Puoi contattarci QUI

ABBIAMO BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO

SERVONO FINANZIAMENTI PER I RICORSI! QUALSIASI DONAZIONE E' IMPORTANTE.
Di seguito il codice IBAN per una vostra donazione...


IT73A0359901899050188528865

sabato 24 novembre 2012

mercoledì 21 novembre 2012


Il Comunicato Stampa con cui la Regione Puglia ha detto No a Settembre 2012 alla costruzione nel suo territorio del Gasdotto Internazionale TAP (il cui gas dovrebbe poi passare per il gasdotto Brindisi Minerbio).
Presentiamo anche la delibera del comune di Meledugno (interessantissima da leggere per il suo contenuto) con cui si nega in maniera chiara e senza equivoci l'autorizzazione alla costruzione nel loro territorio del medesimo gasdotto TAP.
Un bellissimo esempio in difesa del territorio.


DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE DI MELENDUGNO DEL 29-2-12 APPROVATA ALL'UNANIMITA'
 ---------------------------------------------------------------------------------------
Proposta congiunta dei gruppi consiliari avente ad oggetto: “GASDOTTO TAP - DINIEGO DI AUTORIZZAZIONI, NULLAOSTA, PARERI, VARIANTI URBANISTICHE DI COMPETENZA DEL COMUNE DI MELENDUGNO”.


PREMESSO

— che la società privata Trans Adriatic Pipeline (TAP)
ha in animo di realizzare un gasdotto per il trasporto di gas metano estratto
dal giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan;

- che
l’ipotesi progettuale prospettata dai rappresentanti del consorzio Tap - se
originariamente prevedeva di veicolare il gas direttamente nella zona
industriale costiera di Brindisi attraverso un percorso completamente via mare
- nella nuova formulazione prevede che la imponente infrastruttura energetica,
dopo un percorso off shore nel mare
Adriatico, dall’Albania approdi sulla costa di San Foca in località “Punta
Cassano”, per poi proseguire nell’entroterra melendugnese, sino ad un impainto di depressurizzazione e di
misurazione fiscale;

— che, peraltro, accanto ed alternativamente
all’ipotesi progettuale sopra richiamata, sussiste altro progetto di gasdotto
proveniente dai medesimi giacimenti, ma con approdo nel tratto costiero
ricadente nel Comune di Otranto;

— che il progetto da ultimo richiamato è ancora
potenzialmente realizzabile, seppur, si ribadisce, in maniera alternativa e non
cumulativa al “progetto TAP”;

CONSIDERATO

— che Melendugno è un Comune a forte vocazione
turistica, conosciuto ed apprezzato oltre che per le ricchezze storiche,
artistiche ed archeologiche dell’entroterra, anche e soprattutto per un lungo
tratto di costa suggestivo ed incontaminato, per merito del quale lo stesso
Comune è stato più volte insignito negli ultimi anni della Bandiera Blu
d’Europa e di altri importanti riconoscimenti ambientali e turistici;

— che, pertanto, l’attraversamento del territorio del
Comune di Melendugno ad opera di un gasdotto, mal si concilia, ovvero contrasta
inevitabilmente, con la predisposizione naturale del territorio medesimo ad una
fruizione turistico-balneare come quella appena richiamata, nonché con
l’interesse della comunità ivi residente all’incremento dello sviluppo
turistico-ricettivo e delle attività, non solo commerciali o di natura
economica, ad esso collegate o comunque connesse;

— che, oltretutto, la presenza di una simile
infrastruttura potrebbe provocare un serio nocumento all’immagine dei luoghi in
oggetto, con possibili ripercussioni negative sui flussi turistici;

RITENUTO

— che lo sviluppo socio-economico, conseguito con
impulso sempre maggiore dal territorio melendugnese nel corso degli ultimi
decenni, basato prevalentemente sullo “sfruttamento” delle proprie potenzialità
naturali, prime fra tutte il mare incontaminato, gli arenili, le scogliere ed
il clima mite, ha un’importanza strategica nel progresso non solo economico, ma
anche sociale e culturale della comunità residente, e che la preservazione di
questi “interessi”, unitamente alla tutela di tutto ciò che ne costituisce la
fonte, non può essere compensata con alcuno indennizzo e/o contropartita di
tipo economico;

— che, l’Amministrazione Comunale, interpretando il
sentimento della popolazione da essa rappresentata e facendosi parte attiva
nella promozione delle istanze espresse dai cittadini, dalle associazioni e
dagli operatori economici, intende esprimere, come in effetti con la presente
mozione esprime, 

la propria netta contrarietà all’ipotesi progettuale della società TAP di realizzazione di un gasdotto, nella parte in cui prevede l’approdo ed il conseguente
attraversamento del territorio comunale di Melendugno ad opera

dell’infrastruttura in oggetto.

