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giovedì 30 marzo 2017

COMUNICATO STAMPA 2 APRILE

Buongiorno,
Domenica 2 Aprile, presso la Sala Convegni del Parco Regionale di Colfiorito, luogo simbolo di tante devastazioni , abusi territoriali, e punto d’incontro fra Umbria e Marche, dalle ore 10,00, si terrà l’incontro nazionale “Gasdotti e terremoti. Diritti delle popolazioni e tutela del territorio”, aperto a tutti.
Organizzato da Mountain Wilderness Umbria, Comitato Norcia per l’Ambiente, Comitato No Tubo, Comitato contro le devastazioni territoriali in Umbria, Comitato No acquedotto per la difesa della Valnerina, Comitato No Inceneritori Terni, Mercato Brado, l’evento ha l’obbiettivo  di ribadire la netta e totale opposizione  al progetto SNAM metanodotto “Rete Adriatica”,  che attraversando l’intera penisola da Brindisi a Minerbio per circa 700km, intercetta e si sovrappone all’intero sistema di faglie attive dell’Appennino Centrale. Ogni comune attraversato un epicentro a tutti tristemente noto: L’Aquila, Norcia, Foligno, Visso, Cascia, Preci… tanto per citare i più ‘famosi’.
Da oltre 13 anni siamo impegnati nel contrastare quest’opera che porterebbe solo utili alla multinazionale e utilizzerebbe i nostri territori esclusivamente come ‘servitù di passaggio’. Centrali e cabine di decompressione/ripressurizzazione verrebbero realizzate in zone ad alto rischio sismico come la Valle Peligna, Cittareale a pochissimi km da Norcia, Accumuli…
Il tubo di 1,2 mt, posto a 5 mt di profondità con 75 bar di pressione (i ‘nostri’ terremoti si attestano su ipocentri di 8 - 11 km e spaccano strade e montagne…), necessita di una servitù di cica 40 mt per la posa del tubo, e la costruzione di strade per consentire l’accesso dei mezzi ai cantieri.
Intere aree naturali verrebbero devastate, corsi d’acqua attraversati più e più volte con lavori di scavo in alveo.
Allo scempio ambientale si aggiunge il rischio oggettivo per le popolazioni di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio. Dei 30 comuni attraversati 15 sono di rischio sismico 1, 15 rischio sismico 2.
I recenti sismi hanno aggravato lo stato di allerta, facendoci prendere atto della oggettiva e malcelata volontà di non ricostruzione dei piccoli e diffusi centri, unici presidi contro lo spopolamento del territorio appenninico, la perdita totale di identità di luoghi unici per cultura, ambiente naturale, tradizioni.
Una perdita inestimabile di beni immateriali dopo la devastazione materiale.
Basta guardare L’Aquila, colpita nel 2009, per capire come la ricostruzione non avvenga!
Le comunità non possono essere ‘deportate’ per desertificare il territorio e renderlo terra di nessuno, svenduto a due lire a multinazionali che mirano solo a far cassa.
La tutela del territorio coincide esattamente con il diritto delle popolazioni che li abitano all’autodeterminazione, al ritorno nei luoghi in cui da sempre convivono con una terra ballerina.
Ogni paese e borgo va ricostruito con rigidi criteri antisismici, -non solo quelli ‘simbolo’ su cui sono sempre, strumentalmente, accesi i riflettori-, e non esposti ad ulteriori inutili rischi. Proprio per le caratteristiche oggettive dei nostri territori, ogni piccola realtà può tornare ad essere e diventare parte di un ‘villaggio diffuso’, una rete di opportunità in cui il turismo ambientale possa crescere e radicarsi.
Non servono tubi e grandi opere, ma solo criterio e razionalità e soprattutto trasparenza e correttezza nelle scelte politiche.
All’incontro sarà presente il geologo Francesco Aucone.
Hanno già dato la propria adesione il Comitati No Tap della Puglia, il Comitato Montanari Testoni e le Bsa di Norcia, il Gruppo d’Intervento Giuridico, i Comitati Abruzzesi, la Federazione Provinciale COBAS di Terni.
Distinti Saluti

 

Info:
347 3044857 Mountain Wilderness Umbria
328 6504337 Comitato Norcia per l’Ambiente
335 7361375 Comitato No Tubo

lunedì 21 novembre 2016

Nulla ferma questa follia?

