Puoi contattarci QUI

ABBIAMO BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO

SERVONO FINANZIAMENTI PER I RICORSI! QUALSIASI DONAZIONE E' IMPORTANTE.
Di seguito il codice IBAN per una vostra donazione...


IT73A0359901899050188528865

domenica 22 febbraio 2015

Comunicato stampa 13 Febbraio 2015




Il gasdotto Brindisi-Minerbio sta procedendo speditamente verso la conclusione del procedimento autorizzativo.
E’stata, infatti, fissata a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, martedi 24 febbraio alle ore 10, la Conferenza di Servizi per autorizzare la costruzione del metanodotto nel tratto Sulmona – Foligno. Sono state convocate le Regioni Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, le Province di L'Aquila, Perugia, Macerata, Pescara e Rieti, le 8 Comunità montane e i 26 Comuni interessati dall'attraversamento dell'opera.
Di fronte ad un Governo nazionale, che appare totalmente schiacciato sulle posizioni della multinazionale e che disattende clamorosamente le regole basilari della democrazia (vedi la risoluzione della Camera dei Deputati che impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato e mai attuata), le delibere e gli altri atti istituzionali fin qui prodotti, possono avere un peso solo se sostenuti da una forte e convinta azione politica e solo se si mettono in campo tutti i mezzi tecnici e giuridici atti a contrastare efficacemente il devastante progetto della Snam.
Questo a nostro avviso, da parte delle Regioni Umbria e Marche, finora, nella sostanza, non c’è stato. Sarebbe opportuno che tutti i Sindaci dei comuni Umbro Marchigiani interessati del tratto Sulmona-Foligno (Norcia, Cascia, Preci, Visso, Sellano, Serravalle del Chienti, Foligno) e del tratto Foligno-Sestino (Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga, Città di Castello, Apecchio, Mercatello, Borgo Pace) si mobilitino e coordino per spingere le Regioni Umbria e Marche a negare l’intesa Stato Regione assieme all’Abruzzo.
Rivolgiamo un appello anche alle categorie produttive e alle associazioni affinché facciano sentire la loro voce, scendano in campo in un momento che è decisivo per la difesa del territorio, dell’ambiente del paesaggio, che sono gli unici valori economici degli Appennini, e che rischiano di venire inevitabilmente e irrimediabilmente distrutti con la costruzione dell’ennesima, inutile, costosa “grande opera”.
Distinti Saluti Comitato Interregionale No Tubo


Città di Castello-Apecchio 13/01/2015
Appello ai Comuni, Comitati, Associazioni sociali, culturali e di categoria
Il 17 gennaio 2015 scade il termine per la presentazione delle osservazioni all’avviso pubblico per l’autorizzazione alla costruzione della tratta “Sulmona-Foligno”, dell’opera unitaria “Rete Adriatica gasdotto Brindisi-Minerbio” (per il tratto Foligno Sestino erano già state pubblicate nel Giugno 2014). L’approssimarsi di tale scadenza, alla quale potrebbe seguire subito dopo la convocazione della Conferenza di Servizi, ci induce, quali cittadini che da undici anni sono “in trincea” nella battaglia contro il progetto della Snam, a rivolgere un appello a tutti i Comuni, ai Comitati ed alle Associazioni sociali, culturali e di categoria, affinchè inoltrino le loro osservazioni motivando la contrarietà all’opera.
Alla politica chiediamo da sempre di farsi interprete della volontà popolare.
Ai Comuni chiediamo di esprimere o confermare con apposita delibera consiliare, la loro contrarietà al devastante e pericoloso progetto della Snam. A tutte le Associazioni, a tutti i comitati ed ai cittadini chiediamo di formulare anch’ essi le loro osservazioni, ricordando che beni assoluti come il proprio territorio, il proprio stile di vita e la salute vanno difesi, senza credere che si possa delegare ad altri ciò che è nostro dovere tutelare per primi. Compete a ciascuno di noi la tutela dei nostri diritti e di quelli dei nostri figli. Certo, possiamo anche decidere di stare a guardare, ma ricordiamo che la multinazionale non farà altrettanto e che anzi persevera con costanza nel suo progetto, per i suoi profitti!
Per coloro che volessero inoltrare le osservazioni possono richiederle casella di posta elettronica
comitatonotubo@gmail.com
Distinti Saluti Comitato Interregionale No Tubo

mercoledì 1 ottobre 2014

Mozione Regione Umbria

Iniziative della Giunta regionale Regione Umbria per la revisione del progetto Snam Rete Gas del tracciato del gasdotto "Rete Adriatica"







domenica 28 settembre 2014

COMUNICATO STAMPA


Snam: il rinvio farsa di De Vincenti.
Il Governo non può permettersi di prendere in giro le Regioni e il Parlamento!


Dall'assemblea pubblica di lunedì scorso al cinema Pacifico di Sulmona è emersa una voce unanime : annullare la Conferenza di Servizi del 30 settembre sulla centrale Snam e convocare il tavolo nazionale per studiare soluzioni alternative.
ll Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso è stato di parola, come lo sono stati il Vice Presidente Lolli e i Parlamentari: tutti i rappresentanti istituzionali presenti hanno mantenuto l'impegno preso in assemblea ed hanno chiesto l'annullamento della Conferenza di Servizi.


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha solo finto di accogliere la richiesta, ma in realtà sta prendendo in giro tutti: la Conferenza di Servizi, infatti, è stata rinviata di appena otto giorni a mercoledì 8 ottobre mentre, per il primo ottobre, è stato convocato il tavolo interistituzionale. Siamo ormai alla farsa. Non è ammissibile che il Governo nazionale si prenda gioco, in una maniera così beffarda, di quelle Istituzioni, Parlamento e Regioni, che per primo è tenuto a rispettare!

