La Provincia di Pesaro – Urbino, la Provincia di Perugia, il Comune di Gubbio, la Comunità Montana del Catria e del Nerone, il Comitato umbro-marchigiano “No Tubo”, i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, il Comitato civico “Norcia per l’Ambiente”,il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, l’associazione La Lupus in Fabula onlus, la Federazione nazionale Pro Natura, il WWF Italia, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra, l’A.R.C.I. Caccia della Provincia di Perugia hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea affinché valuti (art. 258 Trattato CE) la rispondenza alle normative comunitarie in materia di valutazione ambientale strategica – V.A.S. e di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. del gasdotto denominato “Rete Adriatica”, progettato dalla Snam Rete Gas s.p.a. (avente come partner per la distribuzione la Società British Gas).
Analogamente, per quanto di competenza, sono stati coinvolti i Ministeri dell’ambiente, dei beni e attività culturali, dello sviluppo economico, dei trasporti e i Presidenti delle Regioni interessate dal tracciato (Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna).
Questa è la risposta che i territori interessati, attraverso le loro amministrazioni più sensibili, le grandi associazioni nazionali (da ambientali a venatorie), la società civile attraverso i comitati, danno al tentativo della Snam rete Gas di portare avanti un progetto di grandissimo impatto ambientale in territori di grande fragilità, geologica, sismica, ambientale paesaggistica e di conseguenza sociale ed economica. Si vorrebbe infatti far passare, con un impatto inimmaginabile, un gasdotto di dimensioni colossali sui crinali dell’Appennino Centro Settentrionale, il gasdotto “Rete Adriatica Brindisi Minerbio” (diametro 1.200 mm. A circa mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40 per circa 700 chilometri in buona parte sulle cime di montagne e attraverso numerosissimi corsi d’acqua) ipotizzato con un unico tracciato dal Sud (Massafra, Prov. Taranto) fino all’Italia settentrionale (Minerbio, Prov. Bologna), in forza anche di dichiarazioni di pubblica utilità, alcune delle quali scadute e relative ad ogni singolo tratto.
Il progetto del gasdotto prevede i seguenti lotti funzionali:
Metanodotto Massafra – Biccari - DN 1200 (48’’), lungo 194,7 km;
Metanodotto Biccari - Campochiaro - DN 1200 (48’’), lungo 70,6 km;
Metanodotto Sulmona – Foligno - DN 1200 (48’’), lungo 167,7 km;
Centrale di compressione di Sulmona, n° 3 turbo compressori da 33 Mw.
Metanodotto Foligno - Sestino - DN 1200 (48’’), lungo 113,8 km;
Metanodotto Sestino - Minerbio - DN 1200 (48’’), lungo 142,6 km.
Si tratta, quindi, di un’opera, le cui parti sono funzionalmente connesse e programmate per realizzare un’unica struttura per il trasporto del gas metano da Massafra a Minerbio.
L’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’opera deve, pertanto, essere assoggettata a preventivo e vincolante procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S., qualora sia presa in considerazione quale “piano o “programma” (direttiva n. 42/2001/CE) ovvero ad un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. (direttive n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE) qualora sia considerata quale “opera” unitaria.
Questo non è avvenuto, nonostante sia previsto dalla normativa italiana di recepimento (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, il codice dell’ambiente). Sono stati effettuati procedimenti parziali di V.I.A. su alcuni tratti, senza alcun collegamenti fra le diverse procedure, in palese violazione della normativa comunitaria, secondo quanto interpretato dalla giurisprudenza della Corte europea di Giustizia e dai Giudici amministrativi nazionali.
Il tracciato del gasdotto “Rete Adriatica” interessa – direttamente o indirettamente – numerose aree naturali protette così come definite dalla legge n. 394/1991 e successive modifiche ed integrazioni e in particolare:
* parchi nazionali della Maiella, dei Monti Sibillini, del Gran Sasso – Monti della Laga;
* parco naturale regionale del Velino – Sirente;
* siti di importanza comunitaria – S.I.C. e/o zone di protezione speciale – Z.P.S. “Area delle Gravine” (codice IT913007), “Valle Ofanto-Lago di Capaciotti” (codice IT9120011), “Valle del Cervaro-Bosco dell’Incoronata” (codice IT9110032), “Sorgenti ed Alta Valle del fiume Fortore” (codice IT8020010), “Bosco di Castelvetere in Valfortore” (codice IT802006), “Bosco di Castelpagano” (codice IT2020005), “Sella di Vinchiatauro” (codice IT222296), “La Gallinola-Monte Miletto- Monti del Matese” (codice IT222287), “Maiella” (codice IT7140203), “Maiella sud-ovest” (codice IT7110204), “Monte Genzana” (codice IT7110100), “Parco nazionale della Maiella” (Z.P.S., codice IT7140129), “Fiumi-Giardino-Saggitario-Aterno-Sorgenti del Pescara” (codice IT7110097), “Velino-Silente” (codice IT1100130), “Fiume Topino” (codice IT5210024), “Boschi bacino di Gubbio” (codice IT5210010), “Boschi di Pietralunga” (codice IT5210004), “Valli e ripristini ambientali di Argenta, Medicina e Molinella” (codice IT4050022), “Valli di Medicina e Molinella” (codice IT4050017), “Biotopi e ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” (codice IT4050023), “Valle Benni” (codice IT4050006).
