Puoi contattarci QUI

ABBIAMO BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO

SERVONO FINANZIAMENTI PER I RICORSI! QUALSIASI DONAZIONE E' IMPORTANTE.
Di seguito il codice IBAN per una vostra donazione...


IT73A0359901899050188528865

lunedì 1 dicembre 2008

lunedì 17 novembre 2008

Leggete cosa ha deciso la Provincia di Perugia il 12 Novembre

Il documento presentato dal Prc: “Adottare le soluzioni meno impattanti possibili”

(Cittadino e Provincia) – Perugia, 12 novembre ’08 – “Individuare un progetto alternativo per il passaggio del metanodotto lungo il territorio nazionale, tenendo in debito conto tutte le ipotesi e, in ogni caso, adottando le soluzioni meno impattanti possibili sul territorio, sul paesaggio e sull'economia tradizionale dei nostri territori”. Questa la richiesta contenuta nell’ordine del giorno che il Consiglio provinciale di Perugia ha approvato a maggioranza, con 13 voti favorevoli, 6 contrari e un voto di astensione. Il documento, presentato dal gruppo del Prc e illustrato in aula dal consigliere Luca Baldelli, ha per oggetto il progetto del metanodotto di SNAM Spa Rete Gas “Brindisi – Minerbio” nel tratto “Foligno-Sestino”. Un tratto che attraversa comuni umbri e marchigiani della fascia appenninica come Gubbio, Pietralunga, Città di Castello, Apecchio, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace. Nel complesso l'infrastruttura prevista si snoda per 687 km circa, con un condotto di 1.200 mm di diametro adagiato a 5 metri di profondità, una servitù di pertinenza di 40 metri, più un corollario logistico di piste di percorso e cantieri. “La sua asserita valenza di interesse pubblico – si argomenta nel documento - è contraddetta dal fatto che un'azienda privata, la British Gas, si occuperà della distribuzione del metano, senza alcuna ricaduta, né contropartita per i territori. Inoltre nella zona appenninica il metanodotto verrebbe ad insistere pesantemente su un ambiente contraddistinto dalla presenza di frane attive non censite, di terreni fragili, aree rocciose, pendenze pericolose, corsi d'acqua, flora e fauna selvatiche, nonché di pregevoli siti collegati alla rete europea Natura 2000”. Per i proponenti l’o.d.g. i danni apportati dalla realizzazione dell'infrastruttura “sarebbero irreversibili, a partire da quelli derivanti dallo sbancamento di crinali e fondivalle e dalla costruzione, in aree fino ad oggi occupate da sentieri escursionistici o da vegetazione, di strade necessarie a portare sul posto i macchinari”. La Regione Umbria, come ricordato nell’o.d.g., sull'opera ha rilasciato un parere di Valutazione di Impatto Ambientale con determinazione del 6/05/05 e successive integrazioni, mentre la Comunità Montana Altotevere Umbro e la Comunità Montana Alto Chiascio non sono mai state coinvolte nell'istruttoria, né hanno mai formulato alcun parere in merito, nè Comuni come Gubbio hanno mai espresso pareri di merito relativi al progetto, ma si sono limitati ad esprimere solamente pareri urbanistici. La Provincia di Perugia (Area Ambiente e Territorio), dal canto suo, nel maggio ‘06, ha espresso parere negativo in merito alla compatibilità del metanodotto con il vigente PTCP edil Servizio Programmazione forestale, faunistico, venatorio ed Economia Montana della Regione Umbria ha trasmesso parere negativo in merito ad imprescindibili aspetti legati alla flora ed alla fauna. Nel documento si ricorda infine che alcuni Enti locali interessati, assieme ad alcune associazioni hanno costituito una rete denominata Comitato No Tubo “con l'intenzione di difendere il territorio e l'ambiente dalla realizzazione di un'opera altamente impattante, non adeguatamente ponderata e partecipata nelle sue fasi progettuali”. Da tutto ciò è scaturito l’ordine del giorno per “ribadire, in tutte le sedi istituzionali, la validità del parere negativo in merito all'opera formulato dalla Provincia; intervenire presso la Regione per ottenere, alla luce di due vincolanti pareri negativi, la verifica della validità della Valutazione di Impatto Ambientale concessa e l'avvio della Valutazione Ambientale Strategica di ambito pubblico, considerato che in essa la valutazione dell'aspetto ambientale di un'opera è correlata alla valutazione di tutte le ricadute socio-economiche; per impegnarsi assieme agli enti ed ai soggetti interessati, affinchè si individui un progetto alternativo”. Si sono dichiarati a favore del documento i consiglieri Lorenzo Delle Grotti (Pse), che ha ricordato come si ritenne opportuno assumere un’analoga presa di posizione anche a Norcia per il tratto che interessava quel delicato territorio, Lazzaro Bogliari (Pd), che ha giudicato il documento “saggio e di buon senso”, e Guido De Prisco (Prc) che ha parlato di importanza di un coinvolgimento anche delle popolazioni locali. Anche per il vicepresidente della Provincia Palmiro Giovagnola “non si tratta di dire no a priori al progetto, bensì di intervenire per far sì che questo sia il più possibile compatibile con il territorio che dovrà attraversare”. Hanno invece espresso parere contrario i consiglieri di opposizione, tra i quali gli esponenti di An Giovanni Ruggiano,secondo il quale è ormai troppo tardi perpresentare simili istanze, e Bruno Biagiotti per cui sarebbe stato più opportuno riportare il testo in Commissione. Proposta questa condivisa da Luciano Paci (Unione di Centro), per il quale la delicatezza dell’argomento e le preoccupazioni suscitate avrebbero necessitato la consultazione di esperti. Da qui il suo voto di astensione.

