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mercoledì 21 settembre 2011

Regione Umbria/ in Commissione il tracciato del Gasdotto “Rete Adriatica”

PERUGIA - Il tracciato del metanodotto 'Rete adriatica' in via di realizzazione da parte della societa' 'Snam rete gas', che dovrebbe attraversare il territorio umbro nei due tronconi Sulmona-Foligno (43 chilometri) e Foligno-Sestino (82 chilometri), e' stato al centro dell'audizione convocata dal presidente della Seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni, svoltasi questa mattina a Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio regionale dell'Umbria cui hanno partecipato rappresentanti della Snam, di associazioni, comitati e dell'assessorato regionale all'ambiente.
L'incontro e' stato aperto da Antonio Caffarelli e Agostino Limonata (Snam), che si sono soffermati sugli effetti positivi dell'infrastruttura per l'economia e per la produzione energetica.
Secondo quanto da loro riferito il progetto avrebbe raccolto il parere positivo di 8 delle 10 regioni attraversato dall'opera, mentre due non si sarebbero espresse affatto. Le osservazioni di cittadini, associazioni ed enti locali sarebbero state ascoltate, portando anche a varianti e modifiche del progetto iniziale. Il 45 per cento del tracciato, inoltre, sarebbe stato realizzato nelle aree di rispetto di gasdotti gia' esistenti, per ridurre il consumo del territorio.
Caffarelli e Limonata hanno poi parlato di pericolosita' sismica del gasdotto "minima", dato che "le tubature sono state testate e studiate per resistere ai terremoti e gli eventi sismici piu' importanti non avrebbero mai danneggiato i gasdotti esistenti".
Nessuna delle affermazioni della societa' e' stata risparmiata da Aldo Cucchiarini e Stefano Luchetti del 'Comitato interregionale no tubo', che si oppone alla realizzazione del gasdotto sul tracciato prescelto dall'azienda. Il corridoio scelto, secondo loro, sarebbe il peggiore possibile, dato che attraverserebbe decine di fiumi e corsi d'acqua, comporterebbe un impatto ambientale notevole a causa degli scavi profondi e della necessita' di predisporre piste di accesso per i mezzi pesanti.
Sempre secondo il comitato, inoltre, verrebbero intaccate le zone piu' integre della regione, delle 'sorgenti di biodiversita'' e degli habitat importantissimi per la fauna selvatica. Il metanodotto sarebbe poi posato in zone a rischio idrogeologico e sismico, senza alcuna simulazione sugli effetti di una esplosione dovuta alla rottura del tubo.
Sugli aspetti negativi del tracciato si e' soffermato anche Francesco Biondi, del Club Alpino Italiano, secondo il quale "sarebbero stravolti corsi d'acqua e falde, il ripristino ambientale in alcune zone montane sarebbe difficilissimo, la trincea su cui poggerebbe il tubo andrebbe a captare tutte le acque meteoriche e ci sono ancora troppe incognite non chiarite".
Per il WWF e' intervenuta Antonella Pulci, rimarcando che la perdita di biodiversita' che potrebbe essere causata dal gasdotto si scontra con l'attivita' di promozione e valorizzazione dei parchi e e delle aree protette portata avanti dalla Regione Umbria.

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