giovedì 1 maggio 2008

PIETRALUNGA SI MUOVE

martedì 29 aprile 2008

COMUNICATO STAMPA

Città di Castello 29/04/08
Alla cortese attenzione degli organi di stampa

Il comitato No Tubo, che come è noto si batte contro il progetto del gasdotto Brindisi Minerbio, un vero esempio di “insostenibilità” a causa dell’immane impatto che produrrebbe se realizzato, sta predisponendo il calendario delle attività per l’estate autunno 2008, in collaborazione con il Coordinamento dei Comitati per la tutela del Metauro, Candigliano e Cesano e con alcune istituzioni locali. Il calendario verrà diffuso a breve e prevede manifestazioni di vario genere ed escursioni sui siti interessati. Diverse le novità: intanto una convergenza con lo storico Comitato per la difesa del Rio Fergia, attivo nella zona di Gualdo Tadino, che si batte per la salvaguardia delle acque dell’omonima zona sorgentizia, a rischio captazione da parte di alcune multinazionali. Il tracciato del metanodotto interessa proprio quella zona (quando si dice piove sul bagnato…) e questo ha determinato una convergenza di intenti e di azioni da parte dei cittadini aderenti ai comitati. Il primo maggio quindi, prima giornata “No Tubo” 2008 a Boschetto di Gualdo Tadino, con una bella e facile escursione nell’area del Rio Fergia, seguita nel pomeriggio da una esposizione delle problematiche relative all’eventuale passaggio “dell’ecomostro”. Una folta delegazione marchigiana si sta predisponendo alla trasferta in quel di Gualdo, per contribuire alla riuscita della giornata dedicata al “No Tubo” e alla difesa delle acque.
Intanto, giungono positive novità da Gubbio, dove la Giunta Comunale ha approvato una delibera nella quale si richiede alla Regione Umbria di attivarsi presso il Ministero Competente per la sospensione dell’iter procedurale in atto e quindi del V.I.A. nazionale, e la produzione di un progetto alternativo data la non compatibilità dell’opera proposta con il territorio interessato.
Tutti a Gualdo dunque, per una giornata all’aperto, all’insegna della difesa del diritto, della partecipazione e della democrazia.

venerdì 4 aprile 2008

COMUNICATO STAMPA

Città di Castello 04/04/08
Alla cortese attenzione degli organi di stampa

Sabato 29 Marzo a Boschetto di Gualdo Tadino (PG) si è tenuto un incontro pubblico tra il Comitato No Tubo e il Comitato per la difesa del Rio Fergia.
L’incontro era finalizzato ad informare la gente, i residenti soprattutto, del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio, che attraversa Umbria e Marche e riguarda direttamente gli abitanti di Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio ed in generale tutti quelli dell’Umbria orientale. Il livello di informazione infatti continua ad essere scarso e la gente, pur direttamente interessata, apprende solo ora la cosa e sempre ad opera del Comitato o delle Associazioni, malgrado i nostri politici parlino di “Democrazia Partecipata”.
L’incontro è stato proficuo e sono già state stabilite linee di azione comuni tra i due comitati, con un programma di azioni per i prossimi mesi.
Erano presenti i rappresentanti locali di diverse forze politiche e alcuni amministratori, che hanno preso atto del problema e garantito il proprio interessamento.
L’incontro fa seguito alla conferenza stampa che il Comitato No Tubo ha tenuto a Perugia il 28 Marzo scorso, assieme all’Arcicaccia sez. Città di Castello, WWF Umbria, Alla Legambiente Umbria, al CAI di Città di Castello e quello di Perugia, alla Lupus in Fabula, Italia Nostra, il Comitato Cittadinanza attiva ambiente e legalità, Comitato Civico Norcia per l’ambiente e di esponenti politici regionali di destra e di sinistra (Vinti, Dottorini e la sign. Spagnoli). Anche in questa occasione sono state illustrate le problematiche relative all’impatto dell’opera che, secondo molti degli oppositori, potrebbe rappresentare un’autentica catastrofe ambientale, stanti le caratteristiche dei territori attraversati, con danni irreparabili, come afferma la stessa regione Umbria.
Cresce quindi la coscienza tra la popolazione, mentre movimenti e associazioni superano di slancio le barriere regionali. E’ tempo che a tale fermento spontaneo facciano seguito quelle che, in un paese normale dove le istituzioni non fanno le cose contro i cittadini, dovrebbero essere le ovvie e conseguenti azioni politiche.
Ma, va rimarcato, la mancanza di informazione sembra essere la caratteristica di fondo in questa vicenda.
Solo ora infatti le popolazioni interessate da quella che pare essere una delle opere piú impattanti mai intraprese in Umbria, vengono a conoscenza della reale natura del progetto. Solo ora gli amministratori locali sembrano prendere coscienza di cosa é stato effettivamente presentato loro. Dunque, é chiaro che un progetto di questa portata in grado, come afferma la stessa regione, di apportare una devastazione di vasta portata al territorio umbro (e non solo), non é stato affatto condiviso con la gente, come invece é necessario per queste opere.
E´ per questo che i comitati e le associazioni hanno chiesto e chiedono, previa verifica della effettiva utilità dell’ opera, il rifacimento del progetto, e l‘ individuazione di un tracciato realmente alternativo, meno impattante, meno costoso, sostenibile. Questo progetto infatti, di sostenibile non ha nulla, dati gli impatti sul paesaggio, nei fiumi, nei boschi, sulla flora e sulla fauna selvatica, con la probabile estinzione, nei nostri territori, di alcune specie importanti, che forse é qualcosa di piú che una semplice possibilitá. Ricordiamo anche e sopratutto le ricadute negative che avrà nelle attività turistiche e nelle proprietà private.
Confidiamo comunque che l’Assessore Bottini e la Stessa Regione Umbria sappiano difendere i cittadini, i loro beni, i loro diritti, il territorio e un ambiente naturale ancora integro dalle “pressioni forti dei poteri forti“ e intervengano nelle sedi preposte per la predisposizione di un nuovo progetto, forti della convinzione e consapevolezza che nessuno puo permettersi di decidere ed operare contro i cittadini.