giovedì 1 maggio 2008

martedì 29 aprile 2008

COMUNICATO STAMPA

Città di Castello 29/04/08
Alla cortese attenzione degli organi di stampa

Il comitato No Tubo, che come è noto si batte contro il progetto del gasdotto Brindisi Minerbio, un vero esempio di “insostenibilità” a causa dell’immane impatto che produrrebbe se realizzato, sta predisponendo il calendario delle attività per l’estate autunno 2008, in collaborazione con il Coordinamento dei Comitati per la tutela del Metauro, Candigliano e Cesano e con alcune istituzioni locali. Il calendario verrà diffuso a breve e prevede manifestazioni di vario genere ed escursioni sui siti interessati. Diverse le novità: intanto una convergenza con lo storico Comitato per la difesa del Rio Fergia, attivo nella zona di Gualdo Tadino, che si batte per la salvaguardia delle acque dell’omonima zona sorgentizia, a rischio captazione da parte di alcune multinazionali. Il tracciato del metanodotto interessa proprio quella zona (quando si dice piove sul bagnato…) e questo ha determinato una convergenza di intenti e di azioni da parte dei cittadini aderenti ai comitati. Il primo maggio quindi, prima giornata “No Tubo” 2008 a Boschetto di Gualdo Tadino, con una bella e facile escursione nell’area del Rio Fergia, seguita nel pomeriggio da una esposizione delle problematiche relative all’eventuale passaggio “dell’ecomostro”. Una folta delegazione marchigiana si sta predisponendo alla trasferta in quel di Gualdo, per contribuire alla riuscita della giornata dedicata al “No Tubo” e alla difesa delle acque.
Intanto, giungono positive novità da Gubbio, dove la Giunta Comunale ha approvato una delibera nella quale si richiede alla Regione Umbria di attivarsi presso il Ministero Competente per la sospensione dell’iter procedurale in atto e quindi del V.I.A. nazionale, e la produzione di un progetto alternativo data la non compatibilità dell’opera proposta con il territorio interessato.
Tutti a Gualdo dunque, per una giornata all’aperto, all’insegna della difesa del diritto, della partecipazione e della democrazia.