— che, d’altro canto, l’Amministrazione Comunale non
può esimersi dall’esprimere viva preoccupazione in ordine alla potenziale
allocazione di altro gasdotto, sebbene in alternativa a quello appena citato,
in un territorio attiguo a quello melendugnese come il Comune di Otranto, ad
esso naturalmente ed inscindibilmente connesso.

— visto l’art. 1 commi 2 e 3 dello Statuto del Comune
di Melendugno, il quale dispone che: “
Nella cura degli interessi della Comunità gli Organi del Comune assicurano la promozione
dei valori culturali, sociali ed economici che costituiscono il suo patrimonio
di storia e di tradizioni… Curano, proteggono e accrescono le risorse
ambientali e naturali che caratterizzano il territorio ed assumono iniziative
per renderle fruibili dai cittadini, per concorrere all’elevazione della loro
qualità di vita”.


VISTO
—  che i gruppi
consiliari di maggioranza e di opposizione, nonché il Presidente del Consiglio
Comunale, hanno presentato sull’argomento in oggetto mozioni aventi nella sostanza
lo stesso tenore e la stessa manifestazione di volontà di impedire la
realizzazione del gasdotto TAP sul territorio comunale di Melendugno;

— che è volontà di tutti i consiglieri comunali di
addivenire ad un deliberato unitario e condiviso e che, pertanto, si ravvisa
l’opportunità di ritirare le rispettive proposte e di giungere ad una posizione
unanime che rispecchi la volontà della popolazione.

Tanto premesso e considerato, si propone di deliberare
quanto segue:


“Il Consiglio Comunale delibera di impegnare gli
organi comunali, per quanto di rispettiva competenza, a negare, nel rispetto
delle vigenti disposizioni di legge, sia direttamente sia nelle conferenze dei
servizi che saranno eventualmente convocate nel corso del procedimento
autorizzatorio, qualsiasi concessione, parere, autorizzazione o nullaosta
comunque denominati, relativi alla realizzazione del gasdotto proposto dal
Consorzio TAP (Trans Adriatic Pipeline) sul territorio del Comune di
Melendugno.



Il Consiglio Comunale si impegna altresì a non
deliberare alcuna variante urbanistica che consenta la realizzazione della
predetta infrastruttura energetica e dei relativi impianti e stabilimenti in
zone agricole sottoposte a vincolo paesaggistico e comunque in zone con
destinazione urbanistica non conforme al carattere industriale delle opere da
realizzare.



Il Consiglio Comunale esorta altresì la Regione Puglia
ad esercitare la massima vigilanza affinché un territorio di chiara vocazione
turistica ed ambientale, insignito di importanti riconoscimenti ambientali e
turistici (bandiera blu d’Europa, 4 vele Legambiente), peraltro posto a ridosso
dell’area naturalistica Oasi Nazionale delle “Cesine” non venga trasformato in
area industrializzata.



Dispone che
la presente delibera venga trasmessa al Presidente del Consiglio e Ministro
all’Economia e alle Finanze, Professor Mario Monti,  al Ministro all’ Ambiente e alla
Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini;  al Ministro ai Beni e
Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi; al Ministro alla Salute, Renato Balduzzi;
al Ministro alla Coesione territoriale, Fabrizio Barca; al Ministro allo
Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, al Ministro
alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania; alla Regione
Puglia: Presidente Nichi Vendola, Assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro;
Assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente; Assessore
all’Agricoltura Dario
Stefano; ARPA Puglia -Agenzia Regionale per la Prevenzione e
l’Ambiente, e al suo direttore Prof. Giorgio Assennato; Alla Provincia di
Lecce; ai sindaci di Vernole, Castrì di Lecce, Lizzanello, Cavallino, San
Donato di Lecce;  Alla Capitaneria di Porto di Otranto”.