Il gasdotto “Rete Adriatica” è stato progettato dalla Snam Rete Gas s.p.a. al fine di realizzare il raddoppio delle infrastrutture di trasporto gas lungo il versante adriatico del territorio nazionale. E ciò, secondo l’intento dichiarato dalla stessa Snam, in analogia con quanto realizzato lungo il versante tirrenico della penisola, dove corrono parallelamente due infrastrutture di trasporto gas. Giunto invece all’altezza di Biccari (FG), il tracciato del gasdotto è stato dirottato inspiegabilmente verso l’interno, lungo la dorsale appenninica, adducendo presunte e non dimostrate “insuperabili criticità” sotto l’aspetto tecnico. Ma proprio scegliendo la dorsale appenninica il tracciato si scontra invece con criticità quali la presenza di aree boschive e numerose aree protette, rischio sismico e idrogeologico.
Pesante è poi l’impatto su aree importanti sul piano socio-economico per i danni di immagine che può portare allo sviluppo del sistema turistico/ambientale e per la presenza di importanti zone tartufigene nelle Marche e in Umbria.
E’ inoltre sorprendente che tra le criticità prese in esame non figuri affatto il rischio sismico, sicuramente molto più elevato lungo l’Appennino che sulla costa adriatica. Il gasdotto “Rete Adriatica” si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado.
Appare incoerente che si proponga un progetto di questa portata nelle aree considerate sorgenti di Biodiversità in Italia proprio nell’anno dichiarato dall’ONU a protezione della medesima.
Ora gli enti locali territoriali, le associazioni ecologiste, i comitati civici ricorrenti auspicano l’apertura degli accertamenti da parte della Commissione europea e l’adozione degli opportuni provvedimenti da parte dei Ministeri e delle Regioni coinvolte per fermare le procedure autorizzative di un’opera dal pesante impatto ambientale e socio-economico, con gravi rischi di sicurezza pubblica. Soltanto lo svolgimento di procedure di V.A.S. e di V.I.A. uniche, con la partecipazione delle comunità locali interessate, può consentire di reperire le soluzioni di tragitto meno impattanti e pericolose nel rispetto della legalità, dell’ambiente e dei legittimi interessi dei cittadini.
p. enti locali territoriali, le associazioni ecologiste, i comitati civici ricorrenti
Stefano Deliperi , Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus
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sabato 26 giugno 2010
domenica 28 marzo 2010
CRESCE IL FRONTE DEL NO
il Centro 27 marzo 2010 pagina 09 sezione: L'AQUILA
SULMONA
Ordine dei medici e degli avvocati uniti nella battaglia alle industrie ritenute dannose per salute e ambiente. La manifestazione pubblica dei Comitati ambientalisti, che ha sfilato lungo le vie del centro la settimana scorsa, ha stimolato nuove adesioni al fronte del no. Così anche gli avvocati hanno deciso di scendere in campo sulla questione. A renderlo noto è Maurizio Proietti , uno dei portavoce del Comitato medici. A giorni sarà creato un gruppo di lavoro per studiare i progetti di insediamenti impattanti che da anni pendono sulla città (inceneritore, cava, centrale del gas). Saranno affrontati diverse tematiche: quali potrebbero essere le conseguenze per la salute della popolazione e per l’ambiente e ci sarà poi attenzione sugli aspetti legali connessi a determinate tipologie di impianti. Il gruppo di lavoro intende far luce, in maniera precisa, sugli strumenti legislativi che gli enti locali e i semplici cittadini hanno a disposizione per oppore resistenza. Un’unità di intenti fra professionisti cittadini.
(f.p.)
