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lunedì 26 ottobre 2009

CORRIERE ADRIATICO 25 ottobre

Rigassificatore, no della Riviera
I sindaci uniti: “Garanzie insufficienti e rischio danni al turismo”

Riviera del Conero Rigassificatore tra Porto Recanati e il Conero? Dalla riviera arriva un “no” secco. La grande struttura galleggiante sorgerà in acque internazionali, ma i Comuni interessati sono in massima allerta. Un impianto ultramoderno e sicuro – giurano i responsabili della Gaz de France – che porterà benefici in fatto energetico, eppure i Comuni non “dormono sonni tranquilli”. La questione viene proposta con fermezza, dal sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, comune, tra l’altro, pienamente integrante, con Porto Recanati, dell’associazione turistica Riviera del Conero.

“Noi sindaci dell’area a sud di Ancona e a nord di Macerata – tuona Pieroni – non ci stiamo”. Il sindaco della città mariana, che la prossima settimana vedrà i primi cittadini di Sirolo, Numana, Porto Recanati, Osimo, Castelfidardo, Potenza Picena e Civitanova, prosegue: “ Una decisione del genere non potrà essere assunta contro la volontà di cittadini e amministrazioni. Temiamo – conclude Pieroni – ripercussioni dal punto di vista turistico e ambientale”.

Il sindaco di Loreto contesta la scelta di Scossicci (tra Loreto e Porto Recanati) come punto di arrivo a terra del gasdotto di raccordo e fa notare che l’estrazione del gas, a 34 chilometri dalla costa, comporta sistemi di raffreddamento con soluzioni “che potrebbero addirittura causare l’abbassamento della temperatura ”.

I sindaci della costa non sono meno allarmati. Dice Moreno Misiti (Sirolo): “Siamo assolutamente contrari, perché il rigassificatore ci risulta essere realizzato con tecnologie moderne che non danno garanzie”. A Sirolo, anche l’opposizione in consiglio comunale, con Leonardo Orazi, si è detta contraria. Rincara la dose il sindaco di Numana, Marzio Carletti: “Pur con tutte le garanzie, il rigassificatore rischia di passarci sopra la testa, senza il nulla osta delle comunità locali. Poi, inutile girarci attorno, sarebbe per noi un danno d’immagine e all’economia turistica. Chiediamo una discussione pubblica – conclude – in cui la popolazione possa essere informata nei dettagli”.
BRUNO ORLANDINI