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lunedì 3 gennaio 2011

Apecchio – Cagliari

E’ stato inviato il 29 Dicembre 2010 alla Commissione Europea un nuovo Ricorso contro il progetto Snam del Gasdotto Appenninico Brindisi Minerbio, sottoscritto dal Comune dell’Aquila (Delibera 455 del 15/12/2010) e dal Comune di Città di Castello (Delibera 192 del 28/12/2010) insieme al Gruppo d’Intervento Giuridico.
Spezzettato il progetto in cinque tronconi, pur essendo un unico progetto funzionale, non è stato sottoposto a un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A., né alla procedura di valutazione ambientale strategica – V.A.S. come invece previsto dalle Normative comunitarie.
Questa ragione, assieme al rischio di distruzione ambientale dovuta alla “grande valenza naturalistico-ambientale del territorio attraversato dal Metanodotto”, ai pericoli legati all’attraversamento di territori a vincolo idrogeologico e soprattutto al fatto che, come si evince da Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani 2004 (CPTI04) redatto dal Gruppo di lavoro CPTI 2004 dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dal DataBase Macrosismico Italiano 2008 (DBMI08, INGV), “il gasdotto e la centrale di compressione di Sulmona si verrebbero a trovare in un territorio ad elevata pericolosità sismica, sia
dal punto di vista della frequenza di eventi che dei valori di magnitudo” ha spinto le suddette amministrazioni a sottoscrivere il Ricorso.

Assieme alle amministrazioni sono oltre un Migliaio, i cittadini di varie parti d’Italia (soprattutto Abruzzo,Umbria e Marche) che per le stesse ragioni, preoccupati da progetti distruttivi per i loro territori, presentati senza il pubblico coinvolgimento, hanno inoltrato analoghi ricorsi in sede comunitaria.
Associazioni, Comitati, Enti locali, Associazioni Ambientaliste e non si sono già rivolti (25 giugno 2010) alla Commissione europea denunciando la palese violazione delle normative comunitarie in materia, interrogazioni parlamentari sono state presentate al Parlamento europeo, al Senato e alla Camera da parte del Partito Democratico,
dell’Italia dei Valori e dei Radicali.
La Commissione europea ha già aperto una procedura di accertamenti.

Distinti saluti

p. Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
dott. Stefano Deliperi

p. Comitato No Tubo
Matteo Ottaviani

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