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venerdì 18 gennaio 2013

comunicato stampa dei comitati cittadini per l'ambiente sul pronunciamento del Collegio per le Garanzie Statutarie della regione Abruzzo in merito al gasdotto / centrale della Snam.


Agli Organi di Informazione


IL COLLEGIO REGIONALE PER LE GARANZIE STATUTARIE DA' PIENAMENTE RAGIONE AL MOVIMENTO ANTIGASDOTTO.   LA SNAM RISPETTI LE LEGGI E LA VOLONTA' DELLE ISTITUZIONI.

Il Collegio regionale per le garanzie statutarie dà pienamente ragione al movimento antigasdotto e boccia il settore Energia e il Governo della Regione Abruzzo.
Il parere emesso dal collegio è molto chiaro : la convocazione della Conferenza dei Servizi per autorizzare l'esercizio (A.I.A.) della centrale Snam prevista a Sulmona è una forzatura sul piano giuridico ed istituzionale. Esiste un evidente contrasto con  la L.R. n.28 del 19 giugno 2012 che non consente la realizzazione di grandi metanodotti, con annesse centrali, in aree altamente sismiche e con il Piano regionale per la tutela della qualità dell'Aria il quale stabilisce che gli impianti con emissioni in atmosfera possono essere realizzati solo all'interno di aree industriali.
Il parere del Collegio evidenzia inoltre, nel procedimento avviato dal settore Energia, non solo l'illogicità ma anche il contrasto con la legislazione statale : non è possibile autorizzare le emissioni in atmosfera di una centrale di compressione che non solo non esiste ma che non è stata, al momento, neppure autorizzata. Il Collegio di garanzia censura anche il comportamento della Giunta regionale che, a fronte di precise norme di legge e di due risoluzione del Consiglio contrarie al progetto della Snam, è rimasta totalmente inerte. Le risoluzioni, si afferma nel parere, "non possono essere ridotte a valutazioni meramente interne" (in questo senso si era espressa la responsabile del settore Energia della Regione Iris Flacco) ma "pongono un vincolo politico-istituzionale sugli organi di governo destinatari delle risoluzioni medesime. Il vertice politico del relativo settore amministrativo deve fornire indicazioni coerenti con quanto deliberato dal Consiglio Regionale. Le risoluzioni non possono essere completamente disattese pena la trasmissione ai cittadini di uno svuotamento completo dell'istituto della rappresentanza politica". 
Nel parere del Collegio si formulano rilievi anche alla Valutazione di Impatto Ambientale nazionale, in quanto si dà via libera all'opera pur riconoscendone le elevate criticità e le evidenti carenze progettuali relative  ai rischi che essa comporta.
Il Collegio regionale per le garanzie statutarie, quindi, riconosce come  pienamente valide le contestazioni che il movimento antigasdotto, e i comitati cittadini per l'ambiente in particolare, hanno sempre mosso nei confronti del devastante progetto Smam e delle anomale procedure seguite da organismi tecnici sia nazionali che regionali.
Ci aspettiamo, adesso, che la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell'A.I.A. (inizialmente convocata per il 20 dicembre e poi rinviata al 31 gennaio) venga sconvocata; e che la Giunta regionale non perda altro tempo nel dare esecutività alle risoluzioni del Consiglio Regionale, negando l'intesa con lo Stato.
La Snam, anzichè prodigarsi nell'ennesimo comunicato-fotocopia  dovrebbe fare una cosa sola : rispettare le leggi e la volontà delle Istituzioni che a tutti i livelli (Camera dei Deputati, Regioni, Province e Comuni) hanno espresso un chiaro e motivato "no" al metanodotto "Rete Adriatica" e alla centrale di compressione di Sulmona.
Il metanodotto e la centrale, dice la Snam, hanno una "valenza strategica". E' vero : non per i cittadini, però, ma per i profitti della stessa  Snam e dell'Eni in quanto l'opera ha una finalità prettamente commerciale, cioè rivendere il gas importato ad altri Paesi europei. L'Italia ha già oggi un surplus di infrastrutture per il trasporto energetico e i consumi interni di gas, peraltro in calo, sono ben al di sotto della capacità della rete di trasporto. Perciò la Snam si astenga dal ripetere la favola secondo cui il metanodotto "Rete Adriatica" serve al fabbisogno energetico dell'Italia perché non convince nessuno. Quanto alla scelta del tracciato è la stessa società proponente ad affermare, nei documenti  da essa prodotti, che quello del "Sulmona - Foligno"  è uno dei tratti più critici dell'intero progetto. Anche le centrali nucleari in Giappone erano considerate supersicure. Poi c'è stato il disastro di Fukushima. La Snam spieghi come mai, l’11 febbraio 2010, a Tarsia in Calabria, un suo metanodotto è esploso a causa di uno smottamento di terreno. Proprio in merito alla sicurezza sismica la Commissione nazionale VIA ha dovuto riconoscere che gli studi di dettaglio sulla sismicità non potranno eliminare ma solo "ridurre la vulnerabilità della condotta". Quindi il pericolo esiste e ricade tutto sulle popolazioni dei territori attraversati dal metanodotto, mentre i vantaggi sono solo della Snam. Riuscirà mai la Snam a comprendere che la sicurezza dei cittadini e la tutela della salute vengono prima, ma molto prima, della ricerca del profitto? 
Sulmona 18 gennaio 2013
                                                                                                                      Comitati cittadini per l’ambiente

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