domenica 18 novembre 2012

Il Movimento 5 Stelle sta col Notubo


” Il Movimento 5 Stelle Sulmona - Valle Peligna  e Movimento 5 Stelle di Perugia con il presente comunicato aderiscono e sostengono totalmente la battaglia che comitati, associazioni, e liberi cittadini stanno conducendo da diversi anni contro l’insediamento nei nostri territori del  mega-gasdotto Brindisi-Minerbio (tratto Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino).
Nel programma del Movimento, le tematiche ambientali hanno una importanza rilevante e, pertanto, si intende contrastare tutte quelle grandi opere, come questa, il cui fine è la sottrazione e la modifica del patrimonio naturalistico senza alcun beneficio per i territori attraversati e per le popolazioni residenti, con ulteriore impoverimento e danni alle economie locali e rischio per l’incolumità per l’elevata sismicità dei territori attraversati.
Continueremo, pertanto, a seguire con interesse la vicenda ed i suoi sviluppi”.

Michele Pietrelli 

giovedì 18 ottobre 2012

IL GOVERNO PRESENTA LA NUOVA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE – AL VIA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA

LINK QUI

Al centro della nuova strategia costi dell’energia e ambiente

Roma, 16 ottobre 2012 - Riduzione dei costi energetici, pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale, maggiore sicurezza di approvvigionamento e sviluppo industriale del settore energia.

Sono questi gli obiettivi del documento di strategia energetica che il Ministro dello Sviluppo economico delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera ha presentato oggi al Consiglio dei Ministri. La modernizzazione del settore energia rappresenta un elemento cardine dell’Agenda per la crescitasostenibile del Governo. A oltre vent’anni dall’ultimo Piano Energetico Nazionale, questo documento di programmazione e indirizzo era molto atteso dal settore.

Nel corso delle prossime settimane il Governo si propone di avviare un ampio dibattito pubblico e di confrontarsi apertamente su queste scelte con tutte le parti interessate (a tal proposito, è stata predisposta una consultazione on-line sul sito web del Ministero attiva da oggi), in modo da giungere entro circa due mesi alla definizione di obiettivi, scelte di fondo e azioni prioritarie quanto più possibile condivisi, nell’interesse generale del Paese. 

Le azioni proposte nella strategia energetica – che guarda al 2020 come principale orizzonte di riferimento – puntano a far sì che l’energia non rappresenti più per il nostro Paese un fattore strutturale di svantaggio competitivo e di appesantimento del bilancio familiare, tracciando un percorso che consenta al contempo di mantenere e migliorare i nostri già elevati standard ambientali e di sicurezza, grazie a investimenti consistenti attesi nel settore.

La realizzazione della strategia proposta consentirà un’evoluzione graduale ma significativa del sistema ed il superamento degli obiettivi europei 20-20-20, con i seguenti risultati attesi al 2020 (in ipotesi di crescita economica in linea con le ultime previsioni della Commissione Europea):

Allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei per tutte le fonti energetiche: elettricità, gas e carburanti.
Riduzione di circa 14 miliardi di euro/anno di fattura energetica estera (rispetto ai 62 miliardi attuali), con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero, grazie a efficienza energetica, aumento produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e maggiore produzione di risorse nazionali.
180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, sia nella green e white economy (rinnovabili e efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi). Si tratta di investimenti privati, in parte supportati da incentivi, e previsti con ritorno economico positivo per il Paese.
Riduzione di circa il 19% di emissioni di gas serra, superando gli obiettivi europei per l’Italia pari al 18% di riduzione rispetto alle emissioni del 2005.
20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (rispetto al circa 10% del 2010). Sui consumi primari energetici l’incidenza equivale al 23%, mentre si ha una riduzione dall’86 al 76% dei combustibili fossili. Inoltre, ci si attende che le rinnovabili diventino la prima fonte nel settore elettrico, al pari o superando leggermente il gas, rappresentando il circa 36-38% dei consumi (rispetto al 23% del 2010).
Riduzione di circa il 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 (ovvero, -4% rispetto al 2010), superando gli obiettivi europei di -20%, principalmente grazie alle azioni di efficienza energetica.
Questi risultati saranno accompagnati da benefici in termini di crescita economica ed occupazione primariamente per effetto del recupero di competitività nei settori a più elevata incidenza di consumi elettrici e di gas, del risparmio di risorse attualmente utilizzate per l’importazione di combustibili, degli importanti investimenti nel settore energetico e nell’indotto, e del rilancio della ricerca e dell’innovazione nel settore. 

