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mercoledì 30 luglio 2014

EUROPA A TUTTO GAS, MA SERVE DAVVERO?


trovate il sito dell'associazione Re:common che sta lavorando a livello nazionale per spiegare e smontare le ragioni per la costruzione di alcune grandi infrastrutture fra cui la  costruzione dei vari gasdotti e rigassificatori  in Italia.


Anche la rivista Altraeconomia ha appena scritto un articolo "L'estate calda del gas" http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4770  sulle varie vicende in atto fra cui anche la nostra battaglia sul Brindisi Minerbio.

venerdì 26 luglio 2013

IL CASO KAZAKISTAN E IL GRANDE AFFARE DEL GAS

Povera Italia, ridotta a provincia del Kazakistan! Le autorità di polizia italiane, con grande solerzia e senza rispettare la legge, consegnano nelle mani del presidente-dittatore kazako Nazarbaev la moglie e la figIia del dissidente Ablyazov .La credibilità del nostro Paese va sotto zero. Alti funzionari di polizia sono costretti a dimettersi. La maggioranza delle larghe intese PD-PDL, pur di salvare il governo, assolve il Ministro dell' Interno Angelino Alfano. Il tutto sarebbe avvenuto "a sua insaputa". Ma perché l'Italia sarebbe stata così disponibile nell'accogliere la richiesta del governo Kazako? Secondo la stampa internazionale perché il nostro Paese ha importanti affari con il Kazakistan, in particolare nel campo del petrolio, del gas e della vendita di armi. Ha scritto il Financial Times : "si sospetta che lo abbia fatto per gli interessi commerciali in un paese ricco di risorse come il Kazakistan, corteggiato da Silvio Berlusconi quando era presidente del consiglio e da altri leader mondiali". 

L'Italia, attraverso l'ENI, ha notevoli investimenti in Kazakistan. Ma vi sono anche altre società che fanno affari nel settore degli idrocarburi e nella costruzione e manutenzione di oleodotti e gasdotti. L'Huffington Post ne ha pubblicato l'elenco e tra queste imprese sono citate : Agip, Saipem, Bonatti spa, Igs, Kcoi, Rossetti Kazakhstan, Kios Cjsc, Sicim spa, Ersai Caspian Contractor e Jsc Jv Byelkamit. Nel campo del cemento e delle costruzioni hanno un ruolo di primo piano la Italcementi e il Gruppo Todini. Ma è proprio nel settore del gas che Berlusconi e Putin avrebbero interessi diretti. Secondo una inchiesta di Repubblica del 10 dicembre 2010, dal titolo "la spartizione del bottino", "un membro del board di Gazprom (il colosso energetico russo, ndr) e un suo assistente hanno confermato a un interlocutore che Repubblica ritiene attendibile che, in cambio dell'espansione in Europa occidentale di Gazprom, Putin abbia aperto a Berlusconi la strada ai giacimenti pre - caspici in Kazakistan, metano poi depurato nella vicina centrale russa di Orenburg e lì immesso nei tubi verso l'occidente"; "Il Cavaliere - continua Repubblica - avrebbe investito, in uno dei giacimenti contigui al grande bacino di Karachagnakh oltre mezzo miliardo di dollari, per un rendimento annuo che, alle attuali (e calanti) valutazioni di mercato, potrebbe fruttargli tra i 100 e 300 milioni di dollari l'anno di profitto". L’intreccio tra politica e affari nel settore dell’energia è sempre stato molto stretto. La "guerra del gas", per la spartizione di un’enorme torta di profitti, è in pieno svolgimento.

Proprio dai grandi giacimenti dell'area del Caspio dovrebbero partire tre nuovi gasdotti, il Poseidon, il TAP (Trans Adriatic Papiline) e l'Interconnector LNG. L'approdo dei tre mega tubi è previsto sulla costa pugliese . Arrivati in Italia, questi ingenti nuovi quantitativi di gas (oltre 30 miliardi di metri cubi l'anno) verrebbero convogliati nel grande gasdotto della Snam Brindisi - Minerbio, di 687 km. In Basilicata, inoltre, è prevista la realizzazione di un grande deposito sotterraneo di gas della società russa Geogastok. Il "nostro" gasdotto Sulmona-Foligno di 167 km, con centrale di compressione a Sulmona, è un pezzo del Brindisi Minerbio e, unitamente al potenziamento dei pozzi di stoccaggio di San Salvo - Cupello, è funzionale al disegno delle multinazionali di trasformare il nostro Paese in "hub" del gas. Poiché l'Italia non ha bisogno di più gas , essendo le infrastrutture esistenti già sovrabbondanti , il gas aggiuntivo sarà rivenduto ad altri paesi europei. Altro che pubblica utilità del metanodotto Brindisi - Minerbio! Eni, Snam e le altre multinazionali intendono utilizzare il nostro territorio unicamente come una pedina al loro servizio. Per i loro affari siamo semplicemente terra di occupazione, ovvero una "servitù". Noi, che sappiamo bene come il settore degli idrocarburi, nel mondo, è tra quelli che presentano i più alti indici di profitto ma anche di illegalità e di corruzione, non intendiamo essere "servi" di nessuno, ma, al contrario, essere cittadini liberi che rivendicano il sacrosanto diritto di decidere del futuro del proprio territorio. 
Per questo siamo fermamente intenzionati a combattere fino in fondo una battaglia che è insieme per la difesa della vita e della democrazia.

