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martedì 28 aprile 2015

Comunicato stampa 27 - 2015 Sulmona

CENTRALE SNAM : LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CONVOCA UN INCONTRO A ROMA PER GIOVEDI 30 APRILE. PER I COMITATI: SIAMO ORMAI ALL'ANTICAMERA DELL'AUTORIZZAZIONE.
IL PRESIDENTE D'ALFONSO PARTECIPI PERSONALMENTE E CONTESTI SU TUTTA LA LINEA LA POSIZIONE AUTORITARIA DEL GOVERNO.

Centrale Snam ultimo atto? La presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato per giovedì 30 aprile a Roma un incontro sulla centrale di compressione Snam al quale sono stati invitati, oltre ai competenti Ministeri, la Regione Abruzzo e il Comune di Sulmona.
Sulla natura di questo incontro non ci facciamo nessuna illusione. Per il Governo è il disbrigo di una formalità, prima di emettere il provvedimento autorizzativo per la costruzione della centrale in località Case Pente di Sulmona.
A gestire la fase finale di una vicenda che dura da oltre sette anni sarà Claudio De Vincenti, che passerà a se stesso l'incartamento della Snam. Egli, infatti, nel frattempo è stato promosso sul campo : da Vice Ministro dello Sviluppo Economico a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. De Vincenti è da sempre uno dei più accesi sostenitori del progetto della Snam, al punto che, nel rispondere alle interpellanze parlamentari, non disdegna di sposare pienamente le tesi della multinazionale. L’ultimo esempio è la risposta alla senatrice Enza Blundo del M5S.
Al Governatore Luciano D'Alfonso chiediamo di "metterci la faccia" e di non continuare a defilarsi come ha fatto finora. Nell' assemblea del 22 settembre dello scorso anno al Cinema Pacifico di Sulmona D'Alfonso dichiarò che la Regione non sarebbe stata "il cameriere dello Stato", ma l'impegno del Presidente durò poco, fino al primo ottobre, quando ebbe un duro confronto proprio con De Vincenti. Da allora di D'Alfonso, sulla questione Snam, si sono perse le tracce. Pertanto auspichiamo :
1) Che il Presidente D'Alfonso intervenga personalmente all'incontro del 30 aprile e non continui a delegare al solo Assessore Mazzocca la gestione di un problema che richiede il coinvolgimento della Regione al massimo livello;
2) Che la Regione non si limiti a ribadire le motivazioni di contrarietà all’opera, attraverso il "no" all'intesa con lo Stato, ma contesti su tutta la linea il carattere autoritario e prevaricatore della posizione del Governo;
3) Che La Regione esiga che nessuna decisione venga assunta in merito alla sola centrale di compressione, stante l'arbitraria suddivisione in due parti dell'iter autorizzativo: metanodotto e centrale costituiscono infatti, come da progetto Snam, un'opera unitaria;
4) Che la Regione si batta affinchè venga sospesa ogni decisione di merito alla luce delle tante anomalie riscontrate (mancanza della Valutazione Ambientale Strategica (VAS); suddivisione in cinque V.I.A. separate anzichè V.I.A. unica; conflitti d'interessi di molti componenti della Commissione nazionale VIA , come denunciato alla Camera dal M5S), nonché della insufficienza degli studi sulla sismicità e delle misure di sicurezza (come dimostra l’esplosione di Mutignano di Pineto).
5) Che la Regione esiga dal Governo il pieno rispetto della volontà delle istituzioni democratiche, dando attuazione, in particolare, a quanto deciso dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, attraverso l'istituzione di una apposita commissione bilaterale che, nell'arco di 6 mesi, elabori soluzioni alternative sia per la centrale che per il metanodotto.
L’imposizione da parte del Governo di un’opera così devastante sarebbe un inammissibile atto di violenza! I Parlamentari, i Sindaci e la politica mettano in atto ogni iniziativa per impedire un tale scempio del territorio e della democrazia!
Sulmona, 27 aprile 2015
Comitati cittadini per l’ambiente
Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001 Email: sulmonambiente@gmail.com – http://sulmonambientewordpress.com/

giovedì 9 aprile 2015

Comunicato stampa del Consigliere Regionale Umbro Manlio Mariotti


In seguito alla risposta data dal Vice Ministro De Vincenti ( in allegato) alla interrogazione della Senatrice Abruzzese dei 5 Stelle Enza Blundo abbiamo ricevuto il seguente comunicato stampa del Consigliere Regionale Umbro Manlio Mariotti.

