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giovedì 8 settembre 2016

Comunicato stampa agosto


Gruppo d’Intervento Giuridico onlus -
Comunicato stampa
UN NUOVO DEVASTANTE TERREMOTO SULL’APPENNINO CENTRALE LUNGO IL QUALE SI INSISTE NEL VOLER REALIZZARE IL MEGAGASDOTTO “RETE ADRIATICA”: SNAM E GOVERNO METTANO DA PARTE UN PROGETTO CHE ESPONE LE POPOLAZIONI LOCALI AD ULTERIORI GRAVISSIMI RISCHI.
Insieme all’intero Paese anche noi siamo vicini alle popolazioni così duramente colpìte dall’immane tragedia del terremoto che, con il suo tremendo bilancio di morti, feriti e distruzione, ha sconvolto l’Appennino centrale; ben consapevoli che, per queste persone e questi territori, tornare a quella che chiamiamo “normalità” sarà un percorso duro, difficile e lungo.
Ancora una volta, come accade da circa un ventennio, è dunque l’Appennino centrale ad essere interessato da sismi devastanti: 19 anni fa quello dell’Umbria e delle Marche, 7 anni fa quello dell’Aquila, 4 anni fa quello dell’Emilia e adesso il terremoto del Reatino, Marche, Umbria e Abruzzo. Nel 2013 e nel 2014 anche Città di Castello e Gubbio (Umbria) sono state interessate da forti sciami sismici.
Questa successione di catastrofici eventi naturali evidenzia come la dorsale appenninica sia, sotto il profilo sismico, la parte più vulnerabile dell’intera penisola. Ciò dovrebbe indurre i poteri pubblici ad agire nel pieno rispetto del principio di precauzione mettendo al primo posto la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini: Obiettivo, questo, da perseguire ponendo mano ad una grande opera di messa in sicurezza del territorio, attraverso la prevenzione sismica, ma anche evitando mega infrastrutture che ne aumentino i rischi. Invece si procede in tutt’altra direzione. E’ inaccettabile che la Snam, con il sostegno del Governo, continui a voler imporre il grande gasdotto “Rete Adriatica” il cui tracciato si snoda proprio lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino centrale, lungo le aree di maggiore criticità sismica. Anche il sito scelto per l’ubicazione della centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado a 2 Km. in linea d’aria dalle faglie sismogenetiche del Monte Morrone silenti da oltre 1900 anni! Va ricordato che parliamo di una grande opera di interesse privato, ma con finanziamento pubblico e senza finalità di bene comune. Il suo scopo, infatti, è la rivendita del gas agli altri Paesi europei.
Sulla spinta di iniziative di sensibilizzazione ed azioni legali da parte di associazioni e comitati ecologisti – in particolare Gruppo d’Intervento Giuridico onlus Sardegna, Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Comitato Interregionale “No Tubo” – gli Enti Istituzionali ai vari livelli, hanno espresso la loro contrarietà al progetto della Snam. Di particolare importanza la risoluzione n.7/00518, votata all’unanimità il 26 ottobre 2011 dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, con cui si impegna il Governo ad individuare una alternativa di tracciato, proprio a causa dell’elevata sismicità, al di fuori della dorsale appenninica. Ma finora i Governi che si sono succeduti, hanno ignorato tutto ciò.
La Snam metta da parte un progetto di per sé pericoloso e che espone le popolazioni locali ad ulteriori gravissimi rischi. Il Governo Renzi dia finalmente attuazione a quanto deciso dal Parlamento e rispetti la volontà delle Istituzioni che rappresentano i cittadini.
Sulmona, 26 agosto 2016
Comitati Cittadini per l’ambiente – Sulmona
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Cagliari
Comitato Interregionale “No Tubo” – Umbria e Marche
Info: Giovanna 3284776001 - Mario 3339698792
Email: sulmonambiente@gmail.com ; grigsardegna5@gmail.comcomitatonotubo@gmail.com

https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

mercoledì 24 agosto 2016

Terremoto Amatrice - Che il tragico sisma sia di monito per un ripensamento



Un nuovo e devastante terremoto sull’Appennino centrale, nelle aree interessate dal progetto di gasdotto Rete Adriatica, un ulteriore gravissimo rischio.




Nella notte fra il 23 e il 24 agosto 2016 la Terra ha tremato nuovamente, per l’ennesima volta, sull’Appennino centrale, fra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche.