Sulmona, 25/07/2013 Comitati cittadini per l’ambiente

sabato 6 luglio 2013

Sotto il comunicato stampa che abbiamo ricevuto dal Movimento 5 Stelle riguardo l'interrogazione sul Gasdotto Brindisi Minerbio da loro presentata.

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00613
presentato da
GALLINELLA Filippo
testo di
Martedì 28 maggio 2013, seduta n. 24

  GALLINELLACIPRINITERZONICECCONIAGOSTINELLIVACCA,COLLETTIDEL GROSSOGAGNARLI e TOFALO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.— Per sapere – premesso che:
   nel gennaio 2005 la Snam Rete gas spa ha presentato, attraverso una serie di valutazioni di impatto ambientale (VIA) parziali, un progetto per la realizzazione di un gasdotto denominato «Rete Adriatica», di 687 chilometri, suddiviso in cinque lotti funzionali: Massacra-Biccari; Biccari-Campochiaro; Sulmona-Foligno (a Sulmona è prevista anche la centrale di compressione); Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio;
   la società proponente Snam, nel suddividere l'opera nei suddetti 5 lotti funzionali, non ha affatto considerato la direttiva n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE e la giurisprudenza comunitaria (Corte di giustizia dell'Unione europea, sezione II, 28 febbraio 2008, causa C-2/07) concernenti l'obbligo di una valutazione di impatto ambientale di tipo complessivo, che tenga conto dell'effetto cumulativo dei progetti frazionati, non ha tenuto conto della direttiva n. 42/2001/CE disciplinante l'obbligo di applicazione della procedura di valutazione ambientale strategica e della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali;
   inizialmente l'opera era prevista lungo la fascia adriatica, costituendo il consequenziale raddoppio dell'infrastruttura già esistente, ma all'altezza di Biccari, è stata dirottata verso l'interno;
   dall'all'analisi del tracciato, si evince che si tratta di un'unica struttura per il trasporto del gas metano che va ad interessare aree di particolare pregio ambientale e ad elevato rischio sismico;
   in merito ai costi ambientali, appare evidente quanto devastante e, quindi, sconsiderata, sia la scelta di un tracciato che coincide con il progetto «A.P.E.» (Appennino Parco d'Europa), il più importante progetto di sistema avviato nel nostro Paese, finalizzato alla conservazione della natura e allo sviluppo ecosostenibile con l'ambizione strategica della valorizzazione delle risorse naturali e culturali;
   per quanto attiene al rischio sismico, esso rappresenta, tra le criticità del progetto, uno degli aspetti più macroscopici: deviando l'opera, la Snam sceglie incredibilmente, un tracciato che si snoda lungo le depressioni tettoniche interne dell'Appennino centrale;
   sovrapponendo il percorso del gasdotto alle carte sismiche delle regioni interessate, balza infatti in tutta la sua evidenza che la condotta corre in parallelo e talvolta interseca le linee di taglia attive di territori caratterizzati da un notevole tasso di sismicità che si manifesta, non di rado, attraverso eventi di magnitudo elevata;
   la mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale mette in evidenza, attraverso l'intensità della colorazione viola, le aree che sono a più elevato rischio dell'intera penisola. Sono le stesse aree che, secondo la Snam, dovrebbero essere attraversate dal mega-gasdotto Brindisi-Minerbio e tra queste, esattamente le località più tragicamente colpite dal terremoto del 6 aprile 2009, quelle del cratere sismico dell'Aquila e provincia, nonché le località del sisma che ha colpito l'Umbria e le Marche il 26 settembre 1997;
   nel settembre del 2010, si è costituito, tra le regioni Abruzzo, Marche ed Umbria, un coordinamento interregionale antigasdotto con capofila il comune dell'Aquila;
   è la stessa Snam a definire il Sulmona-Foligno ed il Foligno-Sestino «uno dei tratti più critici dell'intero progetto». Tutte le località interessate dal tracciato del gasdotto sono in zona sismica di 1o e 2o grado; anche la centrale di compressione, prevista a Sulmona, insiste su una zona sismica di 1o grado: il sito scelto per la centrale è nei pressi della faglia attiva del Monte Morrone ed i sismologi pongono l'attenzione, oltre che sulla particolare origine geologica della Conca Peligna (caratterizzata da depositi alluvionali come la piana dell'Aquila) che, in caso di terremoto, amplifica notevolmente gli effetti dell'onda sismica a causa del fenomeno dell'accelerazione, anche sulla faglia stessa, «dormiente» da oltre 1.900 anni; senza trascurare che la particolare conformazione orografica della Valle, non consentirebbe la dispersione delle sostanze inquinanti emesse dalla centrale con notevoli ripercussioni sulla salute umana e sulla catena alimentare;
   all'elevato rischio sismico che metterebbe a repentaglio l'incolumità dei cittadini ai quali viene ad avviso degli interroganti negata e sottratta l'applicazione del principio di precauzione, si sommano gli ingenti danni anche irreversibili all'ambiente ed i danni economici sia per le popolazioni colpite dal sisma che a stento cercano di risollevarsi, che per i cittadini residenti che hanno scelto per i loro territori, un modello di sviluppo eco-sostenibile che nulla ha a che vedere con infrastrutture pericolose ed impattanti imposte dall'alto;
