martedì 17 novembre 2009

comunicato stampa del 16/11/09 Comune di Gubbio

Il sindaco Orfeo Goracci e l’assessore all’Ambiente Lucio Panfili tornano sulla questione del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio, con la seguente comunicazione:

«Nelle ultime settimane è continuato il confronto tra i tecnici della SNAM e l’amministrazione comunale sulle questioni del tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, per il tratto che attraversa il territorio del Comune di Gubbio. Dopo le modifiche introdotte per ridurre l’interferenza col bacino del torrente Saonda nella zona est in prossimità della confluenza col fiume Chiascio, sono state prese in esame altre due problematiche: la compatibilità del tracciato con le previsioni urbanistiche nella zona dell’ex vivaio regionale, a fondo valle in prossimità della strada provinciale bivio S. Martino in Colle, e la necessità di una verifica più dettagliata del passaggio in aree a rischio idrogeologico nella zona ovest fino al confine con il Comune di Pietralunga. Oltre a ciò, per quest’area confermiamo l’indicazione di individuare un tracciato che percorra corridoi già compromessi da infrastrutture esistenti (strade, elettrodotti, ecc.), scegliendo la direttrice della S.S. 219 da Mocaiana – Pierantonio per giungere alla direttrice della E 45. In esito a dette verifiche, SNAM procederà alla formulazione di una nuova ipotesi di tracciato che verrà necessariamente sottoposta alla valutazione del Consiglio Comunale. Tutto ciò al fine di ridurre al minimo gli impatti che, in caso di realizzazione, questa opera può produrre sul nostro territorio. Restano aperte le grandi questioni che riguardano questa opera: la sua strategicità, le politiche in campo energetico a livello nazionale ed europeo, gli impatti complessivi sulla dorsale appenninica con particolare riferimento a zone di assoluta importanza ambientale per la loro specificità e per la oggettiva impossibilità di ripristino e riambientamento dei luoghi naturali. Su questo versante confermiamo la netta opposizione dell’amministrazione comunale al progetto, ritenendo dannosa la strategia prevista dal governo Berlusconi di utilizzare la penisola italiana come piattaforma di arrivo dei metanodotti provenienti dall’Africa e dall’ Europa Orientale per approvvigionare il mercato del nord Europa col risultato di imporre grandi sacrifici ambientali ai territori coinvolti. I recenti accordi stipulati dal Presidente del Consiglio col suo amico Putin confermano il disegno di realizzare altri gasdotti da far arrivare in Italia non per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, già ampiamente assicurato dalla attuale rete e diversificato su più fonti, ma per produrre profitti alle aziende amiche sia nella realizzazione delle opere che nella vendita del metano. Il nostro sforzo continua anche nel sostegno al lavoro di informazione sul progetto per accrescere la consapevolezza delle forze politiche e dei livelli istituzionali sulla portata e la rilevanza dell’opera che non è accettabile possa essere gestita come l’ennesimo intervento calato dall’alto sulla testa e sulla vita delle comunità locali. »

lunedì 26 ottobre 2009

CORRIERE ADRIATICO 25 ottobre

Rigassificatore, no della Riviera
I sindaci uniti: “Garanzie insufficienti e rischio danni al turismo”

Riviera del Conero Rigassificatore tra Porto Recanati e il Conero? Dalla riviera arriva un “no” secco. La grande struttura galleggiante sorgerà in acque internazionali, ma i Comuni interessati sono in massima allerta. Un impianto ultramoderno e sicuro – giurano i responsabili della Gaz de France – che porterà benefici in fatto energetico, eppure i Comuni non “dormono sonni tranquilli”. La questione viene proposta con fermezza, dal sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, comune, tra l’altro, pienamente integrante, con Porto Recanati, dell’associazione turistica Riviera del Conero.

“Noi sindaci dell’area a sud di Ancona e a nord di Macerata – tuona Pieroni – non ci stiamo”. Il sindaco della città mariana, che la prossima settimana vedrà i primi cittadini di Sirolo, Numana, Porto Recanati, Osimo, Castelfidardo, Potenza Picena e Civitanova, prosegue: “ Una decisione del genere non potrà essere assunta contro la volontà di cittadini e amministrazioni. Temiamo – conclude Pieroni – ripercussioni dal punto di vista turistico e ambientale”.

Il sindaco di Loreto contesta la scelta di Scossicci (tra Loreto e Porto Recanati) come punto di arrivo a terra del gasdotto di raccordo e fa notare che l’estrazione del gas, a 34 chilometri dalla costa, comporta sistemi di raffreddamento con soluzioni “che potrebbero addirittura causare l’abbassamento della temperatura ”.

