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mercoledì 18 gennaio 2012

Esplode metanodotto in Lunigiana


Le immagini e le notizie sull'esplosione del gasdotto in Lunigiana confermano quanto sacrosanta sia la nostra battaglia contro il metanodotto SNAM e quanto siano irresponsabili e stupidi gli atteggiamenti di supponenza con cui spesso sono stati trattati i comitati che hanno posto problemi di sicurezza e compatibilità ambientale.

Il Presidente Chiodi che più volte ha bloccato il nostro progetto di legge per dire no a un gigantesco metanodotto che attraverserà territori a rischio sismico dovrebbe riflettere e darsi una mossa.

giovedì 8 dicembre 2011

Stanchi di aspettare la convocazione del Consiglio comunale

Sulmona,7 dicembre.

Stanchi di aspettare la convocazione del Consiglio comunale che deve esprimersi in maniera chiara con apposito provevdimento dell'Assemblea civica,sulla vicenda del gasdotto della Snam e della centrale di compressione così come richiesto peraltro dal Ministero dell'Ambiente fin dallo scorso 30 agosto i rappresnetanti dei Comitati cittadini per l'Ambiente hanno deciso oggi di inoltrare un esposto al Prefetto dell'Aquila perchè intervenga contro l'inerzia del Comune di Sulmona. Un comportamento che appare abbastanza assurdo sopratutto se si tiene conto delle decisioni già assunte dal Consiglio regionale abruzzese all'unanimità e dalla comptente Commissione parlamentare. Ecco il testo della lettera inviata al Prefetto Maria Giovanna Iurato
'' Sig. Prefetto,Con lettera datata 30/08/2011, prot. n. 0017274, a firma del Dirigente dott.ssa Concetta Cecere il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto al Comune di Sulmona di rilasciare il parere di sua competenza in merito alla autorizzazione alla costruzione dell'opera denominata "Centrale di compressione gas di Sulmona e delle quattro linee di collegamento alla rete Snam esistente", opera che la società Snam intende realizzare proprio a Sulmona in località Case Pente. "In particolare - é scritto nella lettera del Ministero- si chiede al Comune di Sulmona di esprimersi con delibera di Consiglio Comunale, ai sensi dell'art. 42 del D.Lgs. 18.8.2000 n.267". Il Ministero aggiunge ancora che procederà, nel prosieguo, ad adottare i successivi atti propedeutici all'emanazione del provvedimento autorizzativo finale. E' doveroso osservare che la centrale di compressione e spinta e le quattro linee di collegamento, secondo il progetto Snam, insistono su un'area destinata dal PRG del Comune di Sulmona a verde agricolo, dove di conseguenza non è consentito insediare impianti di natura industriale quale quello della Snam. Esiste pertanto una evidente incompatibilità dell'opera sotto il profilo urbanistico, nonché vincoli di altra natura.


I Comitati, contrari alla realizzazione dell'opera, hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e ad altri 15 Enti coinvolti nel procedimento autorizzativo due lettere. La prima protocollata presso il Comune di Sulmona in data 13.10.11 e la seconda protocollata, sempre presso il Comune di Sulmona in data 15/11/2011. Inoltre, in data 2.11.11, è stata protocollata presso il Comune di Sulmona una lettera dei Comitati avente per oggetto: "Centrale di compressione e spinta della Snam Rete Gas: richiesta convocazione del Consiglio Comunale”.