SULMONA
Ordine dei medici e degli avvocati uniti nella battaglia alle industrie ritenute dannose per salute e ambiente. La manifestazione pubblica dei Comitati ambientalisti, che ha sfilato lungo le vie del centro la settimana scorsa, ha stimolato nuove adesioni al fronte del no. Così anche gli avvocati hanno deciso di scendere in campo sulla questione. A renderlo noto è Maurizio Proietti , uno dei portavoce del Comitato medici. A giorni sarà creato un gruppo di lavoro per studiare i progetti di insediamenti impattanti che da anni pendono sulla città (inceneritore, cava, centrale del gas). Saranno affrontati diverse tematiche: quali potrebbero essere le conseguenze per la salute della popolazione e per l’ambiente e ci sarà poi attenzione sugli aspetti legali connessi a determinate tipologie di impianti. Il gruppo di lavoro intende far luce, in maniera precisa, sugli strumenti legislativi che gli enti locali e i semplici cittadini hanno a disposizione per oppore resistenza. Un’unità di intenti fra professionisti cittadini.
(f.p.)
martedì 23 marzo 2010
No al gasdotto, sfilano in 800
il Centro — 21 marzo 2010 pagina 09 sezione: L'AQUILA
SULMONA. Ci sono gli slogan degli studenti - da «la centrale non ci gasa» a «non vogliamo cambiare aria» - i rumorosi campanacci portati da Andrea Incorvati di Bugnara, 18 trattori, decine di palloncini colorati e 800 manifestanti. Così Sulmona ribadisce il no alle industrie inquinanti, dal gasdotto all’inceneritore. La protesta è scesa sul Corso ieri mattina. Partenza da piazza Tresca. Dalle 10 e per un’ora il corteo ha attraversato il cuore della città, prima di concludere la manifestazione con un’assemblea al cinema Pacifico. I manifestanti - 800 secondo polizia e organizzatori - hanno voluto ribadire la loro contrarietà ai progetti per la realizzazione di impianti industriali in Valle Peligna. Impianti ritenuti dannosi per la salute e l’ambiente (centrale del gas e metanodotto, cava, cementificio, inceneritore di rifiuti ospedalieri e fabbrica di silicio). In testa al corteo i trattori dei contadini, poi gruppi di studenti, molti cittadini e più di un rappresentante politico. Ma nessun simbolo di partito: Francesco Di Nisio , candidato presidente alla Provincia con la Lega popolare, è stato invitato ad ammainare la bandiera. Ventiquattro le associazione che hanno partecipato, da L’Altra città a Lipu Abruzzo, oltre a Comitati cittadini per l’ambiente, medici del comprensorio e Cgil.
Presenti anche i componenti del Comitato «No tubo» di Umbria e Marche (contestano il gasdotto Snam, che solo in Abruzzo attraverserebbe 21 comuni). Una manifestazione a tratti chiassosa, accompagnata da slogan e cartelli. «Fermiamo l’assalto al territorio», «No al metanodotto e alla centrale Snam», «La Valle Peligna non è in vendita», «Ora che si sono venduti anche l’acqua lasciateci almeno l’aria», «I cittadini non sono spettatori: dicono no agli inceneritori». Persino le campane dell’Annunziata hanno fatto sentire i loro rintocchi al passaggio del corteo. Un corteo pacifico, ma che ha sfiorato l’incidente diplomatico in piazza XX Settembre dove era prevista la cerimonia per il compleanno di Ovidio con sindaco e presidente del consiglio. «Non capisco che cosa si contesta», afferma Fabio Federico , «i consigli comunali si sono più volte pronunciati contro gli impianti. Questa è solo propaganda elettorale». La replica di Mario Pizzola , rappresentante dei Comitati: «Qui sfila tanta gente comune, non ci sono apparati politici. Siamo scesi in strada per ribadire la contrarietà a progetti impattanti, imposti dall’alto, che non portano posti di lavoro. Non vogliamo queste industrie e intendiamo difendere un comprensorio dove ci sono sette tra i borghi più belli d’Italia e parchi». La chiusura del Corso ha scatenato qualche protesta dei commercianti: «Siamo stati penalizzati per l’ennesima volta. E guardate quanto smog fanno questi trattori degli ambientalisti». © RIPRODUZIONE RISERVATA - Roberto Raschiatore
martedì 2 marzo 2010
Il Consiglio comunale di Sulmona dice NO secco alla SNAM
SULMONA (1-3-10 ore 12.25) – Le elezioni provinciali sbloccano l’empasse sulla centrale e il metanodotto della Snam.
Il consiglio comunale di stamattina ha infatti approvato all’unanimità (con 21 voti favorevoli) la delibera che boccia il progetto e che chiede alla multinazionale di delocalizzare e trovare alternative.
