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giovedì 8 luglio 2010
mercoledì 7 luglio 2010
Gasdotto rete adriatica, Ronconi (Udc): “Progetto gravemente impattante”
“Non sono infondate le preoccupazioni espresse circa il tragitto identificato per il nuovo gasdotto rete adriatica”. Lo sostiene il consigliere provinciale dell’Udc Maurizio Ronconi in una nota diffusa alla stampa. “E’ tempo – prosegue il consigliere - che molte comunità, associazioni, istituzioni locali umbre, particolarmente quelle che vivono lungo i crinali dell’Appennino, manifestino perplessità e contrarietà rispetto ad un tracciato del gasdotto sicuramente gravemente impattante su zone di altissimo pregio paesaggistico. Qui non ci sono steccati ideologici, ma preoccupazioni e perplessità comuni”.
UMBRIA: VERINI (PD), PER TRACCIATO GASDOTTO INTERVENGA GOVERNO
Perugia, 7 lug - ''E' necessario e urgente che ogni preoccupazione legata all'impatto ambientale nel tratto umbro-marchigiano del tracciato del metanodotto Brindisi-Minerbio venga sgomberata''. Lo ha affermato il deputato umbro del PD, Walter Verini, che ricorda come nei mesi scorsi un'iniziativa parlamentare del Partito Democratico (promotore il deputato marchigiano Massimo Vannucci) avesse trovato risposta non di chiusura, da parte del Ministro dell'Ambiente.
''In quell'occasione - ha ricordato Verini - il Ministro non sembro' indisponibile a favorire le necessarie verifiche sulle criticita' del tracciato denunciate anche dall'iniziativa del PD. Da allora, pero', nulla si e' mosso e le preoccupazioni che anche in questi giorni sono riecheggiate con forza sono da raccogliere''. ''Nessuno vuole mettere in discussione l'utilita' dell'opera, ma il tracciato proposto presenta aspetti rischiosi per l'ambiente ed il paesaggio, soprattutto nel tratto dello Appennino, con particolare riferimento ai territori dei comuni umbri di Foligno-Gubbio-Pietralunga ed a quelli marchigiani di Apecchio, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace''. ''Per questo d'intesa con il collega Vannucci torneremo a chiedere al Ministro di assumere una iniziativa netta e risoluta - ha concluso - per approfondire al piu' presto insieme con le comunita' e le istituzioni regionali e locali, con le associazioni ambientaliste e le forze sociali di quei territori ogni aspetto della questione, allo scopo di correggere quelle parti progettuali del tracciato che rischiano davvero di compromettere un equilibrio dell'ecosistema e tutti settori economici e sociali a questo collegati''.
''In quell'occasione - ha ricordato Verini - il Ministro non sembro' indisponibile a favorire le necessarie verifiche sulle criticita' del tracciato denunciate anche dall'iniziativa del PD. Da allora, pero', nulla si e' mosso e le preoccupazioni che anche in questi giorni sono riecheggiate con forza sono da raccogliere''. ''Nessuno vuole mettere in discussione l'utilita' dell'opera, ma il tracciato proposto presenta aspetti rischiosi per l'ambiente ed il paesaggio, soprattutto nel tratto dello Appennino, con particolare riferimento ai territori dei comuni umbri di Foligno-Gubbio-Pietralunga ed a quelli marchigiani di Apecchio, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace''. ''Per questo d'intesa con il collega Vannucci torneremo a chiedere al Ministro di assumere una iniziativa netta e risoluta - ha concluso - per approfondire al piu' presto insieme con le comunita' e le istituzioni regionali e locali, con le associazioni ambientaliste e le forze sociali di quei territori ogni aspetto della questione, allo scopo di correggere quelle parti progettuali del tracciato che rischiano davvero di compromettere un equilibrio dell'ecosistema e tutti settori economici e sociali a questo collegati''.
giovedì 1 luglio 2010
Comunicato stampa del Comitato di Sulmona
La Snam Rete Gas, nel suo comunicato stampa, afferma che fornirà alle comunità interessate dal metanodotto “le più ampie garanzie”.
