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domenica 6 dicembre 2009

Centrale e metanodotto Snam, Comitati: “Federico riapre la questione


SULMONA – Con una mossa improvvisa e inaspettata, il sindaco Fabio Federico riapre la partita della centrale e del metanodotto Snam.
Dopo, infatti, i due no incassati dal progetto, prima nella delibera di febbraio e poi in quella di luglio (dedicata esclusivamente alla Snam), il primo cittadino "fa scacco" ai Comitati ambientalisti e ai 5000 cittadini che avevano firmato la petizione contro gli impianti impattanti.
Il 14 ottobre scorso il sindaco ha inviato una lettera alla Regione e ai ministeri dell'ambiente e dei beni culturali, in cui, oltre ad allegare la contrarietà al progetto, espressa in due delibere consiliari varate all'unanimità (una a febbraio e l'altra a marzo), fa riferimento alla possibilità di un ristoro ambientale, "nell'ipotesi in cui si pervenga ad una localizzazione seppur diversa da quella attualmente prevista, di almeno un milione e 500mila euro”.
La notizia della missiva, pare sconosciuta anche agli stessi dirigenti comunali, è stata data stamane in conferenza stampa dai Comitati cittadini per l’ambiente.
"Praticamente la lettera sottintende il fatto che, se si otterranno i soldi, la centrale potrà essere fatta - dice Mario Pizzola, portavoce dei Comitati - quello che ha fatto il sindaco vanifica non solo l'azione dei cittadini che si sono battuti contro la centrale e che hanno firmato in cinquemila una petizione contraria, ma anche l'operato dello stesso consiglio comunale. A questo punto ci chiediamo che ruolo abbiano i consiglieri comunali e i dirigenti, che non erano a conoscenza della lettera. Per reperirla abbiamo dovuto faticare non poco. È questa la casa di vetro che il sindaco aveva in mente in campagna elettorale?".
Alla cosa, bisogna aggiungere una lettera della Snam del 12 giugno scorso, in cui la multinazionale spiega che non sarebbe possibile trovare una diversa localizzazione al progetto.
Non solo, l’azienda ha anche, non curante del mancato rinnovo della pubblica utilità, aumentato di mille e cinquecento metri quadrati il progetto originario. Chiedendo pure una variazione di percorso, sul tratto che da Pratola va Corfinio.
L’opera prevede una centrale del gas con il suo gasdotto fra Case Pente, Case San Mariano e Colle Savente, in un'area di 12 ettari. Le tubazioni, invece, toccheranno la Badia fino a Pratola, per poi arrivare in Umbria, Marche e Lazio.
Da parte loro, i Comitati non si arrendono e annunciano nuova battaglia.
Inizieranno già da domani con la distribuzione in città di un volantino sulla vicenda e venerdì con un incontro pubblico. Federica Pantano