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venerdì 10 settembre 2010

USA: ESPLODE GASDOTTO A SAN FRANCISCO, DISTRUTTE 53 CASE

Lo scoppio causato da una condotta sotterranea che passa nella zona vicina all'aeroporto

SAN FRANCISCO - Terrore a San Francisco per una fortissima esplosione nella zona di San Bruno, nei pressi dell'aeroporto internazionale. Il bilancio provvisorio è di almeno un morto e di 30 feriti. Ad esplodere sarebbe stata una grossa condotta sotterranea di gas naturale che passa nella zona. Lo scoppio è stato fortissimo e gli abitanti della zona hanno pensato a un sisma o ad un incidente aereo. Dopo la deflagrazione è scoppiato un gigantesco incendio con fiamme alte fino a 18 metri, che ha distrutto oltre 50 abitazioni. «Abbiamo confermato che ci sono 53 strutture, per la maggior parte case, che sono andate perse, circa 120 sono danneggiate», ha spiegato alla tv Ktla Kelly Juston, dell'agenzia per la gestione delle emergenze in California. La conduttura del gas appartiene all'utility californiana Pacific Gas & Electric, secondo quanto riferito dalla stessa società in una nota.

ANCORA IGNOTA LA CAUSA - «Benché la causa debba ancora essere determinata, sappiamo che una linea di trasmissione del gas si è rotta. Se si capirà che la causa dell'incidente è nostra colpa, ci prenderemo le nostre responsabilità», si legge nel comunicato. Un aereo anti-incendio ha assistito i vigili del fuoco nel domare le fiamme, che si sono diffuse rapidamente a causa del vento dopo l'esplosione, avvenuta alle 18 ora locale (le tre di notte italiane). «L'incendio è domato al 50%», ha detto in una conferenza stampa il capo dei pompieri di San Bruno.

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lunedì 30 agosto 2010

Osservazioni contro richiesta pubblica utilità sul tratto Sulmona ntro richiesta pubblica utilità sul tratto Sulmona-Foligno del gasdotto Brindisi Mi

Le associazioni e comitati ecologisti Gruppo d’Intervento Giuridico Natura, WWF, Italia Nostra (Sezione di Pesaro e Fano) Sulmona, Comitato civico Norcia per l’ambiente economico (Dipartimento per l’energia) uno specifico (D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.) per la realizzazione d Sulmona da parte della Snam Rete Gas s.p.a.

Per opportuna conoscenza ne è stata inviata copia alla attività culturali, ai Presidenti delle Regioni Abruzzo In realtà il tratto del gasdotto denominato “Rete Adriatica Brindisi-Minerbio” dalle caratteristiche pesantemente impattanti: una 687 (tubazione di diametro 1.200 mm. a mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40), un Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, Prov. Bologna). Un (Massafra-Biccari; Biccari-Campochiaro; centrale di compressione Sulmona; Sulmona Minerbio) che attraversa ben dieci Regioni Toscana, Emilia-Romagna), interessando aree di rileva naturale regionale, 21 siti di importanza comunitaria Marche) e idrogeologico, senza che sia stato effettuato un unico (direttive n. 85/337CEE e n. 97/11/CE) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria (vds. es. Cor Giustizia CE, Sez. II, 28 febbraio 2008, causa C n. 01/42/CE).
Avverso tale progetto è stato presentato pubbliche (Province di Pesaro-Urbino e di associazioni ecologiste (Gruppo d’Intervento Giuridico WWF, Italia Nostra, Mountain Wilderness per l’ambiente, La Lupus in Fabula) e venatorie ( Non solo. Il deputato catalano Raül Romeva i Rueda un’interrogazione prioritaria al Parlamento europeo europea nei confronti del progetto Snam impatto ambientale del progetto e chiedendo alla della normativa comunitaria – per ricondurre l’ valutazione di impatto ambientale (nn. 85/337/CEE e 97/11/CE), di e di tutela degli habitat naturali e semi-naturali Una nuova importante iniziativa a sostegno delle legittime richieste di nazionali e territoriali per la salvaguardia economico-sociale delle collettività locali interessate. Gruppo d’Intervento Giuridico, Comitato “No Tubo” Italia Nostra (Sezione di Pesaro e Fano), Mountain Wilderness, Comitati cittadini per l’ambiente di Norcia per l’ambiente hanno inoltrato (27 agosto 2010) al (Dipartimento per l’energia) uno specifico ricorso avverso il rinnovo della dichiarazione di pubblica utilità (D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.) per la realizzazione del gasdotto Sulmona – Foligno e della da parte della Snam Rete Gas s.p.a.