Insiste la SNAM ed insiste il Ministero dello Sviluppo Economico, come se fossero un solo ente,
il supergasdotto appenninico s’ha da fare. Poco importa dei sismi, perché i gasdotti della SNAM resistono a qualsiasi cosa, terremoti, eruzioni, vulcaniche, caduta asteroidi e comete e ovviamente, anche alle faglie con sconnessione del piano di campagna. Insomma, si può dormire tranquilli, siamo in buone mani, la Snam assicura, il Ministero conferma.
Però, quando si pensa alle rassicurazioni dall’alto, in Italia viene sempre d’istinto di portarsi le mani dietro ai glutei, come a proteggersi. Sarà perché quando c’è qualche sisma c’è sempre gente che ride e si strofina le mani. E’successo per l’Aquila e, anche se stavolta non li abbiamo sentiti, possiamo scommettere che è successo anche per Amatrice e per Norcia. Nel paese che ha visto la trasformazione del beneaugurante “stai sereno” in una minaccia alla persona, le rassicurazioni di enti ed entità generano per lo più l’impulso a saltare dietro al primo riparo.
La vertenza “Gasdotto Brindisi Minerbio” va avanti dal marzo 2004. “L’opera” doveva essere conclusa nel 2008 mentre, grazie alle opposizioni di comitati, cittadini, associazioni, solo un segmento è stato ultimato (uno su cinque). Ed è un segmento che avrebbero fatto comunque, utilizzando lo spazio già utilizzato da un altro gasdotto.
Per brevità, espongo solo gli incidenti a gasdotti (e solo in Italia) accaduti dopo il 2010:
- 11 febbraio 2010 Tarsia – Cosenza, Calabria - esplosione di un gasdotto in seguito a modesto smottamento
- 18 gennaio 2012 Tresana La Spezia esplosione di gasdotto in seguito ad urto di mezzo meccanico tre case distrutte - 10 feriti, tra cui 3 gravissimi.
- Il 20 luglio 2013 per un movimento franoso esplode un metanodotto a Sciara (Palermo), in Sicilia. - Il 10 dicembre 2014 un incendio si sviluppa nella centrale Snam di gas metano in via Sant’Alberto, vicino Ravenna, per un problema all’impianto di riscaldamento del metano, già era accaduto.
- 6 marzo 2015 esplosione di gasdotto Pineto, Teramo, per modesto smottamento e successivo crollo di un cavo Enel sul tracciato del metanodotto - 8 feriti
- Sabato 9 maggio 2015, esplode metanodotto da 650 mm e 56 bar di pressione a Roncade in provincia di Treviso,(la metà di quello da realizzare su area a massimo rischio sismico - progetto Snam Rete adriatica). La conduttura ha ceduto sotto i canali irrigui che servono dei terreni e la fuoriuscita di metano ha ridotto in cenere centinaia di filari di vite dell’area dove sono attive numerose aziende agricole e vitivinicole.
- 19 marzo 2015 Sestino Arezzo – esplode gasdotto per modesto smottamento del terreno. La Valmarecchia è geograficamente in Romagna. Il cielo è rischiarato a giorno (per ore) fino all’Umbria.