 ALLEGATO


Il consigliere regionale Manlio Mariotti (Pd) interviene in merito alle
dichiarazioni del vice ministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti
circa il gasdotto 'Rete Adriatica' Brindisi-Minerbio. Per Mariotti,
l'esponente del Governo non ha tenuto conto delle complessità e delle
problematicità emerse, e non risolte, nel confronto in atto tra le Regioni
maggiormente coinvolte dal tracciato dell'opera e lo stesso Esecutivo
nazionale, per definire un accordo sul progetto presentato da Snam Rete
Gas”.
 
(Acs) Perugia, 7 aprile 2015 - Le dichiarazioni del vice ministro allo
Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, rese la settimana scorsa in
Commissione Industria del Senato in risposta ad una interrogazione sul
gasdotto 'Rete Adriatica' Brindisi-Minerbio non rendono assolutamente conto
della complessità e della problematicità emerse, e non risolte, nel
confronto in atto tra le Regioni maggiormente coinvolte dal tracciato
dell'opera e il Governo, per definire un accordo sul progetto presentato da
Snam Rete Gas”. Lo scrive il consigliere regionale Manlio Mariotti (Partito
democratico) per il quale, “le affermazioni del vice ministro per una parte
ribadiscono valutazioni già peraltro note e sostanzialmente condivise sulla
valenza infrastrutturale del gasdotto, sulle integrazioni che consentirà con
le altre reti di trasporto europee, sull'incremento della capacità del Paese
di corrispondere al suo fabbisogno energetico nel medio e lungo periodo.
D'altro canto invece – rileva Mariotti – non tengono in nessuna
considerazioni le posizioni e le richieste più volte e in più sedi espresse
da diversi soggetti istituzionali, sociali, di rappresentanza civica di
movimenti e cittadini, volte non ad impedire la realizzazione del gasdotto,
ma a modificare il tracciato proposto da Snam Rete Gas”.
Per Mariotti “non si può, senza arrivare a negare dignità di
interlocuzione alle istituzioni, ai cittadini e ai territori locali,
sostenere, come ha fatto De Vincenti, che quasi tutte le Regioni coinvolte,
tranne Abruzzo e Lazio, hanno dato parere favorevole sulla compatibilità
ambientatale della infrastruttura. È infatti noto ai più – spiega -, e
non può non esserlo al vice ministro, che molte Regioni, a partire
dall'Umbria, hanno richiesto di attivare in sede di Conferenza Stato-Regioni
un approfondimento di analisi del progetto del gasdotto per valutare la
possibilità di modifica del tracciato causa l'attraversamento dello stesso
di zone ad alto rischio sismico. È noto altresì – aggiunge - che questo
rischio è particolarmente rilevante nei tratti Sulmona-Foligno e
Foligno-Sestino, per i quali è ancora in corso il procedimento autorizzativo
e rispetto ai quali le Regioni Abruzzo, Marche e Umbria hanno espresso
dissensi e riserve, anche con atti formali, sia in sedi istituzionali che
tecniche. A nessuno infatti può sfuggire che concludere l'iter autorizzativo
di questi due tratti significherebbe, nella sostanza, tanto impedire di
prendere in considerazione possibili vie alternative al tracciato proposto,
quanto dare una approvazione al procedimento della opera nella sua
interezza”.
Manlio Mariotti ricorda che “l'Assemblea legislativa dell'Umbria per ben
due volte ha approvato, a stragrande maggioranza, mozioni che impegnavano la
Giunta regionale a riaprire un confronto con il Governo per la modifica del
tracciato. E lo stesso Esecutivo si è fatto interprete in sede di Conferenza
dei servizi di questa precisa richiesta. Per questo il Governo non può
sottrarsi a valutare la fattibilità di un tracciato alternativo. Come non
può non considerare le posizioni in tal senso espresse da diversi
rappresentanti parlamentari delle regioni coinvolte, dalla stessa Commissione
Ambiente della Camera dei Deputati, dagli amministratori dei Comuni umbri
interessati dal gasdotto. Lo scorso  26 Marzo – ricorda ancora Mariotti -
nella seduta istruttoria della Conferenza dei servizi, riguardante il tratto
Sulmona-Foligno sono state prese in esame esclusivamente le criticità
relative ai rischi sismici dell'area della Regione Abruzzo. L'Amministrazione
dell'Abruzzo e quelle comunali e all'Umbria hanno riconfermato le loro
posizioni e richieste. Che non potranno certo essere esaudite con una nuova
seduta della Conferenza dei servizi, ma soltanto convocando, su questo
specifico tema, la Conferenza Stato-Regioni. Ed in quella sede ci si dovrà
confrontare nel merito sulla possibilità che il paese possa dotarsi di
questa importante infrastruttura, condividendo il progetto con le istituzioni
locali e nella piena garanzia delle tutele ambientali e della sicurezza dei
territori. Su una vicenda così complessa e sentita dai cittadini –
conclude Mariotti - è fondamentale procedere con responsabilità e rispetto
istituzionale. Unilateralismi o colpi di mano non aiuterebbero a raggiungere
obiettivi di interesse comune. E nemmeno a dare forza e credibilità alla
politica e alle istituzioni”. RED/as
 
