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sabato 13 settembre 2014

solidarietà al Comitato "No tubo" e rinnovato appoggio alla sua giusta lotta contro il gasdotto Brindisi - Minerbio e la devastazione del territorio

comunicato stampa


L'appello rivolto alla politica, specie a quella nazionale, dal Comitato " No Tubo", dopo le pesanti dichiarazioni e gli ancor più gravi atti prodotti dal Governo Renzi, incontra ancora una volta la mia risposta e la mia convinta adesione . Ritengo che il Decreto "Sviluppo" varato dal Governo Renzi, oltre a non portare alcun apprezzabile beneficio all'economia del Paese, pregiudichi anzi irreparabilmente questioni strategiche e di principio fondamentali, a partire dalle pratiche di buon governo del territorio e di tutela dell'assetto idrogeologico, aspetti già questi trascurati nel Paese da una politica che preferisce dare via libera a devastazioni e speculazioni, pagando poi i danni con le tasse dei cittadini, piuttosto che pianificare efficaci azioni di prevenzione e risanamento che gioverebbero a tutti . La costruzione del gasdotto Brindisi - Minerbio, passante anche per i nostri territori montani e collinari, rischia di ricevere una massiccia spinta dai provvedimenti governativi e, stando così le cose, bene ha fatto il Comitato a qualificare il Decreto " Sviluppo " ( non sembrino casuali le virgolette.....) come una dichiarazione di guerra . Anzichè imboccare la via della concertazione, del confronto, della partecipazione democratica, il Governo marcia spedito lungo il sentiero del fondamentalismo delle " grandi opere ", che vanno fatte - questa è la filosofia - a prescindere, anche se portano danno ai più e vantaggi unicamente alle tasche dei poteri forti e dei soggetti privilegiati che muovono le leve dell'economia . Sono costretto a ripetere di nuovo che il gasdotto non solo non porta vantaggio alcuno alle comunità dei nostri territori, ma si configura come una vera e propria emergenza, un pericolo per la sicurezza, per il tessuto economico reale delle comunità appenniniche e per la tenuta dell'assetto idrogeologico : l'opera, infatti, se realizzata, passerebbe per contesti paesaggistici e territoriali di grande pregio compromettendo, con il suo impatto, importanti voci dell'economia, da quella agricola a quella agrituristica e zootecnica, producendo rilevanti danni ed espropriando di fatto, con la servitù di passaggio, intere collettività della fruizione, da parte loro, del territorio . L'opera "monstrum" si snoderebbe poi attraverso contesti interessati dalla presenza di frane e smottamenti e ad alta sismicità . Come si fa a non tenere nel giusto conto questi aspetti, di importanza vitale ? Come si fa a non inserire, in un provvedimento che ha l'ambizione di qualificarsi come foriero di sviluppo per il Paese, paletti fondamentali a tutela dei territori e delle comunità ? Come declina il concetto di sviluppo il Governo nazionale ? Forse che un processo che distrugge la natura, l'economia, finanche la civile convivenza può essere qualificato come sviluppo ? E' una vera e propria bestialità e la politica nazionale, i parlamentari eletti in Umbria e nel Centro Italia debbono dare risposte su questo, ribadendo e rafforzando l'impegno profuso fino ad oggi per trovare risposte efficaci e condivise alla questione. Anche la Regione Umbria non può esimersi dal prendere una posizione, che sia più chiara e netta di quelle precedenti : sono stati votati ed approvati atti importanti su questo tema, vi sono ricorsi in sede nazionale ed europea promossi da Enti locali e soggetti associati . Si può far finta di niente ? No di certo ! Si metta in atto ogni sforzo, quindi, per bloccare l'iter dell'opera e far sì che, presso le opportune sedi istituzionali, si riprenda un confronto volto a tutelare il futuro dei nostri territori e delle nostre popolazioni .


Perugia, 11 settembre 2014

IL CONSIGLIERE REGIONALE 

ORFEO GORACCI

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