione dell’intesa con lo Stato ad opera della giunta regionale dell’Emilia – Romagna: un no molto netto incentrato proprio sul rischio sismico, comunicato al Ministero in aprile, quando nessuno poteva immaginare un terremoto nella pianura padana!
Il Ministro dello Sviluppo Economico, di fronte all’insuperabile opposizione della Regione, non ha potuto far altro che bocciare l’opera con questa motivazione: “l’intesa negativa della Regione Emilia – Romagna costituisce motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza”.
Se la giunta Chiodi avesse agito con quella serietà e coerenza che contraddistingue il governo dell’Emilia – Romagna adesso, probabilmente, in Abruzzo non staremmo ancora a parlare della centrale e del mega-gasdotto Snam. Da oggi si volta pagina, è finito il tempo di Chiodi- Ponzio Pilato.
Con le risoluzioni ha potuto giocare, con la legge no!

I Comitati indicono per venerdì 8 giugno alle ore 11 presso la Comunità Montana Peligna (via Angeloni, 11) una Conferenza Stampa sul tema : “La legge anti-gasdotto e la lotta contro l’eco-mostro della Snam”.

Sono stati invitati i consiglieri regionali di tutti i gruppi presenti in Regione.
Hanno già assicurato la loro partecipazione alla conferenza stampa i consiglieri: Giovanni D’Amico, Luca Ricciuti, Maurizio Acerbo e Franco Caramanico.
Sulmona, 6 giugno 2012

lunedì 4 giugno 2012

Incentivi, energia e minibond: 
ecco il primo pacchetto sviluppo Aiuti alle aziende: nasce un fondo da 600 milioni. Norma 
per sbloccare gasdotti e rigassificatori fermati dalle regioni

ROMA - La norma più inattesa è quella che farà arrabbiare le Regioni, e che consentirà alla presidenza del Consiglio di sbloccare la realizzazione degli impianti energetici: centrali e rigassificatori soprattutto. Quella che ha richiesto più impegno è il riordino degli incentivi esistenti e la loro confluenza in un Fondo unico che garantirà alle imprese, in un anno, almeno 600 milioni di euro tra finanziamenti agevolati e contributi in conto capitale per cofinanziamenti rispetto a fondi Ue e regionali.


Primo pacchetto. Sono in arrivo in consiglio dei ministri, forse mercoledì o venerdì prossimo, il decreto Crescita e quello infrastrutture. Come ha chiarito domenica da Trento il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, saranno solo i primi provvedimenti di una serie: gli altri verranno quando saranno disponibili risorse maggiori, anche provenienti dalla spending review .
E infatti, in realtà, questo primo pacchetto nel confronto con la Ragioneria ha perduto alcuni pezzi: il credito d'imposta, che era la norma cardine, resta circoscritto alle spese per il personale altamente qualificato (master in materie tecniche), con un'aliquota pari massimo al 40% delle spese ammissibili. Le minori entrate fiscali previste, pari a circa 22 milioni rispetto ai 510 milioni di partenza, danno l'idea del ridimensionamento subito.


Gli incentivi. Il riordino degli incentivi prevede l'istituzione di un Fondo per la crescita sostenibile da circa 600 milioni così recuperati: 118 milioni dai Contratti di Programma per le «aree depresse»; 140 dai Contratti di Area; 330 dal Fondo per l'innovazione; 34,5 dalle risorse per la Reindustrializzazione. In più circa un miliardo sarà attivabile dal Fondo rotativo della Cassa depositi e prestiti per il sostegno alle imprese. Altre risorse potrebbero derivare dal Fondo Industria 2015, dalle agevolazioni per le Aree sottoutilizzate e da quelle per l'intervento straordinario per il Mezzogiorno, dai fondi per il settore minerario e il commercio elettronico.
Vale al massimo 100 milioni di minori entrate per lo Stato la moratoria di un anno per le rate dei finanziamenti agevolati da restituire, a favore delle imprese che oggi rischiano la revoca degli incentivi. Mentre ha costo zero l'accelerazione della compensazione tra crediti fiscali e versamenti Iva.

I minibond. Tra le innovazioni più interessanti i minibond: obbligazioni e cambiali che le imprese non quotate, medie e piccole, possono emettere per finanziarsi, ma in presenza di alcuni requisiti: l'assistenza di uno sponsor, la certificazione dell'ultimo bilancio e la circolazione dei titoli tra investitori qualificati. 
Per agevolare questi nuovi titoli, se ne rendono deducibili gli interessi, inoltre vengono estese alcune esenzioni fiscali proprie delle obbligazioni societarie, così da rendere «neutrale», anche per gli investitori esteri, la scelta tra i vari strumenti di credito.
Corposo il pacchetto giustizia, concordato con il ministero di Paola Severino, che tende a accelerare i procedimenti. A favore delle imprese va anche il rinvio del Sistri (tracciabilità rifiuti) al 31 dicembre 2013 e l'estensione a tutte le Srl delle misure di semplificazione che finora valevano per gli under 35 anni.



Lo sblocca-centrali. Farà discutere la norma che accelera la realizzazione delle infrastrutture energetiche vincendo l'inerzia delle Regioni nel caso in cui l'intesa regionale, necessaria al ministero per autorizzare l'infrastruttura, o il diniego della stessa, non intervenga anche dopo anni, benché il procedimento amministrativo si sia concluso col parere delle varie amministrazioni centrali e locali coinvolte e dopo una Valutazione di impatto ambientale favorevole. La norma prevede che il ministero faccia ricorso alla presidenza del Consiglio dei Ministri per una decisione definitiva, in modo da pervenire alla chiusura del procedimento. L'obiettivo è sbloccare ingenti investimenti per oltre 10 miliardi di euro, totalmente di capitale privato, come quelli dei gasdotti e rigassificatori sulla dorsale Adriatica.



Al pacchetto di Passera dovrebbe aggiungersi quello curato dal viceministro Mario Ciaccia. Sono attesi la neutralizzazione Iva sull'invenduto, l'aumento della detrazione sulle ristrutturazioni dal 36% al 50% e il riordino del bonus del 55% per gli interventi di efficienza energetica sugli edifici. Ma per il rilancio Ciaccia punta tutto sui project bond , la cui tassazione dovrebbe essere portata a livello di quella dei titoli di Stato e sul Piano città da 2 miliardi, 1,6 dei quali provenienti dal Fondo investimenti per l'abitare della Cassa depositi e prestiti.