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mercoledì 1 ottobre 2014

Mozione Regione Umbria

Iniziative della Giunta regionale Regione Umbria per la revisione del progetto Snam Rete Gas del tracciato del gasdotto "Rete Adriatica"







domenica 28 settembre 2014

COMUNICATO STAMPA


Snam: il rinvio farsa di De Vincenti.
Il Governo non può permettersi di prendere in giro le Regioni e il Parlamento!


Dall'assemblea pubblica di lunedì scorso al cinema Pacifico di Sulmona è emersa una voce unanime : annullare la Conferenza di Servizi del 30 settembre sulla centrale Snam e convocare il tavolo nazionale per studiare soluzioni alternative.
ll Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso è stato di parola, come lo sono stati il Vice Presidente Lolli e i Parlamentari: tutti i rappresentanti istituzionali presenti hanno mantenuto l'impegno preso in assemblea ed hanno chiesto l'annullamento della Conferenza di Servizi.


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha solo finto di accogliere la richiesta, ma in realtà sta prendendo in giro tutti: la Conferenza di Servizi, infatti, è stata rinviata di appena otto giorni a mercoledì 8 ottobre mentre, per il primo ottobre, è stato convocato il tavolo interistituzionale. Siamo ormai alla farsa. Non è ammissibile che il Governo nazionale si prenda gioco, in una maniera così beffarda, di quelle Istituzioni, Parlamento e Regioni, che per primo è tenuto a rispettare!

In questo modo non solo si calpesta il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, ma si fa anche carta straccia della risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che è molto chiara : il governo è impegnato a disporre la modifica del tracciato al di fuori della dorsale appenninica e ad istituire un tavolo tra tutti i soggetti interessati per individuare le alternative al progetto della Snam.
Ciò significa che il procedimento autorizzativo doveva essere fermato e riavviato solo dopo la conclusione dei lavori del tavolo.
E' evidente che il tavolo ha senso solo se dispone del tempo necessario per approfondire tutti gli aspetti del problema, al fine di poter effettuare un concreto confronto tra l'attuale progetto della Snam ed altre opzioni attraverso l’analisi dei diversi impatti: sulla salute, sulla sicurezza, sull'ambiente e sulle economie locali.

Nessuno può credere che tutto questo possa avvenire in appena sette giorni! Nella precedente normativa, abolita dal governo Monti per favorire gli interessi delle multinazionali, erano previsti 6 mesi di tempo per studiare le controproposte della Regione.
Il Presidente della regione Abruzzo D'Alfonso a Sulmona ha affermato che la
Regione Abruzzo non sarà il cameriere del governo nazionale: i cittadini di tutte le regioni interessate da questa infrastruttura la prendono in parola e confidano che Lei saprà mettere in campo, di concerto con i Presidenti delle altre Regioni coinvolte, tutte le iniziative politiche ed istituzionali – a cominciare dalla negazione dell’intesa con lo Stato - per dare la giusta risposta a tanta arroganza e conseguire gli obiettivi scaturiti dalla assemblea di Sulmona del 22 settembre.

venerdì 19 settembre 2014

ISTITUZIONI E CITTADINI INSIEME : NO AL METANODOTTO E ALLA CENTRALE DI COMPRESSIONE SNAM! LUNEDI 22 SETTEMBRE ALLE ORE 15 ASSEMBLEA PUBBLICA A SULMONA (CINEMA PACIFICO)

Il Sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, ha convocato per lunedi 22 settembre, alle ore 15, al cinema Pacifico (via Roma) una assemblea pubblica per ribadire il fermo “no” delle Istituzioni e della società civile al mega gasdotto “Rete Adriatica” e alla centrale di compressione che la Snam intende realizzare a Sulmona.

All'assemblea prenderanno parte, tra gli altri, le più alte cariche regionali : Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il Vice Presidente Giovanni Lolli, il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio, l'Assessore all'Ambiente Mario Mazzocca. Sono stati invitati i Consiglieri regionali, Parlamentari, Sindaci e Presidenti di Provincia delle Regioni interessate, i Presidenti di Umbria, Marche, Puglia e Molise, le forze sociali e i comitati anti-gasdotto.