Per il raggiungimento di questi risultati la strategia si articola in sette priorità con specifiche misure concrete a supporto avviate o in corso di definizione:

La promozione dell’Efficienza Energetica, strumento ideale per perseguire tutti gli obiettivi sopra menzionati, per la quale si prevede il superamento degli obiettivi europei.
La promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa e con prezzi ad essa allineati, e con l’opportunità di diventare il principale Hub sud-europeo.
Lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali intendiamo superare gli obiettivi europei (‘20-20-20’), contenendo al contempo l’onere in bolletta.
Lo sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, efficiente (con prezzi competitivi con l’Europa) e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile.
La ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità del servizio.
Lo sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti benefici economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale.
La modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i nostro processi decisionali.
Le priorità assegnate all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e all’uso sostenibile di combustibili fossili richiedono la ricerca e lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia. 



2.    Mercato competitivo del gas e Hub sud-europeo
Lo sviluppo di un mercato competitivo ed efficiente del gas e l’opportunità di diventare il principale ‘hub’ sud europeo sono elementichiave per consentire al Paese di recuperare competitività e migliorare il suo profilo di sicurezza. Le scelte di fondo sono mosse dall’esigenza di allineare i prezzi nazionali a quelli dei principali Paesi europei, garantire la sicurezza e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e creare un mercato liquido e competitivo, pienamente integrato con il mercato e la rete europea, consentendo all’Italia di diventare un paese di interscambiocon l’Europa (offrendo anche servizi a valore aggiunto) e di transito dalle fonti di approvvigionamento del Sud/Sud-Est.

Gli obiettivi principali sono quindi: la riduzione del differenziale di prezzo – nel 2011 pari a 5,7 euro/MWh (-20%) – con i mercati nord europei, e l’incrementodel margine di sicurezzadel sistema in situazioni di emergenza. 

Per raggiungere tali obiettivi, il quadro normativo, regolatorio e infrastrutturale nazionale dovrà evolvere significativamente. In particolare, gli interventi proposti includono:

La promozione del pieno utilizzo dell’esistente capacità di trasporto dall’Europa verso l’Italia, attraverso un’applicazione rapida e rigorosa delle regole definite a livello europeo per la gestione delle congestioni e di allocazione della capacità transfrontaliera. In particolare, si intende promuovere il pieno utilizzo della capacità del gasdotto Transitgas.
La promozione della cooperazione tra Stati membri a livello di Regolatori, TSO e Governi al fine di evitare che possano sorgere ostacoli tariffari o di altra natura alla piena integrazione del mercato unico del gas.
La realizzazione delleInfrastruttureStrategichedi importazione (soprattutto GNL) e stoccaggio, realizzabili con garanzia di copertura dei costi di investimento a carico del sistema, per assicurare nel medio periodo sufficiente capacità di import e di stoccaggio,anche per operazioni spot.
Queste beneficeranno anche diiter autorizzativi accelerati e verranno selezionate attraverso procedure pubbliche basate su criteri trasparenti di costo-beneficio per il sistema, assicurandosi che i miglioramenti attesi in termini di competitività di prezzo e di sicurezza di approvvigionamento siano ampiamente superiori rispetto agli eventuali costi a carico del sistema; in tal senso si prevedono necessità contenute in termini di nuove infrastrutture (è in corso uno studio per definire in modo puntuale ne necessità addizionali).



Il supporto alla realizzazione di altre infrastrutture di importazione e stoccaggionon considerate strategiche, anche in regime di esenzione dall’accesso dei terzi,senza garanzia dei ricavi e contributi finanziari di natura pubblica (in particolare il gasdotto TAP). Queste infrastrutture potranno avere un ruolo chiave nella diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento.
La promozione della disponibilità di capacità di contro-flusso virtuale e fisica verso i mercati del Nord e Centro Europa, per sfruttare a pieno la nostra posizione geografica di collegamento dell’Europa con il Mediterraneo.
La definizione del regolamento per il mercato a termine, al fine di sviluppare efficacemente la borsa italiana del gas, presupposto essenziale per un mercato efficiente e liquido.
La revisione della modalità di allocazione e accesso alla capacità di stoccaggio in maniera non discriminatoria per tutti gli operatori.
La separazione proprietaria di SNAM (ormai prossima al completamento), finalizzata a creare un soggetto forte, indipendente e stabile, in grado di sviluppare nuovi investimenti sia in Italia che all’estero e garantire la piena terzietà di accesso.
La promozione dell’effettuazione delle gare per la concessione del servizio di distribuzione del gas, in modo da avere un sistema più efficiente e con minori costi.