I sindaci della costa non sono meno allarmati. Dice Moreno Misiti (Sirolo): “Siamo assolutamente contrari, perché il rigassificatore ci risulta essere realizzato con tecnologie moderne che non danno garanzie”. A Sirolo, anche l’opposizione in consiglio comunale, con Leonardo Orazi, si è detta contraria. Rincara la dose il sindaco di Numana, Marzio Carletti: “Pur con tutte le garanzie, il rigassificatore rischia di passarci sopra la testa, senza il nulla osta delle comunità locali. Poi, inutile girarci attorno, sarebbe per noi un danno d’immagine e all’economia turistica. Chiediamo una discussione pubblica – conclude – in cui la popolazione possa essere informata nei dettagli”.

BRUNO ORLANDINI

giovedì 15 ottobre 2009

IL SOLE 24 ORE 13 ottobre 09

di J. Giliberto Il gas prima mancava adesso è troppo. Il calo della domanda di energia in tempi di crisi ha ridotto i consumi di metano, ma non le forniture: ora in Italia ce n'è troppo. Quest'anno avremo in eccesso forse una decina di miliardi di metri cubi che non si sa dove piazzare.

Gli stoccaggi sono gonfi, i rigidi contratti internazionali takeor-pay costringono a pagare anche il gas non consumato, i gasdotti marciano a mezza potenza. Una situazione nuova, che apre nuovi scenari. Proprio in questi giorni la società austriaca che possiede il metanodotto che arriva dalla Russia, che è sempre strapieno, ha pubblicato un bando a dir poco inedito: c'è spazio per esportare metano dall'Italia verso l'Europa centrale. Chi è interessato si faccia sotto, un cliente lo dovrebbe trovare di sicuro in Ucraina, paese cronicamente a corto di metano. Troppa offerta, poca domanda. Stando alle regole del mercato, dovrebbe dettar legge il consumatore.

E' proprio così? Qualche vantaggio si intravvede per gli acquirenti industriali; più difficilmente le famiglie vedranno calare le loro bollette. Dopo anni di forte crescita,seguiti da una fase di stabilizzazione intorno a 8 miliardi di metri cubi, nel 2009 per la prima i consumi di gas crollano: nel periodo gennaio-agosto il calo è del 12% mentre in settembre rileva l'Anigas l'Italia ha bruciato 5.154 milioni di metri cubi di metano, il 9,2% in meno rispetto allo stesso mese del 2008. A meno di un'improbabile, repentina inversione di tendenza, a fine anno la riduzione sarà di 8-8,5 miliardi di metri cubi. Colpa della crisi economica, che ha ridotto la domanda industriale di metano e di elettricità (al 57% prodotta bruciando metano).


Il surplus si accompagna con un irripetibile momento di grande espansione della capacità di importazione del combustibile: a giorni sarà inaugurato il nuovo rigassificatore di Rovigo (importerà via nave 8 miliardi di metri cubi di gas in più ), è in servizio da mesi il potenziamento del metanodotto che viene dall'Algeria (6, miliardi) e sta per entrare nel vivo il potenziamento del gasdotto dalla Russia (altri 6, miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas). In tutto, una ventina di miliardi di metri cubi in aggiunta alla capacità di importazione. Gli stoccaggi di metano, vecchi giacimenti vuoti che vengono riempiti per assecondare l'incostanza dei consumi, sono colmi all'inverosimile e il clima mite non fa pensare a una domanda extra. Per Davide Tabarelli, direttore di Nomisma Energia, non ci sono dubbi: «Questo è un caso classico di bolla del gas.

Il mercato non è più nelle mani dei venditori, ma dei compratori». Una situazione inedita, che sta provocando reazioni altrettanto inedite. Non tanto sui prezzi, purtroppo: per le famiglie le tariffe del gas sono fissate dall'Autorità per l'energia e benché la bolletta sia più leggera dell'anno scorso restano legate alle quotazioni petrolifere. Qualche opportunità di risparmio in più , almeno in teoria, è per le imprese, che posson rifornirsi sui mercati spot a prezzi dimezzati ma soltanto all'estero, perché in Italia il Punto di scambio virtuale non è ancora abbastanza liquido. Qualche scossone si sta verificando. Un segnale significativo è l'inversione del flusso del Tag:una parte della capacità del gasdotto, normalmente utilizzato per importare gas, è stata messa a disposizione fino a ottobre 2010 per esportare dall'Italia. «Un primo vagito dell'hub energetico dice Tabarelli che l'Italia aspira a diventare».


martedì 16 giugno 2009

Il Messaggero 14 giugno