Il grande metanodotto "Rete Adriatica", di 687 km, interessa dieci Regioni ed è un'opera di mero attraversamento territoriale, senza alcun vantaggio per le popolazioni coinvolte. La sua finalità è prettamente commerciale : il gas importato, attraverso il TAP proveniente dall'Azerbaijan, è destinato ad essere rivenduto ad altri Paesi europei. Ciò porterà cospicui profitti nelle casse delle multinazionali del gas mentre tutti i costi di costruzione saranno scaricati nella bolletta  dei cittadini. La sua realizzazione comporterà danni e rischi enormi per l'ambiente, la salute e la incolumità pubblica e sarà un colpo micidiale per le economie locali, già in profonda crisi. 
Il tracciato del mega gasdotto attraversa incredibilmente le aree più altamente sismiche e di maggiore qualità ambientale dell'Appennino. Anche la centrale di compressione insiste su un'area sismica di primo grado ed è in una delle porte di accesso del Parco nazionale della Majella.

Nonostante   i pareri contrari di tutti i livelli istituzionali, dai Comuni fino al Parlamento, il Governo nazionale insiste nel portare avanti, con procedure illegittime, l'iter autorizzativo e per il 30 settembre è stata convocata la Conferenza di Servizi per autorizzare la costruzione della  centrale di compressione di Sulmona, ovvero l’atto fondamentale che darà il via libera all’intero progetto. La Regione Abruzzo, che ha già negato l'intesa sull'opera, chiede giustamente l'annullamento della Conferenza di Servizi al fine di consentire al Tavolo tecnico, voluto dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, di proseguire nei suoi lavori per individuare un tracciato alternativo al di fuori della dorsale appenninica; ma il Governo continua a mostrarsi sordo a tale richiesta.
L'assemblea del 22 settembre, scrive il Sindaco di Sulmona,  è stata convocata per "ribadire con chiarezza la volontà  delle Istituzioni elette dai cittadini di difendere fino in fondo i diritti inalienabili dei territori coinvolti dal disastroso progetto della Snam".

Siamo ormai alla fase conclusiva dell’intero iter: è perciò il momento della massima unità tra istituzioni e cittadini e della mobilitazione generale per difendere la vita e il futuro dei nostri territori, che possono rinascere solo se riusciremo a respingere impianti devastanti come quello della Snam e a costruire un'economia che  sappia valorizzare le nostre grandi risorse ambientali e culturali.
E' in gioco il futuro stesso dell'Abruzzo che, attraverso la Strategia energetica  nazionale incentrata  sulle fonti fossili e il Decreto "Sblocca Italia", rischia di trasformarsi da Regione Verde in una colonia  che le multinazionali del petrolio e del gas potranno sfruttare a loro piacimento.

Per impedire che tutto questo accada l'unica strada è la lotta civile e democratica per la difesa del bene comune.


Invitiamo perciò tutti i cittadini ad intervenire all'assemblea di lunedì 22 settembre.

sabato 13 settembre 2014

solidarietà al Comitato "No tubo" e rinnovato appoggio alla sua giusta lotta contro il gasdotto Brindisi - Minerbio e la devastazione del territorio

comunicato stampa


L'appello rivolto alla politica, specie a quella nazionale, dal Comitato " No Tubo", dopo le pesanti dichiarazioni e gli ancor più gravi atti prodotti dal Governo Renzi, incontra ancora una volta la mia risposta e la mia convinta adesione . Ritengo che il Decreto "Sviluppo" varato dal Governo Renzi, oltre a non portare alcun apprezzabile beneficio all'economia del Paese, pregiudichi anzi irreparabilmente questioni strategiche e di principio fondamentali, a partire dalle pratiche di buon governo del territorio e di tutela dell'assetto idrogeologico, aspetti già questi trascurati nel Paese da una politica che preferisce dare via libera a devastazioni e speculazioni, pagando poi i danni con le tasse dei cittadini, piuttosto che pianificare efficaci azioni di prevenzione e risanamento che gioverebbero a tutti . La costruzione del gasdotto Brindisi - Minerbio, passante anche per i nostri territori montani e collinari, rischia di ricevere una massiccia spinta dai provvedimenti governativi e, stando così le cose, bene ha fatto il Comitato a qualificare il Decreto " Sviluppo " ( non sembrino casuali le virgolette.....) come una dichiarazione di guerra . Anzichè imboccare la via della concertazione, del confronto, della partecipazione democratica, il Governo marcia spedito lungo il sentiero del fondamentalismo delle " grandi opere ", che vanno fatte - questa è la filosofia - a prescindere, anche se portano danno ai più e vantaggi unicamente alle tasche dei poteri forti e dei soggetti privilegiati che muovono le leve dell'economia . Sono costretto a ripetere di nuovo che il gasdotto non solo non porta vantaggio alcuno alle comunità dei nostri territori, ma si configura come una vera e propria emergenza, un pericolo per la sicurezza, per il tessuto economico reale delle comunità appenniniche e per la tenuta dell'assetto idrogeologico : l'opera, infatti, se realizzata, passerebbe per contesti paesaggistici e territoriali di grande pregio compromettendo, con il suo impatto, importanti voci dell'economia, da quella agricola a quella agrituristica e zootecnica, producendo rilevanti danni ed espropriando di fatto, con la servitù di passaggio, intere collettività della fruizione, da parte loro, del territorio . L'opera "monstrum" si snoderebbe poi attraverso contesti interessati dalla presenza di frane e smottamenti e ad alta sismicità . Come si fa a non tenere nel giusto conto questi aspetti, di importanza vitale ? Come si fa a non inserire, in un provvedimento che ha l'ambizione di qualificarsi come foriero di sviluppo per il Paese, paletti fondamentali a tutela dei territori e delle comunità ? Come declina il concetto di sviluppo il Governo nazionale ? Forse che un processo che distrugge la natura, l'economia, finanche la civile convivenza può essere qualificato come sviluppo ? E' una vera e propria bestialità e la politica nazionale, i parlamentari eletti in Umbria e nel Centro Italia debbono dare risposte su questo, ribadendo e rafforzando l'impegno profuso fino ad oggi per trovare risposte efficaci e condivise alla questione. Anche la Regione Umbria non può esimersi dal prendere una posizione, che sia più chiara e netta di quelle precedenti : sono stati votati ed approvati atti importanti su questo tema, vi sono ricorsi in sede nazionale ed europea promossi da Enti locali e soggetti associati . Si può far finta di niente ? No di certo ! Si metta in atto ogni sforzo, quindi, per bloccare l'iter dell'opera e far sì che, presso le opportune sedi istituzionali, si riprenda un confronto volto a tutelare il futuro dei nostri territori e delle nostre popolazioni .


