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lunedì 24 giugno 2013

VERINI (PD): "RICHIESTA AL MINISTRO ZANONATO LA CONVOCAZIONE DEL TAVOLO SUL GASDOTTO SNAM RETE ADRIATICA. NUMEROSI I COMUNI UMBRI E MARCHIGIANI COINVOLTI DALL'OPERA"


Con una lettera i parlamentari PD Verini (Umbria), Mariani (Toscana), D'Incecco (Abruzzo) e Morani  (Marche) hanno sottoposto al Ministro Zanonato la questione del metanodotto Rete adriatica, “di cui si sono occupati in maniera non risolutiva i precedenti Governi”, chiedendo di convocare il primo tavolo tecnico istituzionale.  Ciò al fine di dare inizio ad un confronto tra le parti "al fine di individuare le soluzioni più adeguate a salvaguardare l'ambiente e la sicurezza delle popolazioni e alla realizzazione di un’opera considerata strategica per il paese".

"La Snam Rete Gas Spa - ricordano i parlamentari nella lettera - ha presentato nel marzo 2004 un progetto volto alla realizzazione di un metanodotto denominato «Rete Adriatica» della lunghezza complessiva di 687 chilometri, lungo un unico tracciato che va da Massafra (provincia di Taranto) fino a Minerbio, (provincia di Bologna), attraversando dieci regioni, tre parchi nazionali, uno regionale ed oltre venti siti di rilevanza comunitaria. Il tratto compreso tra Foligno e Sestino lungo 113,7 chilometri prevede il passaggio attraverso il territorio di numerosi comuni umbri e marchigiani compresi nella fascia appenninica: Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga, Città di Castello, Apecchio".

"Le ragioni del passaggio sull'asse appenninico - sottolineano gli stessi deputati- sembrano essere dettate esclusivamente da interessi economici della società poiché le spese di servitù di passaggio sono più basse rispetto la costa, per cui la grande opera presenta costi ambientali ed economici ai danni delle comunità e dell’ecosistema dell’Appennino".

"La strada seguita da Snam Rete Gas Spa sino ad ora- aggiungono nella missiva - sembra essere il tentativo ad evitare la valutazione ambientale strategica e la valutazione di impatto ambientale unica, in palese violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali che impongono la valutazione complessiva degli interventi proposti come interpretato dalla giurisprudenza comunitaria e da quella amministrativa nazionale".

"In piu', avverso tale progetto - ricordano i parlamentari - è stato presentato ricorso alla Commissione europea da amministrazioni pubbliche (province di Pesaro-Urbino e di Perugia, comunità montana Catria e Nerone, comune di Gubbio, comune di Città di Castello e comune dell'Aquila), associazioni ecologiste, e oltre un migliaio di cittadini di varie parti d'Italia (in particolare delle regioni maggiormente colpite Marche, Umbria e Abruzzo) che si sono preoccupati della rischiosità del progetto su cui la Commissione europea ha aperto una procedura di accertamento. Inoltre, la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati della precedente legislatura ha unanimemente votato un parere che, facendo proprie le riserve e le contrarietà legate non all'opera, ma al tracciato, ne ha chiesto una modifica sostanziale. A tale parere sono seguite le risoluzioni votate dai Consigli Regionali dell'Abruzzo, delle Marche e dell'Umbria di identico contenuto e finalità.
Il Governo Monti, davanti al Parlamento, attraverso il sottosegretario De Vincenti, fece proprio un ordine del giorno che chiedeva la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale di confronto fra il soggetto privato presentatore del progetto per la costruzione del metanodotto in questione e gli enti territoriali interessati, al fine di trovare le soluzioni più adeguate a salvaguardare l'ambiente e la sicurezza delle popolazioni interessate alla realizzazione dell'opera entro settembre 2012.Tale tavolo tecnico istituzionale non è mai stato convocato”.

“Siamo, pertanto, a richiederle e sollecitare la necessità – concludono Verini, Mariani, D'Incecco e Morani - di procedere con la costituzione del tavolo tecnico istituzionale, per dare inizio così al confronto tra le parti al fine di individuare le soluzioni più adeguate a salvaguardare l'ambiente e la sicurezza delle popolazioni e alla realizzazione di un’opera considerata strategica per il paese”.