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mercoledì 2 marzo 2011

UMBRIA: IDV, PERCORSO GASDOTTO SNAM A GRANDE IMPATTO AMBIENTALE

Perugia, 1 mar
''Il gasdotto Rete Adriatica e' un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilita' geologica e sismica. Il tracciato, cosi' come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera.

Per questo chiediamo che la Giunta regionale segua l'esempio della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio e presenti subito il ricorso alla Commissione europea affinche' tutte le normative del caso siano rispettate nella progettazione di un'opera di grande importanza''. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale dell'Umbria, e Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale, annunciano di aver inviato a tutti i gruppi di maggioranza il testo di una mozione per rivedere il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio e contemporaneamente appoggiare il ricorso alla Commissione europea, al fine di valutare se tutte le procedure tecniche del caso sono state rispettate.

''Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico - aggiungono - nella regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce come mai la valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato senza prendere in considerazione l'intera opera che, va ricordato, attraversera' gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, un'area a rischio sismico e idrogeologico. A nostro avviso e' opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici''. ''Leggendo le carte del progetto - continuano Dottorini e Brutti - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria.

Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinche' tutte le procedure autorizzative di un'opera talmente invasiva siano rispettate e che vengano realizzate le valutazioni di impatto ambientale, coinvolgendo le comunita' locali interessate per scegliere i tracciati meno impattanti e piu' sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi della comunita' regionale''.


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