Perugia, 11 settembre 2014

IL CONSIGLIERE REGIONALE 

ORFEO GORACCI

GASDOTTO. DOTTORINI PRESENTA INTERROGAZIONE: “NECESSARIO IMPEGNO REGIONE PERCHÉ GOVERNO RIVEDA PROGETTO”

''Risulta quanto mai urgente che la Regione dia seguito alla mozione approvata l'11 dicembre 2012, impegnandosi a ricercare soluzioni alternative al tracciato per il gasdotto Brindisi-Minerbio. Sono passati quasi due anni dall'approvazione, senza alcun voto contrario, della nostra mozione, ma non si hanno ancora notizie su quanto la Regione ha fatto per chiedere la revisione del progetto e chiedere conto dei motivi per cui non si stiano prendendo in esame auspicabili soluzioni alternative”. Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, annuncia di aver presentato un'interrogazione in Consiglio regionale per chiedere conto del rispetto degli impegni contenuti nella mozione finalizzata alla revisione del tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio che attraverserà l'Umbria nei comuni compresi nella fascia appenninica, zone dall'alto pregio naturalistico e paesaggistico. 
“Il Governo – spiega Dottorini - pare intenzionato a procedere nella realizzazione del gasdotto che, è bene ricordare, attraverserà per 120 chilometri i territori di Cascia, Norcia, Preci, Sellano, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga e Città di Castello, intersecando numerosi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale come il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Occorre quindi che la Giunta dia immediatamente seguito al dispositivo che ha visto il voto quasi unanime del Consiglio regionale e che intraprenda tutte le azioni possibili presso il Ministero competente e la Snam Rete Gas al fine di verificare la possibilità di revisione del progetto, chiedendo altresì conto dei motivi per cui non si stiano prendendo in esame auspicabili soluzioni alternative, anche in considerazione di corridoi infrastrutturali già esistenti. Il primo passo da fare è quello di istituire un tavolo tra tutti i soggetti interessati al fine di individuare una soluzione alternativa alla dorsale appenninica per il metanodotto”.
“Adesso – conclude Dottorini – ci aspettiamo una rapida risposta dalla Giunta, non solo per una questione di rispetto istituzionale, ma sopratutto per rendere giustizia ai tanti cittadini che si sono riuniti nei comitati e che da anni portano avanti una battaglia per la salvaguardia dell'ambiente e la sicurezza del territorio regionale”.


Perugia, 12 settembre 2014

mercoledì 30 luglio 2014

EUROPA A TUTTO GAS, MA SERVE DAVVERO?


trovate il sito dell'associazione Re:common che sta lavorando a livello nazionale per spiegare e smontare le ragioni per la costruzione di alcune grandi infrastrutture fra cui la  costruzione dei vari gasdotti e rigassificatori  in Italia.


Anche la rivista Altraeconomia ha appena scritto un articolo "L'estate calda del gas" http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4770  sulle varie vicende in atto fra cui anche la nostra battaglia sul Brindisi Minerbio.