link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/48476 [1]

giovedì 26 marzo 2015

Troppe Criticità

GASDOTTO/ VERINI (PD): "TROPPE CRITICITA': IL TRACCIATO SNAM VA CAMBIATO". 
 
I deputati Pd Walter Verini, Raffaella Mariani, Alessia Morani e Vittoria D'Incecco hanno diffuso la seguente dichiarazione contraria al tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, con la quale chiedono alla Conferenza di servizi fissata domani di non procedere a decisioni prima di verifiche serie e doverose su tracciati alternativi.

"Nella giornata di domani (oggi 26 Marzo) è prevista a Roma, in sede governativa, la Conferenza dei Servizi sulla questione del progetto di gasdotto Brindisi-Minerbio, con il coinvolgimento delle Regioni e degli Enti Locali interessati. Come è noto, la Camera dei Deputati (con pronunciamento unanime della Commissione Ambiente e con ordini del giorno d'aula fatti propri dal Governo fin da due anni fa) aveva chiesto, in piena sintonia con le stesse Regioni e autonomie locali di non assumere decisioni e di valutare la possibilità concreta di spostare il tracciato. Questa valutazione - da compiere seriamente - è fondamentale: il progetto attraversa infatti zone ad alta intensità sismica come quelle abruzzesi e zone di pregio ambientale e di interesse comunitario di Umbria, Marche e Toscana, per quasi centocinquanta chilometri di ecosistema appenninico. Per questo ci attendiamo che la Conferenza dei Servizi decida finalmente di procedere a questa verifica preventiva evitando di assumere decisioni azzardate, dannose e contrarie alla volontà delle realtà istituzionali e territoriali locali. Il problema - lo ribadiamo - non è il gasdotto, ma il suo tracciato. Quello previsto ha troppe criticità".

lunedì 9 marzo 2015

COMUNICATO STAMPA

LA  SNAM  :  “I  NOSTRI  GASDOTTI  SONO  SICURI”.  PERCHE’  ALLORA  CONTINUANO  AD  ESPLODERE?  