mercoledì 23 gennaio 2008

21 GENNAIO A PIETRALUNGA

Erano in corsi dei lavori di “sondaggio” del terreno da parte di una ditta subappaltatrice della SNAM. Pare che la trivella dovesse arrivare a 120 mt di profondità (un po’ strano per un sondaggio conoscitivo). Il proprietario, venuto a conoscenza della vera natura del sondaggio e più in generale della natura ed entità del gasdotto Brindisi Minerbio, ha ritirato il proprio permesso per l’esecuzione del lavoro. E’ quindi intervenuto il consigliere comunale di minoranza Gialuca Ortali, che dopo essersi consultato con il proprietario e aver ricevuto l’appoggio del Sindaco, si è recato sul posto per verificare le generalità degli operatori della ditta. Generalità che non corrispondevano a quelle indicate sul decreto prefettizio. A questo punto il consigliere ha consigliato alla ditta di togliere rapidamente le tende e in poco tempo le trivelle sono state smontate e il cantiere completamente disarmato.
La decisione con la quale è intervenuto un membro del consiglio comunale di Pietralunga dà comunque la misura di quale sia lo stato d’animo di molti cittadini di fronte all’atteggiamento impositivo della SNAM e di alcuni organi istituzionali. Questi tentativi delle ditte subappaltatrici della SNAM di avvantaggiarsi sui tempi, in maniera non sempre ortodossa, contribuiscono comunque ad alimentare la tensione tra i cittadini che temono danni ingenti all’ambiente naturale e l’affossamento del turismo, con danni consistenti sull’occupazione e sull’economia legata a questo settore, che nelle aree appenniniche è in costante incremento.
Il modo in cui SNAM gestisce la questione, dimostra la vera natura di questa “grande opera”.
SNAM, in nome di un presunto interesse generale, cerca di far passare il proprio interesse in ogni modo distruggendo l’ambiente (persino i boschi ad alto fusto all’interno delle aree SIC / ZPS) con la pretesa di “mettere tutto a posto in un anno o due”.
LA VICENDA DIMOSTRA CHE CI SI PUO’ OPPORRE AL GIGANTE SNAM . LE LEGGI VALGONO PER TUTTI E SI POSSONO FAR RISPETTARE COME HANNO DIMOSTRATO IL SINDACO SBORZACCHI, IL CINSIGLIERE ORTALI ED IL PROPRIETARIO DEL TERRENO COINVOLTO.