Un nuovo devastante terremoto, con il suo calvario di morti, feriti, paesi distrutti, strade e altre opere pubbliche lesionate,

Siamo vicini alle popolazioni così duramente colpite e sentiamo il forte obbligo morale di ricordare che le conseguenze, se possibile, potrebbero essere peggiori.

Infatti, si tratta di aree interessate dal progetto denominato gasdotto “Rete Adriatica”, noto anche  come “gasdotto appenninico”, opera che, nella sua attuale configurazione, riuscirebbe a unire lo scempio ambientale della dorsale dell’Appennino con l’aumento del pericolo per l’incolumità pubblica a causa del rischio sismico fra i più elevati in Italia per giunta con l’esborso di ingenti fondi pubblici.

Infatti, la “grande opera” d’interesse privato ma di finanziamento pubblico determinerebbe – per il suo folle tracciato – un vero e proprio disastro ambientale (interseca pesantemente ben 3 parchi nazionali, 1 parco naturale regionale, 21 fra siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) ed economico-sociale (basti pensare ai danni alle zone turistiche umbre e marchigiane, nonché alle pregiate tartufaie appenniniche), senza contare il gravissimo pericolo determinato dall’interessare numerose aree in zona sismica “1”, nel tratti abruzzese, umbro e marchigiano, alcune fra le zone maggiormente a rischio sismico d’Italia.

Infatti, il progetto intercetta le zone altamente sismiche di Abruzzo, Umbria, Marche.

Si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche. Aree interessate da forti sciami sismici, come quello di fine marzo 2014 in Umbria (Gubbio – Città di Castello), e dell’aprile 2013, sempre a Città di Castello

Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche il sito proposto per la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado. E’ agevolmente documentabile quanto sopra con l’impressionante mòle di dati presente sul sito web istituzionale (http://www.ingv.it/) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.), la massima Istituzione scientifica nazionale in materia.

Esclusivamente forti interessi economici, non il benessere delle popolazioni interessate, muovono il Gruppo Snam: l’intenzione è chiara, costituire in Italia una “piattaforma” per vendere gas nel resto d’Europa.

Sulla spinta delle determinatissime azioni legali e iniziative di sensibilizzazione di associazioni e comitati ecologisti – in particolare Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, i Comitati cittadini per l’ambiente – Sulmona, il Comitato interregionale “No Tubo” –  nonché da parte di Enti locali, l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati aveva approvato il 26 ottobre 2011 all’unanimità la risoluzione n. 7/00518 presentata il 15 marzo 2011 (prima firmataria on. Raffaella Mariani, P.D.) che ha impegnato il Governo alla modifica del tracciato del gasdotto appenninico “Rete Adriatica”. Finora il Governo ha solo tergiversato.

Tuttora i provvedimenti di approvazione ambientale del progetto di gasdotto sono oggetto di contenzioso in sede nazionale ed europea.

E’ troppo chiedere uno straccio di buon senso in questo benedetto Bel Paese?

p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

       ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com 

Gruppo d'Intervento Giuridico onlus 

sabato 9 gennaio 2016

Il Comitato.

Il comitato con le feste è cresciuto, grazie agli studenti  del comitato Studenti #notubo che si sono dimostrati combattivi e pronti alla resistenza contro l'ecomostro e a cui va il nostro ringraziamento.

Aggiungo questo video "befansco" delle magnifiche donne di Sulmona, combattive come poche.

https://www.youtube.com/watch?v=9GmyMpCOlyk


In questi mesi abbiamo visto, metanodotti saltare in aria, tagli alla già fragilissima economia dei parchi ed un totale menefreghismo da parte delle istituzioni e questo senza scomodare i disastri ecologici del Brasile e delle recenti sperimentazioni nucleari del nord corea.
Lottare per l'ambiente oggi più che mai è un dovere se si esseri viventi.

https://www.youtube.com/watch?v=YIFDlYqtXDA

martedì 29 dicembre 2015

Vicenda Snam: occupato l’Ufficio del sindaco di Sulmona

http://www.reteabruzzo.com/2015/12/28/no-snam-comitati-occupano-il-comune-al-grido-di-dalfonso-si-fermiu/