La lettera era indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco, ai componenti la Giunta municipale, ai Capigruppo consiliari e a tutti i Consiglieri Comunali di Sulmona. Con questa lettera, constatato che erano inutilmente trascorsi due mesi dalla richiesta del Ministero, i Comitati sollecitavano la convocazione, in tempi rapidi, del Consiglio Comunale sul progetto Snam. A nessuna di queste lettere veniva dato, dal Comune di Sulmona, il benché minimo riscontro. Nel frattempo, in data 18.11.11, dal settore urbanistico del Comune di Sulmona veniva inviata alla Snam e al Ministero una lettera di "richiesta integrazioni", in merito ad un aspetto marginale e quindi ininfluente rispetto alla attestazione della incompatibilità dell'opera, che risulta del tutto evidente anche se la Snam non dovesse fornire, o ritardare, il chiarimento richiesto; per cui non si comprende quale è la finalità di questa lettera. Considerato che il mancato parere di merito da parte del Comune di Sulmona può essere interpretato dal Ministero dello Sviluppo Economico come un tacito assenso all'opera, con grave nocumento per i legittimi diritti ed interessi della nostra comunità, i sottoscritti, a nome dei Comitati cittadini per l'ambiente, chiedono alla S.V. di esercitare i poteri che la legge Le assegna al fine di: 1) Indurre il Comune di Sulmona alla immediata convocazione del Consiglio Comunale; 2) Accertare ogni possibile responsabilità , anche sul piano legale, sia a livello politico che della struttura amministrativa comunale, in merito a comportamenti omissivi o dilatori che dovessero essere riscontrati nei fatti sopra rappresentati. Seguono le firme''

martedì 6 dicembre 2011

Gasdotto “Rete Adriatica”:PERCHE' SULLA DORSALE APPENNINICA?


COMUNICATO STAMPA

Oggi, 5 dicembre, a Bazzano, l'Aquila, si riparla del Gasdotto Brindisi-Minerbio.
L'iniziativa è promossa e coordinata dalle Donne Democratiche de l'Aquila ed ha per titolo: Gasdotto “Rete Adriatica”:PERCHE' SULLA DORSALE APPENNINICA?

Partecipano ai lavori rappresentanti del Partito Democratico impegnati a tutti i livelli istituzionali: l'On.le Lolli, l'Ass. Moroni, il Vice Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo d'Amico, il Presidente Comunità Montana Peligna Carrara. La discussione sarà animata da rappresentanti del Comitato No Tubo ed il Comitato Cittadini per l'ambiente.
A coordinare i lavori sarà Gilda Panella delle Donne Democratiche de l'Aquila.
L'importante iniziativa vede, come risulta evidente, il Partito Democratico abruzzese in prima linea nel cercare risposte all'interrogativo su cui da anni si pretende chiarezza.
Anche in Umbria la questione è stata posta con forza ad ogni livello, politico, istituzionale e sociale.
Purtroppo nella nostra regione registriamo un atteggiamento diverso da parte di autorevoli rappresentanti del centro sinistra e del governo regionale.
Mi chiedo come sia possibile che in Abruzzo il Partito Democratico abbia la forza per pretendere un serio approfondimento sulla scelta del tracciato, mentre qui da noi non si riesce a stimolare lo stesso partito a manifestare una minima volontà di aprire un confronto ed un percorso di verifica sull'impatto che il progetto può produrre sull'ambiente e sull'economia delle comunità e dei territori appenninici interessati.
Invitiamo ancora una volta e con forza la politica regionale umbra, ad iniziare dal Partito Democratico, a non eludere la domanda del perché il gasdotto debba passare proprio lungo il tracciato che appare agli occhi dei più il meno opportuno ed appropriato.