In questo modo non solo si calpesta il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, ma si fa anche carta straccia della risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che è molto chiara : il governo è impegnato a disporre la modifica del tracciato al di fuori della dorsale appenninica e ad istituire un tavolo tra tutti i soggetti interessati per individuare le alternative al progetto della Snam.
Ciò significa che il procedimento autorizzativo doveva essere fermato e riavviato solo dopo la conclusione dei lavori del tavolo.
E' evidente che il tavolo ha senso solo se dispone del tempo necessario per approfondire tutti gli aspetti del problema, al fine di poter effettuare un concreto confronto tra l'attuale progetto della Snam ed altre opzioni attraverso l’analisi dei diversi impatti: sulla salute, sulla sicurezza, sull'ambiente e sulle economie locali.

Nessuno può credere che tutto questo possa avvenire in appena sette giorni! Nella precedente normativa, abolita dal governo Monti per favorire gli interessi delle multinazionali, erano previsti 6 mesi di tempo per studiare le controproposte della Regione.
Il Presidente della regione Abruzzo D'Alfonso a Sulmona ha affermato che la
Regione Abruzzo non sarà il cameriere del governo nazionale: i cittadini di tutte le regioni interessate da questa infrastruttura la prendono in parola e confidano che Lei saprà mettere in campo, di concerto con i Presidenti delle altre Regioni coinvolte, tutte le iniziative politiche ed istituzionali – a cominciare dalla negazione dell’intesa con lo Stato - per dare la giusta risposta a tanta arroganza e conseguire gli obiettivi scaturiti dalla assemblea di Sulmona del 22 settembre.

venerdì 19 settembre 2014

ISTITUZIONI E CITTADINI INSIEME : NO AL METANODOTTO E ALLA CENTRALE DI COMPRESSIONE SNAM! LUNEDI 22 SETTEMBRE ALLE ORE 15 ASSEMBLEA PUBBLICA A SULMONA (CINEMA PACIFICO)

Il Sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, ha convocato per lunedi 22 settembre, alle ore 15, al cinema Pacifico (via Roma) una assemblea pubblica per ribadire il fermo “no” delle Istituzioni e della società civile al mega gasdotto “Rete Adriatica” e alla centrale di compressione che la Snam intende realizzare a Sulmona.

All'assemblea prenderanno parte, tra gli altri, le più alte cariche regionali : Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il Vice Presidente Giovanni Lolli, il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio, l'Assessore all'Ambiente Mario Mazzocca. Sono stati invitati i Consiglieri regionali, Parlamentari, Sindaci e Presidenti di Provincia delle Regioni interessate, i Presidenti di Umbria, Marche, Puglia e Molise, le forze sociali e i comitati anti-gasdotto.

Il grande metanodotto "Rete Adriatica", di 687 km, interessa dieci Regioni ed è un'opera di mero attraversamento territoriale, senza alcun vantaggio per le popolazioni coinvolte. La sua finalità è prettamente commerciale : il gas importato, attraverso il TAP proveniente dall'Azerbaijan, è destinato ad essere rivenduto ad altri Paesi europei. Ciò porterà cospicui profitti nelle casse delle multinazionali del gas mentre tutti i costi di costruzione saranno scaricati nella bolletta  dei cittadini. La sua realizzazione comporterà danni e rischi enormi per l'ambiente, la salute e la incolumità pubblica e sarà un colpo micidiale per le economie locali, già in profonda crisi. 
Il tracciato del mega gasdotto attraversa incredibilmente le aree più altamente sismiche e di maggiore qualità ambientale dell'Appennino. Anche la centrale di compressione insiste su un'area sismica di primo grado ed è in una delle porte di accesso del Parco nazionale della Majella.

Nonostante   i pareri contrari di tutti i livelli istituzionali, dai Comuni fino al Parlamento, il Governo nazionale insiste nel portare avanti, con procedure illegittime, l'iter autorizzativo e per il 30 settembre è stata convocata la Conferenza di Servizi per autorizzare la costruzione della  centrale di compressione di Sulmona, ovvero l’atto fondamentale che darà il via libera all’intero progetto. La Regione Abruzzo, che ha già negato l'intesa sull'opera, chiede giustamente l'annullamento della Conferenza di Servizi al fine di consentire al Tavolo tecnico, voluto dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, di proseguire nei suoi lavori per individuare un tracciato alternativo al di fuori della dorsale appenninica; ma il Governo continua a mostrarsi sordo a tale richiesta.
L'assemblea del 22 settembre, scrive il Sindaco di Sulmona,  è stata convocata per "ribadire con chiarezza la volontà  delle Istituzioni elette dai cittadini di difendere fino in fondo i diritti inalienabili dei territori coinvolti dal disastroso progetto della Snam".

Siamo ormai alla fase conclusiva dell’intero iter: è perciò il momento della massima unità tra istituzioni e cittadini e della mobilitazione generale per difendere la vita e il futuro dei nostri territori, che possono rinascere solo se riusciremo a respingere impianti devastanti come quello della Snam e a costruire un'economia che  sappia valorizzare le nostre grandi risorse ambientali e culturali.
E' in gioco il futuro stesso dell'Abruzzo che, attraverso la Strategia energetica  nazionale incentrata  sulle fonti fossili e il Decreto "Sblocca Italia", rischia di trasformarsi da Regione Verde in una colonia  che le multinazionali del petrolio e del gas potranno sfruttare a loro piacimento.

Per impedire che tutto questo accada l'unica strada è la lotta civile e democratica per la difesa del bene comune.


Invitiamo perciò tutti i cittadini ad intervenire all'assemblea di lunedì 22 settembre.