Scontro tra comitati e Sindaco, domani tutti in Regione

I cittadini chiedono un atto di forza di Ranalli contro D'Alfonso. Il primo cittadino ribadisce la sua contrarietà alla Snam ma si oppone al presidio
Un colloquio animato quello avvenuto stamattina tra il comitato per l'Ambiente e il sindaco Ranalli a pochi minuti dalla decisione del cittadini di occupare il Comune.
I comitati hanno lamentato l'immobilismo dell'amministrazione che dovrebbe dare battaglia contro la Snam e "fare sentire l'opposizione a D'Alfonso". Non sono mancati toni accesi e la richiesta all'amministrazione di "agire e non perdere tempo". Domani il gruppo ambientalista si recherà a L'Aquila in occasione della Giunta regionale. Ranalli ha più volte sottolineato gli incontri e le documentazioni inviate ai rappresentanti istituzionali di Governo ma i cittadini hanno risposto "non ci si può fermare alle lettere di babbo natale ai ministri, c'è bisogno di un atto forte che convinca Renzi a non procedere".
Intanto è cominciato il presidio cittadino a palazzo San Francesco e sono tanti ad occupare i corridoi comunali. Ranalli si è detto contrario all'occupazione, la seconda a distanza di 9 mesi da quella contro la chiusura del punto nascita. Nella conferenza stampa degli ambientalisti a cui erano presenti i consiglieri di minoranza Alessandro Lucci, Luigi La Civita e Mimmo Di Benedetto è stata rimarcata "la noncuranza di D'Alfonso che ha disatteso la volontà della Regione contraria al metanodotto di Sulmona".
Di Benedetto ha affermato "Il presidente della Regione chiarisca l'equivoco e rispetti quanto deliberato dal Consiglio Comunale ovvero la chiara opposizione alla centrale Snam e in qualsiasi forma". La risoluzione ambientalmente sostenibile optata da D'Alfonso sarebbe quella di una centrale elettrica paventata mesi fa ma sarebbe per i comitati solo un'arma per far partire il progetto e poi riconveritirlo in centrale a combustione.
Nell'attesa del verdetto del Consiglio dei Ministri i cittadini prendono possesso del Palazzo e affermano "il nostro territorio non è una colonia della Snam".

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Sulmona,28 dicembre.– Il conto alla rovescia sta ormai per concludersi e già domani potrebbe essere la giornata finale per il Governo per dare il via libera alla costrzione della Centrale Snam in contrada Case Pente nel territorio del Comune di Sulmona. E tutto questo nonostante il voto contrario ripetuto anche di recente da parte di tutte le istituzioni locali e regionali il diniego al progetto. Ma nelle ultime ore a far scattare una nuova scintilla dei Comitati cittadini sarebbe stato una lettera del Presidente della Regione D’Alfonso datata 23 dicembre indirizzata al Sottosegretario alla Presidenza Claudio De Vincenti che sembrerebbe ( ma il tutto va verificato perché la vigilia di Natale a Pescara nel corso di una lunga riunione riservata con i suoi piu’ stretti collaboratori il Governatore avrebbe confermato la volontà di non discostarsi dalle indicazioni del Consiglio regionale) voler modificare strategia in vista della prossima riunione del Consigluio dei Ministri invocando la soluzione alternatica con l’impianto elettrico invece che a gas
Stamani prima una conferenza stampa dei Comitati con la partecipazione dei Consiglieri comunali Mimmo Di Benedetto, Alessandro Lucci e Luigi La Civita e poi l’occupazione dell’Ufficio del Sindaco della città alla quale hanno partecipato anche molti cittadini. Un gesto clamoroso,molto rumoroso, ma sicuramente di grande significato politico che esprime la rabbia della gente e del territorio e che domani potrebbe avere un secondo momento a L’Aquila in occasione della riunione del Consiglio regionale quasi in contemporanea alla riunione del Consiglio dei Ministri a Roma. Per il portavoce dei Comitati,Mario Pizzola si chiede “il rispetto di quanto deciso dal Consiglio regionale e comunale e dal parlamento con atti di contrarietà alla centrale e metanodotto. Altrimenti tradiscono il territorio e la democrazia, calpestando la democrazia. La nostra azione non è contro il Comune ma vogliamo che il sindaco chiami D’Alfonso subito per fermarlo”, perchè, secondo Pizzola e i tre consiglieri, il primo cittadino non avrebbe fatto niente, ipotizzando “complicità” con il comportamento della Regione
Ma per domani pomeriggio è in programma anche la seduta del Consiglio comunale di Sulmona che potrebbe slittare addirittura a giovedì quando arriverà in città D’Alfonso per l’inaugurazione delle nuove sale operatorie in Ospedale.
Ma ogni considerazione in queste ore appare superflua ed in continua evoluzione mentre in mezzo alla gente monta la protesta e la rabbia che continua a gridare basta !!.Davvero brutti segnali (h. 15,15)