   i consumi di gas sono in netto calo secondo i dati forniti dalla stessa Snam: 75,78 miliardi di metri cubi immessi in rete nel 2012, contro gli 84 miliardi circa del 2008, mentre le infrastrutture esistenti hanno una capacità di trasporto di 107 miliardi di metri cubi. La realizzazione di nuove infrastrutture è quindi motivata dalla volontà della Snam di rafforzare il ruolo di hub dell'Italia: rivendere il gas acquistato dal nord Africa ai Paesi del centro-nord Europa, gravando i cittadini ed i territori attraversati di pesanti servitù, rischi, danni ambientali, economici senza alcun beneficio;
   molti sono gli enti istituzionali che attraverso i loro deliberati, tutti con voto unanime, hanno espresso contrarietà all'opera come: la regione Abruzzo, la regione Marche, la regione Umbria, la provincia di Perugia, la provincia dell'Aquila, la provincia di Pesaro e Urbino, il comune di Pietralunga, il comune di Gubbio, il comune di Foligno, il comune di Cascia, il comune dell'Aquila, il comune di Sulmona, il comune di Pratola Peligna, il comune di Pacentro, il comune di Corfinio, il comune di Navelli, il comune di Introdacqua;
   l'VIII Commissione Ambiente della Camera dei deputati il 26 ottobre 2011 ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegna il Governo a disporre la modifica del tracciato sia per gli alti costi ambientali che per l'elevato rischio sismico;
   i provvedimenti di valutazioni di impatto ambientale sono oggetto di contenzioso ancora in essere e il tracciato del metanodotto in progetto è stato oggetto di azioni legali in sede nazionale e comunitaria da parte di enti locali, comitati e associazioni ecologiste per l'assenza di procedure di valutazioni di impatto ambientale o di valutazione ambientale strategica uniche;
   il 26 giugno 2010 la provincia di Pesaro-Urbino, la provincia di Perugia, il comune di Gubbio, nel dicembre 2011 il comune di l'Aquila, la comunità montana del Catria e del Nerone, il comitato umbro-marchigiano «No Tubo», i comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona, il comitato civico «Norcia per l'Ambiente», il gruppo d'intervento giuridico onlus, l'associazione La Lupus in Fabula onlus, la Federazione nazionale Pro Natura, il WWF Italia, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra, l'ARCI caccia della provincia di Perugia hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea affinché valuti (articolo 258 Trattato CE) la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica – VAS e di valutazione di impatto ambientale – VIA del gasdotto denominato «Rete Adriatica», progettato dalla Snam Rete Gas spa (avente come partner per la distribuzione la Società British Gas);
   l'8 agosto 2011 sono stati presentati tre ricorsi straordinari al Capo dello Stato contro il progetto del gasdotto appenninico «Rete Adriatica» della Snam Rete Gas spa da parte delle associazioni ecologiste Mountain Wilderness, Lega per l'Abolizione della Caccia e Federazione nazionale Pro Natura, da parte della provincia di Perugia e da parte del comune di Gubbio, curati dall'avvocato Rosalia Pacifico, del foro di Cagliari;
   nei primi giorni del mese di luglio 2011 è stato presentato ricorso al TAR Lazio contro il decreto di compatibilità ambientale dal comune di l'Aquila;
   appare agli interroganti inutile sottoporre ad oggettivi rischi i cittadini delle aree interessate nel realizzare la nuova infrastruttura, considerando che quella attuale già soddisfa la domanda interna –:
   se non ritengano necessario assumere tutte le iniziative di propria competenza al fine di escludere che il progetto di realizzazione dell'opera coinvolga la fascia appenninica in linea con i contenuti della risoluzione approvata all'unanimità dall'VIII Commissione Ambiente nella seduta n. 553 del 26 ottobre 2011;
   se ritengano necessario considerare tutte le deliberazioni di contrarietà adottate dai vari enti istituzionali a tutti i livelli;
   quale sia l'orientamento generale del Governo nei confronti del progetto denominato «Rete Adriatica» e se, alla luce delle numerose criticità riportate in premessa, non ritenga che sia opportuno sospendere le procedure di autorizzazione attualmente in corso ed impedire la realizzazione di quest'opera così come progettata. 

(4-00613)

Il super gasdotto fa alzare le barricate al Salento. Ed è subito “No Tap”

Da: "Il Fatto quotidiano"
L'infrastruttura che porterà il carburante azero all'Italia passando per Grecia e Albania dovrebbe approdare su una delle spiagge più pregiate dell'area pugliese. Comunità locali pronte a rafforzare l’opposizione al progetto: “Abbiamo un turismo di qualità da difendere e non ci danno garanzie sulla sicurezza”

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