Venerdi  6  Marzo  2015  intorno  alle  8  si  è  sfiorata  la  tragedia  :  un  boato  con  deflagrazione  ha  interessato  Mutignano,  una  frazione  del  Comune  di  Pineto  (Abruzzo),  dove  un  gasdotto  della  Snam  è  esploso,  la  condotta  ha  ceduto  e  c’è  stata  un’esplosione  con  fiamme  altissime  visibili  a  distanza  di  chilometri,    il  bilancio  di  otto  feriti,  alcune  persone  intossicate,  tre  case  evacuate  e  due  abitazioni  danneggiate.
Rileviamo,  purtroppo,    il  ripetersi  sempre  più  frequente  di  tali    eventi  .  Infatti    ci  sono  state  altre  esplosioni  di  gasdotti  Snam  in  passato  e  di  recente:  nella  bassa  molisana    a  Montecilfone  il  15  gennaio  2004  per  una  frana;  a  Tarsia,  in  Calabria  l’11  febbraio  2010  a  causa  di  uno  smottamento  di  terreno;  a  Tresana  ,  (Massa  Carrara)  per  lavori  di  manutenzione  il  18  gennaio  2012;  a  Sciara  (Palermo)  il  20  luglio  2013,  per  un  movimento  franoso.  Il    10  dicembre  2014  un  incendio  si  è  sviluppato  nella  centrale  Snam  di  gas  metano  in  via  S.  Alberto,  vicino  Ravenna,  per  un  problema  all’impianto  di  riscaldamento  del  metano.
La  fragilità  del  nostro  territorio   ha  elevato  la  soglia  dell’emergenza  ambientale  in  gran  parte  dell’Appennino.
Tutti  gli  Appennini  attraversati  dal  tracciato  del  Megagasdotto  Brindisi  Minerbio  presentano  fortissime  criticità  del  suolo  sotto  il  profilo  idrogeologico  e  la  classificazione  in  aree  sismiche  di  1°  e  2°  grado,  aggiunge  al  rischio  idrogeologico  un  elemento  di  ulteriore  preoccupazione  per  quanto  attiene  alla  sicurezza  ed  alla  incolumità  della  popolazione  residente:  il  rischio  sismico.
Ma  ciò  non  preoccupa  affatto  un  governo  sull’attenti  di  fronte  ad  una  multinazionale,  la  Snam,  che  si  ostina  a  volerci  imporre  una  infrastruttura  come  il  metanodotto  Brindisi-­‐Minerbio  ritenendo  che  gli  studi  condotti  sul  tracciato  del  progetto  da  realizzare,  siano  sufficienti  a  garantire  la  totale  sicurezza  dei  suoi  impianti.
Ma  se  calcoli  così  tecnici  e  scientifici  non  riescono    ad  eliminare  l’eventualità  della  esplosione  di  un  gasdotto  per  una  frana  o  smottamento  del  terreno,  perché  mai  dovrebbero  convincerci  che  in  caso  di  terremoto  non  accadrà  nulla  e  non  correremo  nessun  pericolo?
La  stessa  Commissione  nazionale  V.I.A.,  che  ha  prescritto  studi  di  dettaglio  sulla  sismicità,  afferma  che  essi  hanno  lo  scopo  di  “ridurre  la  vulnerabilità  della  condotta”.  
Il  che  significa  che,  anche  adottando  le  più  moderne  soluzioni,  il  metanodotto  è  e  resta  vulnerabile.  
Il  percorso  scelto  dalla  Snam    interessa  i  territori  a  più  elevata  sismicità  di  Abruzzo,  Umbria  e  Marche    ed  è  stato  sempre  avversato  da  tutti  gli  Enti  istituzionali  e  dalla    Camera  dei  Deputati  che,  con  la  risoluzione  unanime  del  26/10/2011,  impegna  il  governo  a  disporre  la  modifica  del  tracciato  al  di  fuori  della  dorsale  appenninica,  sia  per  l’alta  qualità  ambientale  dei  territori  attraversati    che  per  i  pericoli  legati    all’elevata    sismicità  delle  zone  interessate  che  esporrebbe  a  rischio  le  popolazioni  residenti.  
Non  è  ammissibile    che,  a  tutt’oggi,  la  volontà  del  massimo  organo  elettivo  dello  Stato  continui  ad  essere  disattesa.  La  salute  e  la  sicurezza  dei  cittadini  non  possono  essere  subordinate  al  profitto.  
Il  principio  di  precauzione,  sancito  dalla  normativa  europea,  deve  essere  sempre    alla  base  della  progettazione  di  opere  così  altamente  impattanti.
Auspichiamo  perciò  che  le  Regioni   Abruzzo,  Marche  e  Umbria  e  i  parlamentari  dei  nostri  territori  mettano  in  atto  ogni  possibile  iniziativa  affinchè  nessuna  decisione  venga  presa  sul  progetto  della  Snam  (la  cui  Conferenza  di  Servizi  per  il  tratto  Sulmona  Foligno  è  convocata  per  il  26  marzo)  se  prima  non  viene  data  piena  attuazione  alla  risoluzione  parlamentare  attraverso  un  vero  tavolo  di  confronto  Stato  –  Regioni  per  lo  studio  di  soluzioni  alternative.

Distinti  Saluti

Comitato  Interregionale  No  Tubo