La migliore garanzia per la popolazione coinvolta nell’opera è che la Snam rinunci al progetto e presenti serie alternative di tracciato così come prevede la legge.
La società dell’ENI spieghi, in modo dettagliato, per quali motivi un metanodotto denominato “Rete Adriatica” e progettato come raddoppio di quello che già esiste lungo la fascia costiera, dovrebbe invece passare lungo la dorsale Appenninica e cioè proprio dove le criticità di ordine sismico, ambientale e idrogeologico sono più elevate.
Secondo la Snam un metanodotto che corre lungo le principali faglie sismiche dell’Abruzzo aquilano (nonché del Lazio, dell’Umbria e delle Marche) sarebbe “sicuro”. Era “sicuro” anche il metanodotto della Snam esploso a Tarsia, in Calabria l’11 febbraio scorso a causa di uno smottamento del terreno?
Chi oggi garantisce la sicurezza di quest’opera deve assumersene pienamente la responsabilità di fronte ai cittadini del comprensorio aquilano e peligno firmando, con nome e cognome, tali attestazioni.
Non si comprende perché territori a forte rischio, e già colpiti da eventi disastrosi, anziché vedere applicato il principio di precauzione, dovrebbero essere gravati da nuovi pericoli quando esistono valide alternative.
E’ inoltre paradossale che la Snam parli di “sostenibilità” per un progetto che invece produrrà danni ingenti al patrimonio ambientale e agli habitat naturali visto che il tracciato del metanodotto insiste proprio lungo il corridoio appenninico del progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa) le cui finalità strategiche sono la tutela della biodiversità e la promozione di politiche di eco-sviluppo.
Restiamo in attesa dell’intervento della Commissione Europea in merito al ricorso riguardante le mancata applicazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e del procedimento unico di Valutazione di Impatto Ambientale ed auspichiamo che, dopo l’audizione avutasi presso il Consiglio Regionale, anche la Regione Abruzzo dica “no”ad un progetto fortemente pericoloso e dannoso.
Sulmona, 1°luglio 2010
Comitati cittadini per l’ambiente
La migliore garanzia per la popolazione coinvolta nell’opera è che la Snam rinunci al progetto e presenti serie alternative di tracciato così come prevede la legge.
La società dell’ENI spieghi, in modo dettagliato, per quali motivi un metanodotto denominato “Rete Adriatica” e progettato come raddoppio di quello che già esiste lungo la fascia costiera, dovrebbe invece passare lungo la dorsale Appenninica e cioè proprio dove le criticità di ordine sismico, ambientale e idrogeologico sono più elevate.
Secondo la Snam un metanodotto che corre lungo le principali faglie sismiche dell’Abruzzo aquilano (nonché del Lazio, dell’Umbria e delle Marche) sarebbe “sicuro”. Era “sicuro” anche il metanodotto della Snam esploso a Tarsia, in Calabria l’11 febbraio scorso a causa di uno smottamento del terreno?
Chi oggi garantisce la sicurezza di quest’opera deve assumersene pienamente la responsabilità di fronte ai cittadini del comprensorio aquilano e peligno firmando, con nome e cognome, tali attestazioni.
Non si comprende perché territori a forte rischio, e già colpiti da eventi disastrosi, anziché vedere applicato il principio di precauzione, dovrebbero essere gravati da nuovi pericoli quando esistono valide alternative.
E’ inoltre paradossale che la Snam parli di “sostenibilità” per un progetto che invece produrrà danni ingenti al patrimonio ambientale e agli habitat naturali visto che il tracciato del metanodotto insiste proprio lungo il corridoio appenninico del progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa) le cui finalità strategiche sono la tutela della biodiversità e la promozione di politiche di eco-sviluppo.
Restiamo in attesa dell’intervento della Commissione Europea in merito al ricorso riguardante le mancata applicazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica e del procedimento unico di Valutazione di Impatto Ambientale ed auspichiamo che, dopo l’audizione avutasi presso il Consiglio Regionale, anche la Regione Abruzzo dica “no”ad un progetto fortemente pericoloso e dannoso.
Sulmona, 1°luglio 2010
Comitati cittadini per l’ambiente
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