Il Vice Presidente del Consiglio
Orfeo Goracci

mercoledì 9 novembre 2011

Cmunicato stampa

Apecchio 09 Novembre 2011

E' evidente che la decisione scaturita il 2 novembre dalla Seconda Commissione Consiliare della Regione Umbria, sul tracciato del Gasdotto Brindisi Minerbio, ha lasciato tutti sconcertati, delusi ed amareggiati.
Dalle parole dell’Assessore Rometti infatti, traspare l’intenzione di non chiedere la revisione del progetto, ma solo qualche piccolo aggiustamento sul tracciato. 
Dopo le mozioni votate all'Unanimità in  Regione Abruzzo e alla Commissione Ambiente della Camera, sembrava naturale che anche in Umbria, Cuore Verde d'Italia, si procedesse sulla stessa strada, ovvero chiedere di istituire immediatamente un tavolo per rivedere il tracciato del Gasdotto Brindisi Minerbio e progettarne uno alternativo, meno impattante per i territori a più alta valenza ambientale e paesaggistica del nostro paese e soprattutto a maggiore rischio sismico.
Invece il nostro assessore Rometti e la Commissione, hanno deciso di non decidere e rimandare il tutto alla conferenza Stato-Regioni, dove esprimerà la posizione della Regione Umbria.
Ci chiediamo: quale è la pozizione della GIUNTA REGIONALE E DELLA COMMISSIONE?
Perché a noi cittadini ed abitanti dell’Umbria, interessati da questa infrastruttura che pesa profondamente sul  nostro futuro, non è dato saperlo
Come può Rometti parlare del piano paesaggistico regionale e affermare che "…la tutela e la valorizzazione del paesaggio sono fattori determinanti per le politiche di governo del territorio, costituendo anche una leva per lo sviluppo economico…" quando contemporaneamente si appresta a consentire la costruzione di un “ecomostro” sui crinali appenninici in grado di generare un danno paesaggistico talmente grande che  i suoi/nostri stessi funzionari regionali, negli atti istruttori (Determina Dirigenziale N.3792 del 06 Maggio 2005), dicono “….... l’alterazione paesaggistica prodotta dall’opera, nonostante le misure di graduale ripristino ambientale previste dal progetto, rimarrà visibile per un tempo considerevole e costituirà un segno pregiudizievole per la salvaguardia dei caratteri paesaggistici del territorio Umbro.”
Perchè i nostri amministratori disattendono i pareri dei propri tecnici?
Quale è la superiore "ragione politica"?
Eppure, grande era stato l'eco nazionale del voto alla Commissione Ambiente della Camera, dove la perseveranza di alcuni Onorevoli (Verini, Lolli, Mariani, Vannucci) facenti parte dello stesso partito che governa la Regione Umbria, aveva permesso di ottenere un voto unanime,  convincendo anche il Centrodestra della bontà delle  ragioni della nostra lotta, ad una mozione che chiede al Governo di istituire un tavolo per la revisione del progetto.
Con il voto alla Camera e con quello al Consiglio Regionale Abruzzese ogni ostacolo politico e tecnico era stato rimosso, non c’erano più alibi e anche i nostri pavidi amministratori avevano (ed hanno) la strada spianata. 
Vorremmo a questo punto comprendere (ed è nostro preciso diritto) le ragioni che hanno spinto la Seconda Commissione ambiente della Regione Umbria a decidere di non decidere, a non difendere il proprio territorio, i propri cittadini e i loro interessi. Se non ci sono ostacoli politici, quali "ostacoli" intravede il consigliere  Bottini (ex assessore all'ambiente) per essere diventato un sostenitore  “militante” del“progetto” e di chi lo propone?
Cosa c’è davvero in gioco che i cittadini umbri non devono sapere?
Il nostro tono è polemico, perché siamo delusi da un atteggiamento della politica regionale che davvero non comprendiamo, ma nonostante tutto riteniamo che vi sia in molti Consiglieri una chiara coscienza di tutta la situazione e che questi Consiglieri si rendano ben conto che le richieste di noi cittadini sono legittime e supportate da una logica stringente.
Quello che non solo noi chiediamo, ma insieme con noi lo chiedono il Parlamento, la Regione Abruzzo, Istituzioni locali come la Provincia di Perugia, di Pesaro Urbino e tanti comuni tra i quali Gubbio, Pietralunga e Città di Castello è un tavolo di confronto finalizzato ad una discussione seria, partecipata che porti ad una revisione del progetto. Ci aspettiamo perciò che, dopo l'atteggiamento pilatesco della Commissione, la questione possa trovare un ulteriore momento di confronto in aula e siamo certi che i Gruppi Consiliari, i singoli Consiglieri, potranno alla luce del sole assumere decisioni trasparenti e lineari, coerenti con la tutela di alcuni tra i beni più preziosi della nostra Umbria".

Distinti Saluti


p. Gruppo d'Intervento Giuridico onlus dott. Stefano Deliperi
Via Cocco Ortu, 32 - 09128 Cagliari

p. Comitato No Tubo Matteo Ottaviani
Via Kennedy 7 61042 Apecchio