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sabato 5 dicembre 2009

NEWS DAL COMITATO

In questi giorni, pur non avendo ancora acquisito i permessi necessari, pur essendo in corso la procedura (osteggiata dai comitati) sulla quale pendono due ricorsi al TAR, pare che studi tecnici incaricati dal proponente (Snam Retegas) stiano incontrando i proprietari delle aree interessate dalla proposta di passaggio della super pipeline (megagasdotto) per sottoporre loro le proposte di servitù.

Ha davvero una fede incrollabile sulle proprie possibilità, chi conclude affari prima ancora di avere avuto i necessari permessi a procedere. Normalmente avviene il contrario, ma forse in altri paesi (in Italia oramai se ne vedono di tutti i colori).

Va detto che il proponente offre cifre risibili, soprattutto se paragonate all’imponente svalutazione che i terreni subirebbero. Alcuni immobili verrebbero lambiti "dall’opera" e la perdita di valore sarebbe cospicua. La legge ora impone dei compensi calcolati sul valore di mercato e farsi mettere un simile marchingegno nel proprio terreno per pochi euro non è sicuramente un grande affare.

Resta ovviamente lo scempio che la cosiddetta opera apporterebbe al territorio, svilendone il valore globale e affossando lo sviluppo turistico. E tutto per far transitare enormi quantità di gas in Italia, gas di cui attualmente disponiamo in sovrabbondanza e che ci arriva da tutte le parti. Ma questo rientra nei piani di chi vuol trasformare l’Italia in una “hub”, una sorta di molo merci per far passare di tutto, diretto altrove.

Si tratta di azioni di imposizione, che prescindono dalle politiche di sviluppo che il territorio si è dato e che pretendono di attraversare il territorio stesso in nome di vantaggi che sono solo del proponente, e non certo della comunità.

Bene ha fatto il sindaco di Gubbio a dichiarare apertamente la propria contrarietà alla proposta e a sollecitare i cittadini a non accettare condizioni di sorta.

Anche la Provincia di Pesaro Urbino si era espressa in modo aperto e unanime contro questa devastazione.

Il Comitato No Tubo e le istituzioni ribadiscono le proprie ferme posizioni.

venerdì 27 novembre 2009

martedì 17 novembre 2009

comunicato stampa del 16/11/09 Comune di Gubbio

Il sindaco Orfeo Goracci e l’assessore all’Ambiente Lucio Panfili tornano sulla questione del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio, con la seguente comunicazione:

«Nelle ultime settimane è continuato il confronto tra i tecnici della SNAM e l’amministrazione comunale sulle questioni del tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio, per il tratto che attraversa il territorio del Comune di Gubbio. Dopo le modifiche introdotte per ridurre l’interferenza col bacino del torrente Saonda nella zona est in prossimità della confluenza col fiume Chiascio, sono state prese in esame altre due problematiche: la compatibilità del tracciato con le previsioni urbanistiche nella zona dell’ex vivaio regionale, a fondo valle in prossimità della strada provinciale bivio S. Martino in Colle, e la necessità di una verifica più dettagliata del passaggio in aree a rischio idrogeologico nella zona ovest fino al confine con il Comune di Pietralunga. Oltre a ciò, per quest’area confermiamo l’indicazione di individuare un tracciato che percorra corridoi già compromessi da infrastrutture esistenti (strade, elettrodotti, ecc.), scegliendo la direttrice della S.S. 219 da Mocaiana – Pierantonio per giungere alla direttrice della E 45. In esito a dette verifiche, SNAM procederà alla formulazione di una nuova ipotesi di tracciato che verrà necessariamente sottoposta alla valutazione del Consiglio Comunale. Tutto ciò al fine di ridurre al minimo gli impatti che, in caso di realizzazione, questa opera può produrre sul nostro territorio. Restano aperte le grandi questioni che riguardano questa opera: la sua strategicità, le politiche in campo energetico a livello nazionale ed europeo, gli impatti complessivi sulla dorsale appenninica con particolare riferimento a zone di assoluta importanza ambientale per la loro specificità e per la oggettiva impossibilità di ripristino e riambientamento dei luoghi naturali. Su questo versante confermiamo la netta opposizione dell’amministrazione comunale al progetto, ritenendo dannosa la strategia prevista dal governo Berlusconi di utilizzare la penisola italiana come piattaforma di arrivo dei metanodotti provenienti dall’Africa e dall’ Europa Orientale per approvvigionare il mercato del nord Europa col risultato di imporre grandi sacrifici ambientali ai territori coinvolti. I recenti accordi stipulati dal Presidente del Consiglio col suo amico Putin confermano il disegno di realizzare altri gasdotti da far arrivare in Italia non per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, già ampiamente assicurato dalla attuale rete e diversificato su più fonti, ma per produrre profitti alle aziende amiche sia nella realizzazione delle opere che nella vendita del metano. Il nostro sforzo continua anche nel sostegno al lavoro di informazione sul progetto per accrescere la consapevolezza delle forze politiche e dei livelli istituzionali sulla portata e la rilevanza dell’opera che non è accettabile possa essere gestita come l’ennesimo intervento calato dall’alto sulla testa e sulla vita delle comunità locali. »

lunedì 26 ottobre 2009

CORRIERE ADRIATICO 25 ottobre

Rigassificatore, no della Riviera
I sindaci uniti: “Garanzie insufficienti e rischio danni al turismo”

Riviera del Conero Rigassificatore tra Porto Recanati e il Conero? Dalla riviera arriva un “no” secco. La grande struttura galleggiante sorgerà in acque internazionali, ma i Comuni interessati sono in massima allerta. Un impianto ultramoderno e sicuro – giurano i responsabili della Gaz de France – che porterà benefici in fatto energetico, eppure i Comuni non “dormono sonni tranquilli”. La questione viene proposta con fermezza, dal sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, comune, tra l’altro, pienamente integrante, con Porto Recanati, dell’associazione turistica Riviera del Conero.

“Noi sindaci dell’area a sud di Ancona e a nord di Macerata – tuona Pieroni – non ci stiamo”. Il sindaco della città mariana, che la prossima settimana vedrà i primi cittadini di Sirolo, Numana, Porto Recanati, Osimo, Castelfidardo, Potenza Picena e Civitanova, prosegue: “ Una decisione del genere non potrà essere assunta contro la volontà di cittadini e amministrazioni. Temiamo – conclude Pieroni – ripercussioni dal punto di vista turistico e ambientale”.

Il sindaco di Loreto contesta la scelta di Scossicci (tra Loreto e Porto Recanati) come punto di arrivo a terra del gasdotto di raccordo e fa notare che l’estrazione del gas, a 34 chilometri dalla costa, comporta sistemi di raffreddamento con soluzioni “che potrebbero addirittura causare l’abbassamento della temperatura ”.

I sindaci della costa non sono meno allarmati. Dice Moreno Misiti (Sirolo): “Siamo assolutamente contrari, perché il rigassificatore ci risulta essere realizzato con tecnologie moderne che non danno garanzie”. A Sirolo, anche l’opposizione in consiglio comunale, con Leonardo Orazi, si è detta contraria. Rincara la dose il sindaco di Numana, Marzio Carletti: “Pur con tutte le garanzie, il rigassificatore rischia di passarci sopra la testa, senza il nulla osta delle comunità locali. Poi, inutile girarci attorno, sarebbe per noi un danno d’immagine e all’economia turistica. Chiediamo una discussione pubblica – conclude – in cui la popolazione possa essere informata nei dettagli”.
BRUNO ORLANDINI