Esplosioni avvenute per motivi banali, piccoli movimenti di terra, presenza di canali irrigui, ecc.). Ciononostante la Snam (e il Ministero) continuano ad affermare che i loro gasdotti resistono anche in caso di apertura di faglie a vista, con sconnessione del piano di campagna. Eppure in letteratura è ampiamente indicato che, in tali situazione, “nessuna opera umana o struttura naturale è in grado di resistere”.
Il tracciato prevede il passaggio nei comuni di: Aquila, Onna, Sulmona, Norcia, Visso, Preci, e poi più a nord Gubbio, Apecchio, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace, Sestino. Ogni toponimo un epicentro. Bisogna impegnarsi per conseguire un risultato di tale precisione.
Certo, è una bella seccatura quella delle popolazioni resistenti: resistono, fanno perdere tempo e non si riesce a combinare nulla e gli affari ne risentono. Però, se si riuscisse a spostare altrove i terremotati (tanto che ci stanno a fare in mezzo alle macerie ?) vi sarebbero vasti territori desertificati dove poter operare senza seccature. E in più, se il 4 dicembre vincesse il sì, le regioni non conterebbero più nulla rispetto alle questioni energetiche: deciderebbe tutto il governo, in fretta. E i “protestanti” non troverebbero più referenti cui rivolgersi; dovrebbero rassegnarsi.
Un altro aspetto disgustoso (sebbene sottaciuto) di questa “opera” è l’immane impatto ambientale che genererebbe: lo sterro previsto è largo 40 metri, sui crinali, sulle cime, sulle serre, per 700 km. Senza contare le incalcolabili piste accessorie, da costruire in mezzo ai boschi allo scopo di far transitare i mezzi speciali di cantiere. Ma di quest’ultimo aspetto non importa nulla a nessuno…

venerdì 18 novembre 2016

LA STAMPA NAZIONALE SI INTERESSA ALLA QUESTIONE SNAM: E LA CLASSE POLITICA?


LA STAMPA NAZIONALE SI INTERESSA ALLA QUESTIONE SNAM: E LA CLASSE
POLITICA?
 
La "questione Snam" approda ancora una volta sulla stampa a livello nazionale: dopo l’art. di Gian
Antonio Stella sul magazine “Sette” del Corriere della Sera del 2 settembre scorso, oggi è presente
su un ampio articolo pubblicato da "Il Fatto Quotidiano". Il giornale richiama l'articolo in prima pagina con un titolo abbastanza eloquente: "Snam, ecco il mega-gasdotto sulla faglia sismica di Amatrice & C" e pubblica una cartina in cui si evidenzia che il grande tubo della Snam verrebbe posizionato proprio lungo le aree con maggiore criticità: "sovrapponete le mappe, quelle del massimo rischio sismico dell'Italia centrale e quella del futuro gasdotto Rete Adriatica, coincidono perfettamente"… Sulla cartina sono riportati i nomi delle località devastate dai violenti terremoti susseguitisi dal 2009 fino ad oggi: Onna, L'Aquila, Amatrice, Norcia, Visso. Nell'articolo si richiama anche la risoluzione votata alla unanimità nel 2011, con cui si impegna il Governo a "disporre la modifica del tracciato" escludendo comunque la fascia appenninica propria a causa dell' "elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico". Una risoluzione purtroppo profetica, alla luce di tutto ciò che è successo nell'Appennino centrale dal 24 agosto scorso ad oggi, ma completamente ignorata dai Governi che nel frattempo si sono succeduti Mentre il problema del metanodotto e della centrale Snam a Sulmona viene portato all'attenzione dei cittadini italiani, non possiamo non chiederci: dove sono coloro che ci rappresentano nelle istituzioni nazionali, regionali e locali? Non hanno nulla da dire? Intendono continuare a mantenere la consegna del silenzio?



p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stefano Deliperi
ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com
p. Comitato No Tubo
Matteo Ottaviani
ulteriori informazioni su: http://notubo.blogspot.it
p. Mountain Wilderness Umbria Marche
Referente Umbria Cristina Garofalo
Referente Marche Cucchiarini Aldo
ulteriori informazioni su: https://www.facebook.com/mountainwilderness.umbria/?fref=ts

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