La discussione è salita al primo punto, dopo la richiesta del consigliere di minoranza Silverio Gatta e l’appoggio anche dei consiglieri comunali di maggioranza.
La stessa Paola Pelino, per conto del Pdl, ha annunciato il suo appoggio a trattare subito l’argomento.
Dopo la presentazione di alcune correzioni di Gaetano Pagone alla proposta di delibera, licenziata dalla riunione dei capigruppo sabato mattina, si è interrotta la seduta per un quarto d’ora e poi si è proceduto alla votazione, fra gli applausi degli ambientalisti presenti.
“Sono contrario anche io – ha detto il sindaco Fabio Federico, ammorbidendo la sua iniziale posizione – e sono contento di rilevare l’alto spirito democratico di questo consiglio che è d’accordo sulla questione e che ha detto un forte e definitivo no alla Snam. Ma resto convinto del fatto che la questione possa passarci sulle teste e per questo chiedo all’onorevole Pelino di intercedere per noi con il governo”.
Una sorta di patata bollente.I Comitati cittadini per l’ambiente hanno espresso soddisfazione per il provvedimento, che dice “un no chiaro e definitivo” e avvertono che però “la strada è ancora in salita”.
“La delibera consiliare è un traguardo raggiunto – spiegano i Comitati – ma l’obiettivo finale è ancora ben lontano. Siamo consapevoli che quella per ottenere la delocalizzazione degli impianti Snam lontano dalla Valle Peligna e dalla dorsale appenninica è una strada tutta in salita.
Ma ora tocca alle istituzioni locali, alle forze politiche e ai rappresentanti in parlamento mettere in campo tutte le iniziative, necessarie affinchè sia la Regione che il Governo nazionale recepiscano le decisioni adottate.
Se così non sarà vorrà dire che i cittadini saranno stati presi in giro ancora una volta e che il nostro comprensorio, a causa della inconsistenza di chi dovrebbe tutelarlo, avrà subito l’ennesimo sopruso, da parte di potentati politici ed economici fin troppo noti”.
Il consiglio comunale sta ora affrontando la questione dell’azzeramento di giunta lampo del fine settimana. Federica Pantano
Il consiglio comunale di stamattina ha infatti approvato all’unanimità (con 21 voti favorevoli) la delibera che boccia il progetto e che chiede alla multinazionale di delocalizzare e trovare alternative.
La discussione è salita al primo punto, dopo la richiesta del consigliere di minoranza Silverio Gatta e l’appoggio anche dei consiglieri comunali di maggioranza.
La stessa Paola Pelino, per conto del Pdl, ha annunciato il suo appoggio a trattare subito l’argomento.
Dopo la presentazione di alcune correzioni di Gaetano Pagone alla proposta di delibera, licenziata dalla riunione dei capigruppo sabato mattina, si è interrotta la seduta per un quarto d’ora e poi si è proceduto alla votazione, fra gli applausi degli ambientalisti presenti.
“Sono contrario anche io – ha detto il sindaco Fabio Federico, ammorbidendo la sua iniziale posizione – e sono contento di rilevare l’alto spirito democratico di questo consiglio che è d’accordo sulla questione e che ha detto un forte e definitivo no alla Snam. Ma resto convinto del fatto che la questione possa passarci sulle teste e per questo chiedo all’onorevole Pelino di intercedere per noi con il governo”.
Una sorta di patata bollente.I Comitati cittadini per l’ambiente hanno espresso soddisfazione per il provvedimento, che dice “un no chiaro e definitivo” e avvertono che però “la strada è ancora in salita”.
“La delibera consiliare è un traguardo raggiunto – spiegano i Comitati – ma l’obiettivo finale è ancora ben lontano. Siamo consapevoli che quella per ottenere la delocalizzazione degli impianti Snam lontano dalla Valle Peligna e dalla dorsale appenninica è una strada tutta in salita.
Ma ora tocca alle istituzioni locali, alle forze politiche e ai rappresentanti in parlamento mettere in campo tutte le iniziative, necessarie affinchè sia la Regione che il Governo nazionale recepiscano le decisioni adottate.
Se così non sarà vorrà dire che i cittadini saranno stati presi in giro ancora una volta e che il nostro comprensorio, a causa della inconsistenza di chi dovrebbe tutelarlo, avrà subito l’ennesimo sopruso, da parte di potentati politici ed economici fin troppo noti”.
Il consiglio comunale sta ora affrontando la questione dell’azzeramento di giunta lampo del fine settimana. Federica Pantano
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