Per opportuna conoscenza ne è stata inviata copia alla Commissione europea, ai Ministeri dell’ambiente Regioni Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche. denominato “Sulmona-Foligno” è solo una parte dell’unico dalle caratteristiche pesantemente impattanti: una lunghezza complessiva (tubazione di diametro 1.200 mm. a mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40), un unico tracciato Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, Prov. Bologna). Un progetto suddiviso in cinque tronconi Campochiaro; centrale di compressione Sulmona; Sulmona-Foligno; Foligno dieci Regioni (Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Romagna), interessando aree di rilevante importanza naturalistica (3 parchi nazionali 21 siti di importanza comunitaria)[1], aree a gravissimo rischio sismico sia stato effettuato un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (direttive n. 85/337CEE e n. 97/11/CE) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria (vds. es. Cor Giustizia CE, Sez. II, 28 febbraio 2008, causa C-2/07) né una procedura di valutazione ambientale strategica Avverso tale progetto è stato presentato ricorso alla Commissione europea (25 giugno 2010) da amministrazioni e di Perugia, Comunità Montana Catria e Nerone Gruppo d’Intervento Giuridico, Comitato “No Tubo”, Federazione nazionale Pro Natura Mountain Wilderness, Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona ) e venatorie (Arci Caccia – Perugia). Raül Romeva i Rueda, del Gruppo Verdi/A.L.E., ha presentato il Parlamento europeo chiedendo quali iniziative intenda adottare la progetto Snam di gasdotto “Rete Adriatica”, evidenziando le caratteristiche di pesante impatto ambientale del progetto e chiedendo alla Commissione europea quali iniziative intenda assumere per ricondurre l’Italia alla corretta applicazione delle direttive europee in materia di (nn. 85/337/CEE e 97/11/CE), di valutazione ambient naturali (n. 92/43/CEE). a sostegno delle legittime richieste di Enti locali, associazioni salvaguardia dell’Appennino, dei valori naturalistici, paesaggistici e del tessuto sociale delle collettività locali interessate. Comitato “No Tubo”, Federazione nazionale Pro Comitati cittadini per l’ambiente di hanno inoltrato (27 agosto 2010) al Ministero per lo sviluppo dichiarazione di pubblica utilità e della centrale di compressione di Ministeri dell’ambiente e dei beni e è solo una parte dell’unico progetto Snam di gasdotto lunghezza complessiva di km. unico tracciato dal Sud (Massafra, progetto suddiviso in cinque tronconi Foligno; Foligno-Sestino; Sestino- (Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, 3 parchi nazionali, 1 parco chio sismico (Abruzzo, Umbria, procedimento di valutazione di impatto ambientale (direttive n. 85/337CEE e n. 97/11/CE) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria (vds. es. Corte di procedura di valutazione ambientale strategica (direttiva (25 giugno 2010) da amministrazioni unità Montana Catria e Nerone, Comune di Gubbio), Federazione nazionale Pro Natura, Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Comitato civico Norcia , ha presentato il 20 luglio 2010 chiedendo quali iniziative intenda adottare la Commissione , evidenziando le caratteristiche di pesante quali iniziative intenda assumere – in rispetto alla corretta applicazione delle direttive europee in materia di valutazione ambientale strategica (n. 01/42/CE) associazioni e comitati ecologisti , dei valori naturalistici, paesaggistici e del tessuto

giovedì 12 agosto 2010

COMUNICATO STAMPA 11 AGOSTO

La Snam rete gas, in risposta all’interrogazione Europea presentata dal deputato catalano Raül Romeva i
Rueda il 20 luglio 2010-07-29 tranquillizza tutti; la Snam afferma di avere grande sensibilità verso i territori
coinvolti, di effettuare il ripristino geomorfologico e vegetazionale dei siti allo scopo di restituirli alle
condizioni iniziali, etc etc

Peccato che i Funzionari dei servizi Naturalistico-Paesaggistici e Faunistico-Venatori della Regione Umbria
non siano della stessa opinione e nel parere reso nell’ambito del procedimento di V.I.A. dichiarino:
“l’opera nei territori appenninici presenta numerose criticità che a volte comportano modificazioni irreversibili
degli ecosistemi” e rincarano la dose dicendo che “l’alterazione paesaggistica prodotta dall’opera, nonostante le
misure di ripristino ambientale previste, rimarrà visibile per un tempo considerevole e costituirà un segno
pregiudizievole per la salvaguardia dei caratteri paesaggistici del territorio Umbro”.

Gli stessi continuano dicendo: “L’intervento sia in fase di cantiere che di esercizio comporta rilevanti problemi
di natura paesaggistica in quanto il tracciato interessa solo in minima parte terreni agricoli, mentre la restante
interessa un territorio variegato dal punto di vista geomorfologico ed estremamente delicato e di pregio sotto il
profilo paesaggistico e ambientale”.

A chi devono credere a questo punto i cittadini?

Il Comitato No Tubo afferma che il livello di divulgazione e conoscenza dell’opera sui territori è a dir poco
basso e quel poco che si è saputo è stato grazie all’azione dei comitati ed associazioni e non certo del
proponente, che si è limitato all’affissione canonica ai vari albi, mentre l’Europa per coinvolgimento e
partecipazione intende ben altro.

E’ normale che la Snam rete gas, che lavora con un'altra ditta che è la British Gas, abbia interesse a vendere il
proprio prodotto. Dove si è mai visto un commerciante che denigra i propri prodotti ? Ma ovviamente, gli
acquirenti devono saper distinguere la realtà dalla pubblicità.
Ci viene detto che il metanodotto è utile, anzi indispensabile alla nazione..
Ci viene detto, con un vero ossimoro, che il metanodotto, progettato per attraversare le zone a maggiore
sismicità del paese (e probabilmente d’Europa) verrebbe posto nei luoghi “più sicuri”, che il tracciato sui
fianchi di montagne sulle quali insistono frane attive lunghe centinaia di metri e larghe altrettanto è quello di
“maggiore stabilità”. Ma poi hanno gravissimi incidenti gasdotti anche a causa di modesti smottamenti
del suolo (es: Tarsia 2010). E di sicuro, anche chi ha trivellato nel golfo del Messico, producendo i noti
problemi tuttora irrisolti (ammesso che siano risolvibili) avrà prima fornito fior di rassicurazioni sulla sicurezza
di queste operazioni.
All’insegna del “noi siamo bravi, noi siamo moderni, a noi nulla sfugge”. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
E’ forse giunto il momento che i cittadini imparino a non accettare passivamente le insoddisfacenti spiegazioni
e rassicurazioni solo perché chi le propone si fregia di titoli e ha un nome roboante.

giovedì 5 agosto 2010